COMMISSO RIMANDA IL RITORNO, SLITTANO LA SCELTA DELL’ALLENATORE E I PIANI DI RILANCIO. I TIMORI DELL’EFFETTO COSMOS. IACHINI, ECCO TUTTO QUELLO CHE FARÀ PER SALVARE LA FIORENTINA. SI LAVORA SULLE MOTIVAZIONI. KOKORIN, PROVE DI RECUPERO

30.03.2021 10:57 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
COMMISSO RIMANDA IL RITORNO, SLITTANO LA SCELTA DELL’ALLENATORE E I PIANI DI RILANCIO. I TIMORI DELL’EFFETTO COSMOS. IACHINI, ECCO TUTTO QUELLO CHE FARÀ PER SALVARE LA FIORENTINA. SI LAVORA SULLE MOTIVAZIONI. KOKORIN, PROVE DI RECUPERO

Rocco Commisso non sarà in tribuna sabato a Genova e ancora non è chiaro quando potrà tornare in Italia. La Toscana zona rossa, tutto di fatto blindato per Pasqua e le nuove complicazioni legate al Covid, hanno indotto il presidente della Fiorentina a far slittare il rientro a Firenze, rientro che mai come in questo caso era ed è particolarmente atteso. Il momento, come sappiamo, è delicatissimo.

La nuova crisi provocata dalle dimissioni di Prandelli e il ritorno in panchina di Beppe Iachini segnano un altro momento cruciale della stagione con la squadra ancora impelagata in una difficile lotta per non retrocedere e in questi casi la presenza del presidente sarebbe stata fondamentale.

Purtroppo i tempi sono questi, ma Rocco sta già valutando una nuova finestra per il viaggio, la prima possibile, e comunque si tiene in costante contatto con l’allenatore e con i suoi manager. Molto probabilmente sarà organizzata anche una videochiamata collettiva con i giocatori appena tutto l’organico sarà al completo dopo i ritorni dalle Nazionali. E’ assai probabile che Rocco parli alla squadra per stimolarla nella giornata di venerdì, se non direttamente negli spogliatoi di Marassi sabato pomeriggio a ridosso con la partita che inizierà alle quindici. Il momento è cruciale, come detto.

Ci sarà da valutare come la squadra reagirà all’ennesimo cambio in panchina, il quarto in ventidue mesi, roba da record. E’ auspicabile una reazione almeno adrenalinica, s’è capito dalla freddezza di troppi giocatori al momento dell’addio che il rapporto con Prandelli s’era ormai sfilacciato sotto l’aspetto calcistico e il ritorno di Iachini potrebbe dare una scossa. Però non è così automatico e scontato, a volta nei gruppi può prevalere lo scoramento, una sorta di apatia, che va assolutamente impedita e stroncata. Anche per questo la carica del presidente sarebbe stata fondamentale.

L’attesa del rientro di Rocco Commisso era però legata anche alla programmazione futura. Ci sono tante decisioni da prendere, sia in chiave tecnica, per la squadra, per l’allenatore, per i piani di rilancio calcistici, ma anche per le infrastrutture dopo il ricorso di Italia Nostra per il Viola Park e la questione stadio sempre aperta. L’agenda di Rocco sarà molto ampia e articolata e tutti sono in attesa di sapere la data del ritorno.

Il presidente, però, oltre che dal Covid è condizionato e frenato anche dai risultati e dalla classifica. Si sperava che attorno a Pasqua la situazione potesse essere migliore e invece con la squadra non ancor fuori dalla lotta salvezza è più complicato pensare al futuro, offrire progetti calcistici ad allenatori e giocatori. I manager speravano di incontrare Rocco anche per buttar giù i piani di lavoro e invece adesso è obbligatoriamente di nuovo tutto congelato. Nessuno è in grado di leggere nelle intenzioni di Rocco Commisso, non ha lanciato segnali di sorta.

Si capirà presto se ha davvero intenzione di rafforzare la società, di cambiare alcuni manager per inserire uomini di calcio a vari livelli o se preferirà continuare con il suo cerchio magico che ha dato risultati scarsi. Secondo tema in agenda sarà la riconferma o meno di Daniele Pradè come direttore sportivo e poi, di conseguenza, la scelta dell’allenatore. Dopo si penserà ai rinnovi e al mercato.

I manager aspettano Rocco per le decisioni operative, ma è chiaro che nel frattempo loro si sono mossi per allacciare contatti e prospettare soluzioni. Come vi avevamo già detto, ci sono pronti diversi progetti calcistici e nomi di allenatori da Sarri a Gattuso, da Pippo Inzaghi a Italiano e altri, toccherà a Rocco dire che calcio vorrà fare, con quale budget e dare il via ai contatti finali. Sarri, ad esempio, come vi abbiamo rivelato e detto più volte, per valutare vorrebbe parlare direttamente proprio con Rocco. Vedremo.

La rinascita della Fiorentina passerà da queste basi che dovranno essere poste nelle prossime settimane, presumibilmente un minuto dopo avere una ragionevole certezza che la serie B non sarà più un’impellente preoccupazione. Anche se, come detto più volte, l’ennesima crisi della panchina fa pensare alla prudenza, ma il calendario è addirittura peggio. A cominciare dallo spareggio di Genova.

Nessuno, ma proprio nessuno, ha ancora un’idea di cosa frulla in testa a Rocco. L’aver deciso di abbandonare la squadra dei Cosmos al suo destino, aver sospeso l’attività del club storico dove quattro anni fa è cominciato l’avventura nel calcio e il sodalizio con Joe Barone, fa pensare e temere. La crisi pandemica e le difficoltà a far passare il suo modo di vedere il calcio all’organizzazione della Major League americana, ha di fatto disamorato Rocco. Dal Grande Amore al Grande Disamore in poco tempo. La speranza è che non succeda la stessa cosa con l’Italia, con la Fiorentina dove Rocco incontra problemi simili, dal comparto agonistico che non funziona, alle ingenti spese, al comparto infrastrutturale alle prese con burocrazia, politica italiana e lungaggini. Che succederà?

Fino a qualche settimana fa arrivavano segnali di un Rocco comunque “carico”, orgoglioso e voglioso di dimostrare e quindi di rilanciare alla maniera proprio di Rocco, senza guardare in faccia a nessuno, andando alla “guerra”. Non resta che aspettare. Non ha aspettato molto Iachini, invece, a recuperare il grande rapporto con il presidente che per altro non s’era mai interrotto. Iachini è l’allenatore del presidente, non ripetiamo per l’ennesima volta cosa successe l’estate scorsa e neppure dell’esonero che Rocco avrebbe evitato. Ma adesso cosa ha in testa Iachini per salvare la Fiorentina prima possibile?

Tutto sommato, dopo le dimissioni di Prandelli è stata una fortuna avere ancora a libro paga l’allenatore esonerato in autunno, conosce la squadra, ma soprattutto è uno Specialista. Iachini è l’allenatore più adatto per quello che ci sarà da fare nelle prossime settimane, la sua carriera parla chiaro, salvare le squadre è la sua missione preferita. Come?

Radio-spogliatoio racconta di un allenatore molto carico e quel che resta della squadra al netto dei nazionali, l’ha accolto con grande energia e positività. S’è ritrovato subito il feeling, anche se senza una decina di giocatori non è stato facile andare oltre l’ordinaria amministrazione. Da dove ripartirà Beppe? Dal suo calcio, ovvio. Ma anche dal lavoro che ha fatto Prandelli (e questa è un’altra fortuna) che non è da buttare e che salvo l’ultima gara con il Milan e mezza a Benevento, aveva continuato a lavorare sul 3-5-2 di base, cambiando soltanto alcuni principi come la difesa più alta e cose del genere. Quindi dal 3-5-2 si ripartirà anche a Genova a maggior ragione visto che in pratica ci saranno soltanto due giorni (giovedì e venerdì) per preparare tatticamente la partita con tutti i giocatori. E allora?

C’è da scommettere che nelle 48 ore prima della partita Iachini lavorerà molto sotto l’aspetto psicologico, cercherà di attivare nei giocatori tutti gli aspetti motivazionali, la grinta, la rabbia agonistica, quelle qualità necessarie e indispensabili per affrontare il Genoa in primis, ma anche tutte le altre partite che restano.

Raccontano Iachini molto motivato, anche perché questa diventa una sfida personale, d’orgoglio. Dieci partite di livello gli consentirebbero di cambiare la storia tormentata di questo periodo in viola e magari aprire nuovi orizzonti, se non a Firenze, in altre situazioni.

Per quanto riguarda la formazione, anche se torneranno soltanto giovedì dalla Lituania, è assai probabile che Biraghi e Castrovilli ritroveranno la loro maglia da titolare. Soprattutto il terzino, uno di quelli che non avevano gradito le scelte tecniche di Prandelli nelle ultime partite.

Dragowski ha recuperato, la porta sarà sua. In difesa è cresciuto Quarta, che per altro piaceva anche a Iachini, ma all’epoca doveva inserirsi. Probabile vengano confermati Milenkovic, Pezzella e Quarta, appunto, con Caceres (uomo di Iachini) spostato sulla corsia destra con Biraghi a sinistra. In mezzo al campo ora Pulgar sta bene e farà il regista. Una maglia sarà di Amrabat, un altro degli esclusi di Prandelli, con l’alternativa Bonaventura. L’altra di Castrovilli che dovrà avvicinarsi a Ribery per supportare Vlahovic in fase di possesso in una sorta di 3-4-2-1. Nelle prime giornate di campionato con Iachini in panchina, Castrovilli era stato spesso determinante proprio con quel movimento, si vuole riallacciare il feeling spezzato. Davanti Prandelli ha risolto il problema attaccante e adesso Iachini potrà contare su un Vlahovic diverso, più consapevole e con dodici gol nella classifica dei cannonieri. Non male. Questo il copione per sabato con il Genoa. Poi se, strada facendo, ci potrà essere spazio per passare al 3-4-3, potrà essere rivalutato anche Callejon.

Niente da fare invece per Kokorin che è appena rientrato dal recupero muscolare fatto a Roma e adesso dovrà puntare al lavoro atletico secondo le tabelle predisposte dai sanitari. Si spera che possa essere disponibile per la panchina contro l’Atalanta ma, ovvio, nessuno ha intenzione di forzare e anche lui sa che adesso è fondamentale il completo recupero per evitare ricadute. Ci sarà tempo per dimostrare che Kokorin è ancora un giocatore importante come in tanti sperano, a cominciare dai tifosi che hanno voglia di positività dopo questi due anni di sofferenza.