COMMISSO, PRIMI ALLARMI. PARLA DI SOLDI COME I DV: "PRIMA DI COMPRARE VENDIAMO". "NON VOGLIO GUADAGNARE, MA NEANCHE RIMETTERCI". E CEDERE CHIESA PUÒ ESSERE LA SOLUZIONE. NO DI DE PAUL, VUOLE LA CHAMPIONS. DRAGO RESTA. TORNA AQUILANI

12.07.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
COMMISSO, PRIMI ALLARMI. PARLA DI SOLDI COME I DV: "PRIMA DI COMPRARE VENDIAMO". "NON VOGLIO GUADAGNARE, MA NEANCHE RIMETTERCI". E CEDERE CHIESA PUÒ ESSERE LA SOLUZIONE. NO DI DE PAUL, VUOLE LA CHAMPIONS. DRAGO RESTA. TORNA AQUILANI

Rocco Commisso sta cominciando a rendersi conto di cosa vuol dire gestire una società di calcio come la Fiorentina e, sinceramente, anche se a qualcuno sembrerà una bestemmia, leggendo l’intervista uscita ieri su Forbes non ho trovato parole diverse da quelle pronunciate molte volte nel corso degli anni da Diego e Andrea Della Valle.

E il primo allarme è scattato automatico quando alla domanda “che Fiorentina farà mister Rocco?“ non ho trovato risposte certe.

La frase dell’intervista sulla quale mi sono fermato a riflettere più a lungo è soprattutto questa: "Con il calcio non voglio perdere soldi". Un programma così l’avrebbe di sicuro firmato anche Cognigni di triste memoria.

Sottolineo queste cose non per spegnere gli entusiasmi, ci mancherebbe. La fine dell’era Della Valle-Corvino l’ho auspicata come nessun altro negli ultimi due-tre anni, ma dopo un mese e mezzo di fuochi d’artificio credo sia anche arrivato il momento di un sano realismo per evitare illusioni, inutili attese e trionfalismi fuori luogo.

Commisso è un simpatico trascinatore, ha investito e riacceso la passione e l’entusiasmo attorno alla Fiorentina e gliene siamo grati, ma per fare calcio tutto questo non basta. Non può bastare. E servirà un lavoro enorme.

Il nuovo presidente della Fiorentina nell’intervista continua così: "Abbiamo impostato il lavoro, vendiamo prima di comprare". Tutta colpa, naturalmente, del fatturato troppo basso e del Fair play finanziario che impone regole ferree. Infatti mister Rocco aggiunge ancora in relazione alle regole Uefa:  . Le stesse cose che raccontavano i Fratellini quando avevano ancora voglia di calcio e nel 2008 si inventarono l’idea della Cittadella Viola per provare a far soldi e di conseguenza aumentare il fatturato. E Rocco ha già capito (come l’ultimo Diego) che anche fare lo stadio non risolverebbe la questione, servirebbero troppi anni. Non lo farà.

In questa intervista c’è ampiamente spiegato tutto l’immobilismo e l’attendismo di questi giorni, la casella vuota alla voce giocatori in entrata (salvo il riscatto di Terracciano) e un mercato che non soddisfa la piazza.

Rocco conclude: "Il nostro obiettivo è fare meglio dell’anno scorso". E qui c’è da gelare. Cosa vuol dire?

La Fiorentina è arrivata sedicesima, cosa dobbiamo puntare al quindicesimo posto? E’ una battuta, ovvio, ma come detto, la prudenza è comprensibile. I meccanismi Uefa sono implacabili, magari quando le difficoltà le raccontavano i Fratellini era più difficile accettarle per i modi e la lontananza affettiva, ma la sostanza non cambia.

Ci vorrà pazienza, tanta pazienza. E ci si sta rendendo conto appieno solo ora che anche vendendo tutto il parco giocatori corviniano (auguri) sarà difficile arrivare a una cifra che consenta grandi acquisti. Vendere per comprare. Ma ammesso e non concesso che arrivino 20-25 milioni da Veretout e altrettanti da tutto il resto, cosa compri con certe cifre? Li prendi un esterno destro, un difensore centrale con i piedi buoni, un regista, una mezz’ala e un centravanti? Sarà durissima. Gli altri non li puoi vendere. Faccio un esempio. Il Milan vuole Pezzella? Bene. Ammettiamo che la Fiorentina strappi 18 milioni, sarebbe comunque un affare inutile perché per comprare un altro difensore di quel valore i soldi li dovresti rispendere tutti…

Non voglio ripetere cose già scritte mille volte, il disastro vero è stato fatto due anni fa quando è stata venduta un’intera rosa per 120 milioni e quei soldi in pratica buttati dalla finestra. Ora da vendere hai poco e solo giocatori funzionali.

Che fare? L’unica idea calcistica che forse è già venuta in mente anche ai manager di Commisso è scontata: vendere Chiesa.

Solo con quegli 80-100 milioni reinvestiti bene potresti rifare la squadra e rispettare il fair play finanziario. Lo so che Rocco si è esposto mille volte, lo so che è difficile rimangiarsi la parola, ma oggi ha senso dire "lo teniamo un anno?". Poco. O hai la forza per tenerlo davvero e costruirgli attorno una squadra o tanto vale venderlo. Le motivazioni di Commisso le conosco e le ho già scritte, in società pensano che Chiesa possa aiutare nella ricostruzione viola, con l’obiettivo di puntare all’Europeo e poi l’anno prossimo ognuno per conto proprio. E’ umano, comprensibile per chi arriva oggi a Firenze e deve posizionarsi in una città nuova e dentro una tifoseria, ma poco calcistico.

Quindi, alla fine, forse è meglio aspettare la fine di questa storia che sembrava già scritta con i "Chiesa resta" di Commisso e invece potrebbe prendere pieghe diverse…

Aspettiamo anche le mosse di Pradè che dovrà inventarsi un mercato creativo e più complicato rispetto al 2012 senza il mago Macia.

Intanto è cambiato il programma. Chiesa è ancora all’estero, non vedrà Pradè oggi, ma partirà martedì per gli Usa con altri compagni (Milenkovic?) e alcuni dirigenti e poi si aggregherà alla Fiorentina e assieme alla squadra incontrerà per la prima volta Commisso. C’è chi racconta di un Chiesa-babbo seccato per la frase di Joe Barone sulla promessa fatta a un bambino del Meyer, ma la famiglia ha scelto la via del silenzio per rispetto, aspettando le mosse della Fiorentina. Chiesa non chiederà di essere ceduto, magari strada facendo potrebbe essere il contrario. E non ci sarebbe da scandalizzarsi. E Rocco non perderebbe la faccia perché il calcio è questo e per ricostruire la Fiorentina dalle macerie potrebbero servire anche decisioni impopolari…

Più passano i giorni e più la Fiorentina perde anche giocatori che sembravano abbordabili (Bennacer ad esempio…), più le difficoltà aumentano e più si riflette sul da farsi.

De Paul, ad esempio, ha detto chiaramente che vuole una squadra che giochi la Champions. Depennato dalla lista. Anche per Benedetto, centroavanti del Boca, sono stati rifiutati 10 milioni del Marsiglia. La clausola è di circa diciotto milioni, se la Fiorentina lo vuole ne serviranno almeno quindici. Nel frattempo, però, si sta risolvendo la vicenda Dragowski. Il portiere non avrà il milione mezzo che gli hanno offerto in Inghilterra, ma sta arrivando l’intesa fra aumento secco di ingaggio (ora guadagna 400 mila) e bonus a crescere. Nel frattempo dopo Dainelli è rientrato in Fiorentina anche un altro grande ex, Aquilani, che sarà l’allenatore dell’under 18. A proposito di Dainelli, la scelta è ottima, ma sicuramente per colpa mia fatico a capire la differenza di ruoli fra Antognoni direttore tecnico e Dainelli responsabile dell’area tecnica. E non sono quisquillie…