COMMISSO-PESSINA: SCOPPIA LA PACE. IL BUON SENSO HA PREVALSO. REBUS IACHINI: ANCORA 10 GIORNI. NOSTALGIA BORJA: PUÒ TORNARE

25.07.2020 00:01 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
COMMISSO-PESSINA: SCOPPIA LA PACE. IL BUON SENSO HA PREVALSO. REBUS IACHINI: ANCORA 10 GIORNI. NOSTALGIA BORJA: PUÒ TORNARE

Ci aspettavamo qualcosa di diverso e di peggiore dal summit in Soprintendenza, invece per fortuna le cose sono andate bene, così tanto che è scoppiata la pace tra Commisso e Pessina. Le nubi si sono diradate e se davvero a settembre i lavori al nuovo Centro Sportivo ripartiranno speditamente, potremo dirci soddisfatti e più sereni rispetto al buon esito dell’operazione. Siamo franchi: anche lo stizzito Soprintendente Pessina, sempre pronto alla puntualizzazione chirurgica, ha cambiato espressione. Nell’intervista post summit è apparso più tranquillo e ha trasmesso, forse per la prima volta da quando è iniziata questa avventura, un segnale positivo. Auspichiamo che d’ora in poi sul cammino della Fiorentina non spuntino più ostacoli di nessun genere, anche fuori dalle competenze della Soprintendenza, come i comitati del “no” aprioristico. La pazienza dei tifosi - che non dimentichiamo mai essere cittadini - ha esaurito il serbatoio da tempo.  

Rocco Commisso è un treno in corsa, il treno delle speranze di coloro che amano la Fiorentina. Provare un sentimento forte per la maglia viola significa sperare sempre il meglio per lei. Rocco vuole chiudere la pratica centro sportivo alla fine del 2021 e desidera donare un nuovo stadio alla Fiorentina e alla città. E’ un treno lanciato al massimo della velocità, fermarlo equivale a gambizzare i sogni di crescita di una comunità intera che tifa Fiorentina. Tutto va fatto nel rispetto delle regole, ma Commisso non ha bisogno che nessuno glielo ricordi perché ha ben presente ciò di cui parliamo. Ma anche all’interno di norme e disposizioni amministrative si deve usare l’arma del buon senso, è l’unica che non fa male. Il buon senso è prevalso nella riunione di ieri a Palazzo Pitti, la telefonata tra Pessina e Commisso è stato un segnale di distensione di cui tutti avvertivamo il bisogno. La battuta di Rocco è stata fulminante e azzeccatissima: “Ora speriamo che non andiate in ferie ad agosto…”. Commisso conosce bene l’Italia, ci è nato 70 anni fa, è al corrente dei limiti endemici di questo meraviglioso Paese. 

Domani la Fiorentina giocherà a Roma contro la squadra di Fonseca la terzultima partita di questa strampalata stagione. Il post lock-down ci ha regalato una Fiorentina molto in palla, presente a se stessa, in grado di guadagnare con anticipo la salvezza. I viola hanno voglia di portare a casa altri punti per rendere più gradevole la classifica finale. Sono piccole soddisfazioni, abbiamo chiaro il concetto, ma servono pure queste. Il più motivato a far bene è Beppe Iachini, diventato il tema più discusso in città in questi giorni. Aveva la valigia pronta, la società stava virando verso altri lidi, quando è stato ordinato un “fermate le macchine” che invita ad una riflessione. La Fiorentina ci vuole pensare prima di salutare Iachini o magari confermarlo: la dirigenza si è presa una decina di giorni, poi scioglierà al riserva. Continuano i sondaggi nel mondo degli allenatori: in Italia sono in testa Giampaolo e Di Francesco, all’estero qualcuno caldeggia la pista Benitez. La verità è che se c’è un punto su cui la società non può fallire di un millimetro il bersaglio, è proprio l’allenatore della prossima stagione. Intanto il tempo passa e questo mette un po’ di pressione alla dirigenza, ma i dieci giorni ormai sono stati presi. 

Da Milano i rumors raccontano della possibilità sempre più concreta che Borja Valero possa tornare nella sua amata Firenze. Spifferi annunciati, per altro, proprio da firenzeviola.it oltre un mese fa. La moglie Rocio non ha mai staccato il cordone ombelicale con gli amici fidati e la città. Borja lo stesso. Senza dimenticare che un uomo della sua saggezza sarebbe petrolio per uno spogliatoio in cerca di esperienza e ed esempi. Lui e Ribery potrebbero formare il comitato dei saggi ed in campo Borja, reduce da una buona annata, darebbe comunque il proprio contributo. Pradè nell’estate 2012 fece il gran colpo portando lui e Gonzalo Rodriguez dal Villarreal: furono due protagonisti assoluti del ciclo montelliano prima repubblica viola, con tre quarti posti, una semifinale di Europa League e una finale di Coppa Italia. Tra il diesse e lo spagnolo c’è sempre stato un ottimo rapporto. Per questo e altro Borja adesso è vicino di nuovo a Firenze anche se a Milano si racconta che Conte - il tecnico nerazzuro stima molto lo spagnolo - vorrebbe confermarlo all’Inter. Dipenderà molto dalla volontà di Borja e lui vuole la Fiorentina. Il resto si vedrà.