COMMISSO E UN BAGNO DI REALISMO

28.09.2022 10:04 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
COMMISSO E UN BAGNO DI REALISMO

Aspettando il campionato è ancora il Commisso pensiero a riempire dibattiti. L’intervento del presidente arriva a breve distanza dall’ultima conferenza stampa e come già accaduto non sembra interrompere un calo di consensi che parte dai mesi precedenti. Eppure tra le pieghe delle parole del numero uno viola l’intento di continuare a far meglio non viene meno. I riferimenti a critiche mal digerite, o ai percorsi interrotti per uno stadio di proprietà, sono quelli meno elettrizzanti per una tifoseria in attesa di rilanci , ma intanto Commisso è il primo a chiedere di più a tecnico e squadra, almeno nell’ottica di un gioco che può certamente migliorare rispetto al possesso palla sterile (e a qualche retropassaggio di troppo) emerso nelle prime 11 sfide stagionali.

Insomma al netto di un carattere che la piazza sportiva ha imparato a conoscere il patron viola non rinuncia a chiedere di più alla sua Fiorentina, anche in termini di piazzamento finale, ed è forse da questo richiamo che converrà ripartire in vista del prossimo tour de force. Se fino a oggi la sostituzione di Vlahovic resta nervo scoperto, anche per i numeri dei sostituti che continuano a essere deficitari, è nei correttivi che saprà apportare Italiano che la Fiorentina conta di cambiare passo, tanto più in un girone europeo che si è fatto in salita dopo il pareggio interno con il Riga e la sconfitta di Istanbul. Il tecnico è reduce da una prima parte di stagione inedita in termini di critiche, ma prima della sosta l’avanzamento di Barak e l’impiego di Kouamè sono state scelte efficaci, che hanno pagato e che potrebbero pure essere riproposte.

Di certo dopo il secondo intervento presidenziale sono due gli aspetti su cui soffermarsi: il rischio di un nuovo stallo sul fronte della crescita strutturale del club (legato a uno stadio di proprietà sul quale Commisso sembra ormai rassegnato in attesa di chiarire come e quanto potrà influire il Franchi ristrutturato) e una figura presidenziale piu' a tinte vintage che non simile alle sempre più numerose proprietà straniere (magari supportate da altrettanti fondi esteri) che stanno prendendo campo nel calcio italiano. Dopo aver molto e giustamente sottolineato l’assenza emozionale, e spesso fisica, della precedente proprietà l’avvento di Commisso sancisce una rottura con il passato. Si potrà eccepire molto nelle scelte degli ultimi tempi ma, piaccia o meno anche in termini di risultati, non la costante presenza proprietaria nelle vicende viola.

Un aspetto che non implica necessariamente successi e consensi, ma che racconta di una volontà di crescita forse difficile da comprendere chiaramente (al pari della strategia annessa) ma pur sempre presente in un proprietario come Commisso che ha fortemente e nuovamente smentito qualsiasi ipotesi di cessione del club.