COMMISSO-CHIESA, UN PATTO PER LA FIORENTINA. TUTTI I SEGRETI DELL’INCONTRO. UN FUTURO CONDIVISO E APERTO. IL CONTRATTO DA RINNOVARE. E DOMENICA COL TORO FEDERICO CI SARÀ. A SORPRESA CI PROVA ANCHE RIBERY

05.12.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
COMMISSO-CHIESA, UN PATTO PER LA FIORENTINA. TUTTI I SEGRETI DELL’INCONTRO. UN FUTURO CONDIVISO E APERTO. IL CONTRATTO DA RINNOVARE. E DOMENICA COL TORO FEDERICO CI SARÀ. A SORPRESA CI PROVA ANCHE RIBERY

Rocco Commisso ed Enrico Chiesa hanno usato le stesse identiche parole per commentare e sintetizzare il loro primo incontro: “Siamo contenti, è stato tutto molto positivo”. Evviva. Alleluia. 

Era quello che ci voleva, era quello che si auspicava e ci si aspettava per mettere la parola fine alle incomprensioni e alle polemiche degli ultimi mesi e ripartire tutti assieme, alla grande, con un unico interesse e obiettivo comune: il bene della Fiorentina.

L’incontro durato quasi due ore, s’è tenuto, come sapete, nella suite dell’albergo fiorentino che ospita Rocco Commisso. Con il presidente della Fiorentina c’erano Joe Barone e Daniele Pradè, i manager che avevano già visto il babbo Chiesa una settimana fa, gettato le basi e aperta la strada a questo vertice.

Ma cosa si sono detti? 

Che accordo hanno raggiunto?

Federico resterà a Firenze o sarà ceduto?

Da oggi Chiesa e la Fiorentina sono tornati ad essere un tutt’uno, da oggi il percorso torna comune: non era né così facile, né così scontato. Insomma è finito il muro contro muro che aveva segnato i primi mesi della nuova proprietà e si torna a ragionare assieme del presente e del futuro di quello che è il giocatore più importante della Fiorentina. Un passaggio fondamentale alla ricerca dell’armonia del gruppo e di conseguenza dei risultati.

Inutile nascondere la storia tormentata degli ultimi mesi. Da una parte un ragazzo che aveva deciso di andare in una squadra più importante, con un mega contratto in tasca e il sogno di diventare un campione, dall’altra una società che appena arrivata ha invece deciso di bloccare tutto, ha detto no alla cessione nel rispetto di un contratto.

Le posizioni inconciliabili e le decisioni subite, hanno portato a un incontro finito male nel lontano mese di agosto. Dopo, rapporti azzerati. La storia di questo inizio campionato la conoscete. Il momento non sereno è sfociato in una evidente crisi che stava danneggiando tutti, sia la Fiorentina che il giocatore. Ricucire era una soluzione obbligata, nell’interesse di tutti. 

La Fiorentina ha bisogno del miglior Chiesa e Chiesa ha bisogno di ritrovare positività per tornare a rendere al meglio.

In sostanza stamattina Commisso e Chiesa si sono detti proprio questo. Sgombriamo il tavolo e dimentichiamo tutto quello che è successo in passato, ripartiamo come fosse il primo giorno fra noi, consapevoli che la Fiorentina vuole Chiesa al centro del suo progetto e Chiesa vuol ripartire con ritrovati stimoli e un’unica ambizione: tornare a fare la differenza per questa squadra.

Finalmente si fa quello che, modestamente, avevo auspicato da tempo: un percorso assieme, sottobraccio. Mi hanno detto che fino a qualche settimana fa non c’erano le condizioni, ora che ci sono per me gli effetti si vedranno da subito. Non è una questione di soldi, di contratti o di permali, quando non c’è serenità e sintonia, in tutte le occupazioni, non si può rendere al meglio. E Chiesa, inconsciamente, era come condizionato, appesantito. Sono sicuro che l’armonia psicologica e l’intesa rinnovata rilanceranno Federico appena tornerà a star bene.

Poi cosa succederà in futuro oggi non lo sappiamo, sappiamo però che la Fiorentina e Chiesa lo decideranno assieme e il cambio di rotta è fondamentale.

In sostanza, nel prossimo incontro sarà proposto a Chiesa il rinnovo del contratto fino al 2024 con un importante ritocco dell’ingaggio che dovrebbe portarlo a guadagnare quattro milioni nel giro di qualche tempo. Ma sarà un accordo open, nel senso che se una volta firmato il contratto, in futuro, Chiesa decidesse di volere comunque andar via o la società capisse che per mille ragioni converrà venderlo, saranno valutate assieme opzioni e situazioni con un unico obiettivo comune: l’interesse della Fiorentina e del ragazzo. Che, lo ribadisco, collimano. Chiesa è un bene tecnico ed economico per la società viola e va messo nelle condizioni di rendere al meglio per un aspetto tecnico immediato e (nel caso) economico in futuro.

In aggiunta posso dire che è scattato anche un feeling personale che non guasta mai. Enrico Chiesa è piaciuto a Rocco, il presidente ha apprezzato la semplicità e la chiarezza, il senso della famiglia e la ricerca del bene di un padre per un ragazzo che va oltre tutti gli altri interessi. Rocco è piaciuto a Enrico Chiesa per la concretezza, il modo diretto e chiaro di fare, il rispetto delle persone, l’atteggiamento familiare.

Adesso per Federico non resta che recuperare dal fastidio muscolare che si porta dietro da troppo tempo. La decisione di farlo riposare è stata saggia, guardate cosa è successo a Sensi, ma anche a Belotti. Domenica a Torino quasi sicuramente ci sarà, oggi ricomincerà a forzare e se non sentirà il riacutizzarsi del dolore, ci sarà il via libera dello staff sanitario. Ma c’è grande ottimismo.

A sorpresa, vorrebbe esserci anche Ribery. Il recupero è difficile anche se la distrazione alla caviglia fortunatamente è meno invasiva del temuto e la tempra del giocatore sta facendo il resto. E’ chiaro che siamo di fronte a una “mission impossible”, ma il giocatore ha detto anche a Commisso che proverà fino all’ultimo. Speranze quasi zero, ma Ribery a Torino andrà comunque per stare vicino alla squadra.

Il Toro ha vinto a Genova, ma non superate le difficoltà. Le contestazioni dei tifosi contro Cairo e Mazzarri sempre più calde, di questa scarsa serenità la Fiorentina potrebbe approfittare. Servirà una gara tosta e visto che Belotti non recupera e in genere Mazzarri gioca con una sola punta con Verdi alle spalle, forse potrebbe essere il caso di riproporre il 4-3-3 visto martedì sera con Milenkovic e Caceres centrali. Ancora meglio sarebbe passare al rombo di centrocampo in un 4-3-1-2 per sfruttare la scia positiva di Benassi. L’ex torinista o Castrovilli potrebbero fare i trequartisti dietro a Chiesa e Vlahovic, a meno che Montella non preferisca giocare senza centroavanti (Sottil con Chiesa) o non decida di lanciare Pedro che scalpita. Naturalmente aspettando Ribery…