COMMISSO ALLE PRESE CON IL REBUS IACHINI, VA CONFERMATO O NO? LE TENTAZIONI. LA LEGA SPACCATA: OTTO CLUB CONTRO LA RIPRESA DEL CAMPIONATO. ANCHE IL GOVERNO FRENA. RIBERY PRONTO A TORNARE. HAGI ALLA LAZIO

21.04.2020 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
COMMISSO ALLE PRESE CON IL REBUS IACHINI, VA CONFERMATO O NO? LE TENTAZIONI. LA LEGA SPACCATA: OTTO CLUB CONTRO LA RIPRESA DEL CAMPIONATO. ANCHE IL GOVERNO FRENA. RIBERY PRONTO A TORNARE. HAGI ALLA LAZIO

Confermare o non confermare Iachini sulla panchina viola? Il momento drammatico che stiamo vivendo sta rendendo tutto più difficile e complicato anche nel calcio e rispondere a questa domanda ora è un vero rebus. Forse come non mai. Cosa deciderà Commisso? Lui potrebbe replicare che questo è uno di quegli interrogativi da un milione di dollari e in fondo avrebbe ragione. Ma una decisione prima o poi andrà presa e toccherà proprio a Rocco che già si è scottato imponendo la conferma di Montella e stavolta non può più sbagliare. Il problema vero non è decidere, ma il fatto che non ci sono elementi sufficienti per fare una valutazione tecnica concreta e compiuta del lavoro dell’allenatore viola. E difficilmente ci saranno. Se non si dovesse più giocare, se il campionato dovesse finire qui, resterebbero in mano, da analizzare, soltanto nove partite e due mesi di lavoro. Per le statistiche tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Ma anche se la stagione dovesse riprendere e chiudersi, sarà comunque tutto falsato nei tempi e nei modi, si giocherà a porte chiuse, blindati e isolati, con la preparazione in condizioni fisiche e psicologiche che non hanno precedenti. Che valutazione si potrà dare di un periodo così anomalo? E allora, che fare con Iachini? A naso, e anche per un senso di rispetto e giustizia, si dovrebbe andare dunque verso la conferma del contratto firmato nel dicembre scorso fino al 2021.  In fondo Iachini ha fatto e stava facendo quello che gli era stato chiesto al momento dell’ingaggio dopo il siluramento di Montella. Sotto la sua guida la Fiorentina è riuscita a mettere un discreto numero di punti dalla zona retrocessione, ha acquisito carattere e convinzione, è migliorata nella fase difensiva e nella condizione atletica. Rocco, poi, è sostanzialmente contento dell’uomo e del tecnico, un gran lavoratore, un motivatore, uno concreto.

In quelle nove partite, però, non s’è mai visto un buon gioco, anzi. I limiti nella costruzione della manovra, nella fase offensiva e nelle difficoltà di andare in gol sono apparsi piuttosto evidenti. Ma questa avrebbe dovuto essere, almeno nei programmi e nelle dichiarazioni dell’allenatore, la fase due del piano di Iachini che dopo aver assestato la squadra avrebbe dovuto insistere nel lavoro sulla fase offensiva per far crescere la fluidità del gioco. Ci sono ancora dodici giornate da giocare e proprio queste giornate avrebbero dovuto fornire il materiale necessario per una valutazione completa di Iachini. E’ rimasto tutto sospeso in aria, a metà. E nell’aria ci sono, però, anche i dubbi di sempre, condensati così: Iachini è l’allenatore giusto per far crescere la Fiorentina? Per una volta permettetemi di non rispondere. Quei due o tre miei fidati lettori sanno che non mi nascondo mai, ad esempio ho scritto il giorno stesso della riconferma di Montella che sarebbe stato un errore, ma in questo caso è troppo complesso e oltre a tutto il resto, dovrei sapere delle cose di spogliatoio o di campini che nessuno sa. Quelle cose le sanno solo i dirigenti e probabilmente dovranno decidere su quelle, anche se sono comunque riduttive. E poi: che Fiorentina farà Commisso? La valutazione sulla panchina andrà fatta anche in base ai programmi di potenziamento. Sono ambiziosi? Quanto ambiziosi? Inciderà o meno la crisi economica per il Coronavirus? Ieri, ad esempio, sono stati messi in cassaintegrazione cinquanta dipendenti viola. E’ vero che Rocco coprirà il resto dello stipendio non garantito dallo stato, ma la situazione non è rosea. Se Commisso avesse comunque in testa una squadra in grado di lottare per le prima sei-sette posizioni, così, a freddo, allora potrei dire che  mi piacerebbe un allenatore con un pedigree più importante. Poi ricordo di una telefonata fatta ad Allegri prima di cacciare Montella…il tentativo di prendere Blanc. Allora penso, forse anche Rocco ha in testa un grande nome? Ci può stare tutto. L’importante è decidere nei tempi giusti e con una completa convinzione da parte di tutto il comparto tecnico della Fiorentina. Sarebbe un autogol tenere Iachini soltanto perché ha il contratto, perché è simpatico, è un Cuore Viola… Nel calcio si sa che robe del genere poi si pagano. A volte, se non si è completamente convinti, bisogna essere anche cinici, il discorso fatto a giugno per Montella, “non ho mai licenziato un dipendente”, non ha funzionato e Rocco l’ha capito. Non sbagliavo, dunque, nel dire che questa scelta è di una difficoltà mai vista Una leggera mano potrebbe darla la ripresa del campionato, ma si ripartirà davvero?

La situazione è molto complessa nonostante il “porta a porta” mediatico forsennato di Gravina che sta già lavorando per le prossime elezioni della Figc e di fatto non ne indovina una. La Lega è spaccata. Oggi ci sarà l’assemblea e se le intenzioni saranno confermate anche in aula, risulta che ben otto presidenti di serie A vorrebbero chiudere qui la stagione, non provarci neppure per rispetto del Paese e della situazione sanitaria. Ma anche per interessi propri, ovvio. La Fiorentina non è fra questi, Commisso vuol provare a ripartire se ci saranno le condizioni giuste. Ma ci saranno? La Federcalcio ha preparato un protocollo sanitario per far riprendere gli allenamenti in sicurezza il quattro maggio, che è ora alla valutazione del Governo. Domani ci sarà un incontro con il ministro dello sport Spadafora, ma il ministro della salute Speranza ieri ha gelato tutti: “Ci sono cose più importanti prima del calcio”. Come si temeva. Le possibilità comunque restano alte, anche per ragioni economiche ben note. Se ci sarà l’ok alla ripresa, la Fiorentina è già in contatto con tutti i giocatori. Anche Ribery è pronto, ha il suo aereo personale e tornare non gli sarà difficile. Il francese, però, dovrà poi sottoporsi a una quarantena di due settimane. Comunque, ricordiamolo, se si dovesse ripartire non avverrà prima della fine di maggio, inizio giugno al massimo. Infine, come sapete, non parlo volentieri di mercato in questo periodo perché so che la Fiorentina ha congelato i suoi obiettivi e non è questo il momento per stringere le trattative, prima bisogna capire cosa succederà. Però fonti extra italiane ci dicono che la Lazio si sarebbe portata a casa Ianis Hagi, 22 anni, per una cifra vicina ai dieci milioni. Mi sembra tanto, ma l’interesse di Tare è forte. Quando fu rimandato via da Firenze scrissi che questo sarebbe stato un errore colossale, simile a quelli fatti con Zaniolo e Mancini, ma di un brutto recente-passato, meglio non parlare più.