COMMISSO ALL’ATTACCO MA SENZA PARLARE DI CALCIO. IL FUTURO PUÒ ATTENDERE… DA GATTUSO A VLAHOVIC, TAVOLI APERTI. SCHIARITA STADIO, FORSE

15.05.2021 10:50 di Mario Tenerani   vedi letture
COMMISSO ALL’ATTACCO MA SENZA PARLARE DI CALCIO. IL FUTURO PUÒ ATTENDERE… DA GATTUSO A VLAHOVIC, TAVOLI APERTI. SCHIARITA STADIO, FORSE
FirenzeViola.it

Mai cullare soverchie speranze, si rischia sempre di restare delusi. Si era creata un’attesa messianica per le dichiarazioni post Cagliari del presidente della Fiorentina. Un’atmosfera carica di aspettative col profumo di annunci nell’aria. Le condizioni c’erano tutte. 

Lo scialbo pareggio della Sardegna Arena era stato però decisivo per la conquista dell’agognato traguardo: la salvezza. Un obiettivo di gran lunga peggiore rispetto ad un ambizioso nono posto, indicato nel settembre scorso dalla società, ma purtroppo l’annata sciagurata, costellata da cambi di allenatori come fossero cravatte, aveva trasformato il campionato in agonia. Proprio per questo, però, il mantenimento della categoria era diventato comunque una meta importante. Ci pareva, insomma, un venerdì adatto alla divulgazione delle nuove linee guida della Fiorentina. Ci eravamo illusi e la colpa è solo nostra perché non avevamo capito niente. 

L’entusiasmo per il verbo di Commisso si è spento in un battito di ciglia, di fronte all’attacco frontale nei riguardi della stampa, media locali e nazionali, di una Firenze tirchia e incapace di tirare fuori i quattrini necessari, di altre proprietà calcistiche, di editori e di altra varia umanità in ordine sparso. Legittimo, per carità, il diritto di critica è sacro per tutti, ivi compreso il presidente, ci mancherebbe. Si potrebbe discutere più sul metodo che sul merito. Modalità poco ortodosse e ancora meno convenzionali. 

Sta di fatto che l’ora e mezzo di conferenza stampa si è trasformata in un processo duro che ha spazzato via qualsiasi ragionamento di calcio. La materia che più interessava alla gente. 

Peccato, poteva essere l’occasione per parlare del futuro di Vlahovic anziché rifugiarsi in un laconico “la nostra intenzione è trattenerlo” che vuol dire tanto, ma anche nulla. Poteva essere l’occasione per ufficializzare la conferma di Pradè e insieme a lui l’arrivo di un fidato collaboratore tecnico. Poteva essere l’occasione per indicare un nuovo obiettivo da aggredire, nel percorso di crescita della squadra, migliore e diverso del nono posto. Poteva essere l’occasione per rivisitare in un’analisi autocritica, ma costruttiva, l’annata che volge al termine. Perché gli errori son stati molteplici e ben visibili, vidimati da una classifica deprimente. Poteva essere l’occasione per parlare di un nuovo contratto a Ribery. 

Si potrebbe continuare a lungo perché di occasioni ieri ne sono perse tante. Di calcio non si è parlato. Il futuro può attendere. 

Di sicuro il presidente non avrebbe potuto parlare del nuovo allenatore e lo capiamo: se davvero fosse Gattuso, come pare, sarebbe stato impossibile proclamarlo perché ancora impegnato con la propria società. A proposito, il Napoli sarà domani a Firenze. Non è un dettaglio. 

E se non fosse lui? I rumors portano all’estero, verso un tecnico che non è stato ancora in Italia. La società ha fatto bene a sondare più piste per evitare sorprese dell’ultimo momento. “Sarà un allenatore vincente”, ha rassicurato Rocco Commisso. Lo speriamo vivamente, aggiungiamo noi. 

Belli i ringraziamenti a Beppe Iachini che noi ribadiamo dopo averli già espressi prima di Cagliari. Beppe ha fatto un lavorone, altro che. Per nulla scontato, stante la situazione nella quale si è trovato ad operare. Vecchio cuore viola messo a dura prova dagli accadimenti calcistici, come da lui stesso confermato: “me sto’ a giogà la salute”, ci ha detto pochi giorni fa in puro idioma ascolano. Applausi veri Beppe, tutti meritati. 

Un grazie, crediamo, andrebbe rivolto anche a Prandelli, uno che la salute l’ha messa in crisi veramente durante il periodo in panchina. Avrà avuto una media punti inferiore a Iachini, ma ha profuso tanto impegno e soprattutto ha trasformato un diamante grezzo, Vlahovic, in un pezzo pregiato da decine di milioni di euro. Le casse della società lo ringraziano di cuore. 

C’è stato anche il passaggio, forse più una provocazione, della vendita della Fiorentina a 335 milioni, secondo un calcolo preciso fornito nel dettaglio dal presidente. Un siluro a Firenze e a coloro che non vogliono investire nella società. Un discorso già sentito in passato che però non passa mai di moda. E con un fondamento di verità. Crediamo che Rocco Commisso abbia voluto un po' giocare su questo, con furbizia e intelligenza. Emulando la celeberrima maschera di Arlecchino - che si confessò burlando - il presidente viola ha inteso mostrare un listino del club. Hai visto mai che qualcuno possa essere interessato? 

Infine lo stadio. Ieri dopo l’infuocata conferenza stampa Commisso è andato in Palazzo Vecchio per parlare della questione con il sindaco Nardella e il presidente della Regione Giani. Prove tecniche di disgelo. E’ troppo per parlare di riapertura verso il Franchi, ma qualcosa si muove. E’ una buona notizia perché questo stadio si deve fare. 

Prima però bisogna costruire la squadra. E forte.