COMINCIA MOENA: SI APRE IL CANTIERE E SI LAVORA SUL 4-3-3 DI QUALITÀ. PER GLI ACQUISTI SERVE PAZIENZA. BADELJ UN’IDEA INTERESSANTE

06.07.2019 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
COMINCIA MOENA: SI APRE IL CANTIERE E SI LAVORA SUL 4-3-3 DI QUALITÀ. PER GLI ACQUISTI SERVE PAZIENZA. BADELJ UN’IDEA INTERESSANTE

Ottavo anno a Moena, da Montella a Montella, passando per Sousa e Pioli. I viola arrivano oggi in quota con 29 giocatori, una parte dei 75 sotto contratto in carico alla società. Numeri extra large che dovrebbero aprire gli occhi a tutti, non solo ai fiorentini. Il calcio italiano ha tanti club dotati di rose gonfiate come palloncini. Ma la colpa non è dei diesse, ma di chi permette loro di allestire gruppi così grandi. Sono i presidenti sul banco degli imputati, sono loro che non comprendono che i soldi non si buttano dalla finestra come fossero coriandoli. E pensare che i denari sono i loro… Ma il discorso ci potrebbe lontano: in fin dei conti il calcio è un grande banchetto, gli invitati o imbucati sono tanti, troppi, e tutti devono trovare la loro pace interiore. Sarebbe bello accorgersi che le rose possono essere funzionali anche con 24 giocatori, ma forse questo è un sogno. 

In Trentino, salvo sorprese clamorose, non si vedranno volti nuovi. Per quelli si dovrà aspettare i primi giorni di agosto. Il tema non è esaltante, però va capito. La verità è che serve pazienza per ricostruire dalle macerie sportive. La Fiorentina si è salvata agli ultimi minuti del campionato, sarebbe bene che ce lo ricordassimo ogni tanto. Ripartire da  lì è doveroso, ma non è facile. Il verbo da declinare è ricostruire e andrebbe compreso. Sperare adesso in un’ondata di nuovi acquisti è legittimo, ma non è possibile. La ricostruzione ha bisogno di idee chiare, quattrini e soprattutto pazienza. Questo gruppo di lavoro merita fiducia e tempo, poi come tutti gli altri andrà a giudizio. 

Gli uomini mercato insieme a Montella lavorano su un 4-3-3 di qualità perché bisogna ripartire da un regista che imposti e da interpreti di spessore. 

Nel mezzo servirebbe un pezzo pregiato, uno come Badelj. L’idea di riportare Milan a casa non è peregrina, ma ricca di ostacoli, eppure pensiamo che alla lunga il croato possa davvero tornare. A lui piacerebbe molto riabbracciare Firenze. E’ uno dei tanti profili su cui si indirizzano Pradè, Barone e Antognoni perché sul tavolo ci sono molti pensieri.

Moena, Stati Uniti, momenti in cui saranno verificati molti calciatori e dopo saranno emessi i verdetti. Aspettando i nuovi, ma con molta pazienza.