COMINCIA L’AVVENTURA VIOLA, IACHINI HA SCELTO GLI UOMINI: RIBERY E KOUAME LE FRECCE. UNA FIORENTINA A CUI DARE CREDITO, UN ALLENATORE CHE MERITA FIDUCIA. MA IL MERCATO NON È FINITO…

19.09.2020 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
COMINCIA L’AVVENTURA VIOLA, IACHINI HA SCELTO GLI UOMINI: RIBERY E KOUAME LE FRECCE. UNA FIORENTINA A CUI DARE CREDITO, UN ALLENATORE CHE MERITA FIDUCIA. MA IL MERCATO NON È FINITO…

È tutto strano. Non è un bel periodo, la vita è uno slalom tra i paletti del Covid. Il calcio fa parte del contesto, con le sue bellezze e le sue contraddizioni. Si va avanti, ma senza luci. Fuori la gente, non è pallone. Lo ha ricordato anche Iachini in conferenza stampa. E ha fatto bene. Così come è stato coerente il comunicato della Fiesole in settimana: tutti dentro o tutti fuori. Speriamo che il Covid perda la guerra.

Però si parte, questo è il dato. Un’avventura incerta come mai lo era stata prima. Sempre in apnea, sempre con la paura che ci sia un positivo e che ci si fermi. Anche se adesso la procedura è più snella. La Fiorentina Primavera giocherà oggi dopo lo stop di ieri. Eppure è campionato. Con le medesime regole del post lockdown, ma questo passa il convento. Dobbiamo anche rimodulare i nostri giudizi rispetto alla regola, confermata, dei 5 cambi. Con tante sostituzioni ci sono molteplici sfide all’interno della stessa partita. Chi parte dalla panchina deve sentirsi meno penalizzato. Ci sono 16 titolari minimo, varia il minutaggio, ma non è un problema. Non importa chi entra, ma come si entra. 

Biraghi sta bene, giocherà. Pezzella ha necessità dell’ultimo consulto medico, sarà stamani, ma diciamo che potrebbe farcela. Altrimenti dentro Ceccherini. Dietro, davanti a Dragowski, Milenkovic e Caceres. Chiesa a destra, Duncan davanti alla difesa, Bonaventura e Castrovilli i suoi assistenti di qualità. Le frecce offensive Ribery e Kouame, ma attenzione: in certe fasi i viola si appoggeranno su un comodo 3-4-2-1 con Ribery e Chiesa tra le linee e in altri frangenti cercheranno l’ampiezza allargando gli esterni. Non si possono fare previsioni, si deve soltanto prendere atto che nelle ultime amichevoli i viola sono apparsi in buone condizioni e prolifici con 15 gol fatti, 14 dei quali timbrati dagli attaccanti (una rete è arrivata su autogol con la Lucchese). Sottolineature estive, lasciano poco spazio alla fantasia, ma per cronaca ne teniamo conto. 

Anche Iachini ha raccontato che “al 98 per cento il mercato è finito”. Ma noi, inguaribili ottimisti, continuiamo a non crederci. Ci piace pensare che Rocco, innamorato del calcio e vincente per status, intraveda l’occasione giusta e se la porti a casa. Per rinforzare la Fiorentina e non sprecare la chance di agganciare la UEFA già questo anno. Il mercato non è finito, ne siamo pressoché convinti. Magari ci smentiranno. Magari no. Vedremo. 

Una parola, però, possiamo spenderla: la Fiorentina non è una squadra completa, ma è una buona formazione. Migliore in partenza dello scorso anno e con un ottimo centrocampo (anche se oggi mancherà Amrabat squalificato). La Fiorentina in partenza, oggi apertura assoluta del campionato, merita fiducia. Per la serietà del gruppo e per un complesso di valori tecnici, non trascurabili. Può migliorare e crescere. Va accompagnata. Così come il tecnico merita fiducia: ha fatto un ottimo lavoro da gennaio a oggi, nonostante le conclamate difficoltà. Iachini lavora sul campo, quasi in modo maniacale, lo ha ricordato anche Pezzella, ma poi in partita si vede. La Fiorentina è una squadra molto ordinata, con poche sbavature. Iachini dice che nella seconda parte dell’annata la squadra è stata terza in Italia per occasioni create. Un dato che dovrebbe far riflettere, ma non basta. Questo Iachini lo sa e la sua sfida sarà proprio migliorare ancora di più la qualità del gioco e la fase realizzativa, anche se quest’ultima non dipende solo da lui, ma dagli attaccanti che non possono continuare a sbagliare i gol che hanno fallito nella stagione scorsa. Iachini ha molta voglia di far bene a Firenze perché è a tutti gli effetti la sua seconda casa. Ha un legame di affetto ai colori della città così forte da trasferire nel lavoro una quota di valore aggiunto. 

Comincia l’avventura, importante indovinare il primo passo.