CINQUE GARE MA È GIÀ MERCATO. IACHINI, IL NODO PIÙ IMPORTANTE. VALZER DEI NOMI PER LA PANCHINA. UNA SQUADRA DA RINFORZARE TANTO

18.07.2020 00:15 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
CINQUE GARE MA È GIÀ MERCATO. IACHINI, IL NODO PIÙ IMPORTANTE. VALZER DEI NOMI PER LA PANCHINA. UNA SQUADRA DA RINFORZARE TANTO

I viola hanno la salvezza in tasca e con questo abito dell’anima attendono domani sera il Toro. Mancano, compresa la sfida coi granata, cinque gare al termine per un un montepremi di 15 punti. Sarebbe bello che la Fiorentina spingesse sul gas per rimpinguare un classifica anemica. E anche per conferirle più dignità dopo un’annata di grandi tribolazioni. Adesso i viola, per altro molto giovani e sensibili sul piano psicologico, si sentiranno più leggeri, meno gravati di responsabilità e allora in queste condizioni potrebbero davvero dare tanto di più. Eppure delle 5 partite che ci separano dalla fine di questo campionato infinito, non parla quasi nessuno. Tutti hanno già voltato pagina: sono Iachini ed il mercato a polarizzare l’attenzione. Si fanno grandi elucubrazioni sugli acquisti, ma se non si scioglie prima il nodo allenatore, qualsiasi considerazione sulla squadra futuribile diventa fuori luogo. Le squadre non vanno fatte per gli allenatori, ma con gli allenatori. La società richiede una traccia di gioco, getta un seme, il tecnico deve raccoglierlo e coltivare il terreno. Si devono acquistare calciatori in linea con i desiderata del tecnico, ma nessun dogma. Se la dirigenza crede fortemente in un elemento lo può imporre, mettendolo a disposizione come uomo in più o può difenderlo se un allenatore vuole disfarsene. In passato a Firenze sono stati mandati via giocatori, un esempio è il centrale Mancini, con l’alibi che durante i ritiri prima Sousa e dopo Pioli non avessero preso in considerazione il difensore toscano. Scuse banali che cozzano con i doveri di una società. Se i manager ci credono lo trattengono, altro che storie. Un calciatore può rimanere 10 anni, un tecnico può essere cacciato dopo 3 mesi.  

Se non hai, dunque, l’allenatore diventa dura parlare con lui di programmi tattici. Al momento è Iachini, ma per quanto? Beppe ha il contratto ancora per una stagione, ha fatto un ottimo lavoro - era stato preso per salvare la Fiorentina e l’obiettivo è stato raggiunto - ed è ben voluto dallo spogliatoio, come testimoniato anche a Lecce. Ma la sensazione è che la società voglia cambiare. Non per mancanza di riconoscenza nei riguardi di un tecnico che ha dato una grande mano al club nel momento di sua maggiore difficoltà, ma perché vuole qualcosa di più o di diverso. 

Da qui la girandola di nomi: si vai dai profili internazionali come Pochettino o Emery, ma lasciateci dire che probabilmente questi desidererebbero palcoscenici più illuminati, a candidati italiani come Di Francesco, molto gettonato, Giampaolo, Mazzarri, Maran e Semplici, fiorentino di Tavarnuzze e cuore viola. Piace molto Juric che una settimana fa col suo Verona ha mostrato una interessante idea di calcio al Franchu, ma il croato continua a sfogliare la margherita. Ha chiarito tutto per il suo rinnovo col Verona e non si capisce perché non lo abbia ancora firmato. O forse si capisce, aspetta qualcuno. Senza dimenticare l’opzione De Rossi che viene a scadenza settimanale riproposta e ritirata dal grande circo mediato del mercato parlato. Commisso ha parlato di fake news, ci fidiamo a scatola chiusa, come quello spot vintage del tonno in scatola. 

Ci sono due quasi certezze in questa vicenda: la società vira verso i saluti a Iachini, ma ancora non ha scelto con chi sostituirlo. Non c’è niente di male nel cambiare un tecnico, decisivo però non sbagliare chi ne prende il posto. Mandar via Iachini sostituendolo con un profilo più o meno simile sarebbe un errore perché quantomeno Beppe ha Firenze e la Fiorentina nel cuore e ciò lo stimola a dare sempre qualcosa più, è sentimentalmente coinvolto. Diventa determinante, allora, puntare su un tecnico in grado davvero di garantire un salto di qualità effettivo alla Fiorentina. Altrimenti è inutile. Partendo dall’assunto che questa squadra andrà rinforzata tanto per risalire, nel prossimo campionato, la classifica. I punti che la separano dalla zona Europa sono tanti e la concorrenza in quella fascia è molto agguerrita. Serviranno intuizioni geniali e portafogli robusto per dar vita a questo rinascimento viola.