CHIFFI, ALTRO DISASTRO VIOLA: TROPPI TORTI ARBITRALI ROCCO SI SENTE PRESO IN GIRO. A ROMA UNA FIORENTINA TOSTA. IACHINI: 7 GIORNI PER LA VERITA’

27.07.2020 00:13 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
CHIFFI, ALTRO DISASTRO VIOLA: TROPPI TORTI ARBITRALI ROCCO SI SENTE PRESO IN GIRO. A ROMA UNA FIORENTINA TOSTA. IACHINI: 7 GIORNI PER LA VERITA’

Non è possibile vedere un rigore come quello di Terracciano su Dzeko, non ci sta. Ma il problema non è questo e può sembrare un paradosso. Il tema è che l’azione andava fermata pochi secondi prima perché Chiffi, con la pancia, ha toccato la palla giocata da un giallorosso poi c’e stato il tiro di Perez, sul quale è arrivato l’ennesimo prodigio di Terracciano, quindi il rigore più che dubbio per lo scontro tra il portiere viola e Dzeko. Il regolamento da quest’anno è cambiato, su tocco dell’arbitro bisogna scodellare il pallone. 

Un disastro per i viola ancora all’Olimpico. Il 27 giugno scorso la partita dominata dalla Fiorentina contro una Lazio a pezzi, vantaggio di Ribery, è stata ribaltata da un arbitro pessimo, Fabbri. Rigore su Caceido praticamente inventato. Fabbri andava fermato quella sera, invece abbiamo dovuto aspettare due partite dopo, quando ha vendemmiato una serie di errori contro la Roma. Forse anche da questo si potrebbe leggere la differenza di peso politico tra la Fiorentina e la Roma. 

Ieri sera all’Olimpico il bis: al di là della gestione sbagliata dei calci di punizione nel primo tempo, ogni entrata dei difensori viola era un piazzato dal limite per la Roma, c’è stato l’episodio incriminato che ha fabbricato i 3 punti dei giallorossi. Troppi torti arbitrali subiti dalla Fiorentina, una situazione generale su cui riflettere. Quello che è accaduto a Roma ha fatto pensare all’errore tecnico, ma purtroppo non è così. Solo se Chiffi nel suo referto testimoniasse il fatto allora forse si potrebbe rigiocare la partita, ma non succederà. La verità sostanziale è che l’azione andava interrotta, questo sì, ma di errore tecnico non si può parlare perché è una valutazione soggettiva. Diverso se una delle due squadre, per esempio, avesse giocato con 12 uomini. Tra l’altro qualcuno, interpretando il regolamento, potrebbe attaccarsi al fatto che il possesso non è cambiato, da un romanista all’altro: peccato, però, che Cutrone stesse rinvenendo e senza quel tocco avrebbe forse potuto intercettare. Insomma, come detto, si doveva interrompere ugualmente. Pessima figura, per usare le parole del presidente Commisso, anche per il Var: d’accordo, l’odioso protocollo non consentiva l’intervento a Mazzoleni in regia, però un “varista” con gli attributi avrebbe potuto invitare Chiffi, con una scusa, a rivedere la dinamica del rigore e a quel punto, via auricolare, spiegare all’arbitro che qualche secondo prima lui aveva “spanciato” il pallone. Sono scaltrezze o raffinatezze, se preferite, che possono fare solo i grandi arbitri, ma né Chiffi né Mazzoleni lo sono. Ne dobbiamo prendere atto.

Rocco Commisso ha vergato un comunicato giustamente duro la cui sintesi è questa: “Mi sento preso in giro e se lo fanno con me lo fanno con i tifosi e con i miei giocatori. Non posso stare in silenzio, ma questa sera tutti hanno visto e i commenti li lascio agli altri”. Il presidente ha ancora poi parlato del mancato utilizzo del Var come era già successo in stagione con la Fiorentina: “Non capiamo il criterio, perché non possiamo contare su regole e tecnologia uguali per tutti?”. Come dargli torto… “L’azione andava interrotta come da regolamento, vorrei che qualcuno ci spiegasse questa situazione…”. Non fa una piega. 

Adesso, però, la questione va affrontata sul piano politico, istituzionale. Questa proprietà giovane per il calcio italiano deve capire come gira il pallone da queste parti, ma qualcuno bisogna che glielo spieghi perché la gente non capisce più. E se i tifosi si stufano il giocattolo si rompe. E’ una criticità del nostro pallone, non solo della Fiorentina. Serve un palazzo di vetro e non il porto delle nebbie. 

La Roma ha fatto qualcosa in più dei viola, ma la Fiorentina meritava il pareggio per il carattere mostrato: bene la difesa, benissimo ancora Terracciano. Male l’attacco, ma questa non è una novità. La Fiorentina ha giocato una partita attendista per poi ripartire in contropiede e questo è l’altro punto che scatena il dibattito in città. C’è chi sostiene che in un’annata così difficile e nella quale la Fiorentina ha visto il baratro da vicino, non restasse altra strada tattica. C’è chi dice che Iachini giocherà sempre così e quindi andrà sostituito. Ecco perché la società si trova in queste ore a sfogliare la margherita. La decisione arriverà tra una settimana. Le quotazioni di una conferma di Iachini resistono, ma con queste anche le ricognizioni per capire se esista un tecnico in grado di sostituirlo. Di Francesco e Giampaolo, ora più il primo del secondo, sono in corsa piena, ma potrebbe arrivare anche una sorpresa dall’estero. Una certezza: deciderà Rocco Commisso.