CHIESA SEMPRE PIU’ MATURO, ORA LA VOLATA A FINE 2018. LA SFIDA DI BOLOGNA VALE TANTO. A FIRENZE SI GIOCA SENZA REGISTA, MA L'ITALIA NE HA DUE...

19.11.2018 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 4835 volte
CHIESA SEMPRE PIU’ MATURO, ORA LA VOLATA A FINE 2018. LA SFIDA DI BOLOGNA VALE TANTO. A FIRENZE SI GIOCA SENZA REGISTA, MA L'ITALIA NE HA DUE...

La sfida azzurra di sabato sera col Portogallo è stata un altro passaggio decisivo nel percorso di crescita di Chiesa. 

Federico ha fatto una partita di sostanza, mettendosi al servizio della squadra. Non ci sono stati guizzi nella sua prestazione, ma non sempre è stato servito a dovere, dalla sua parte sono stati giocati meno palloni. Eppure lui ha assecondato la manovra dell’Italia come segno tangibile di maturità. Federico ha avuto la fortuna di ritrovarsi addosso un talento da sviluppare e ha bruciato le tappe. Le uniche cose che non gli sono andate bene sono state la mancata partecipazione al Mondiale e una Fiorentina che nelle ultime due stagioni è rimasta fuori dall’Europa. Queste due vetrine lo avrebbero aiutato moltissimo sul piano della visibilità e della maturazione internazionale. Ecco perché adesso, ogni sfida azzurra, sia per i tre punti che per una semplice amichevole, diventa un patrimonio da non disperdere. La serietà con cui Chiesa si misura in queste partite è la dimostrazione di quanta fame di calcio abbia dentro. Soprattutto ogni gara si trasforma in una nuova meta conquistata. La Fiorentina ne trae giovamento perché si ritrova un campione di soli 21 anni sempre più maturo ed esperto. Un giocatore che con Pezzella assente per qualche settimana potrebbe diventare il nuovo capitano della Fiorentina, quantomeno sarebbe uno dei candidati.

Dopo la sosta i viola dovranno ricominciare a correre, tutto d’un fiato, fino al termine del 2018. Quest’anno, per la prima volta dopo tanto tempo, il campionato giocherà anche durante le vacanze di Natale. Si fermerà per un lungo stop a gennaio anche se nel mezzo la Fiorentina avrà un turno di Coppa Italia. Da domenica prossima col Bologna al 29 dicembre, la squadra di Pioli se la vedrà con 7 impegni. Bologna, Sassuolo, Milan e Genoa in trasferta, Juventus, Empoli e Parma (il giorno di Santo Stefano) al Franchi. Dunque più gare fuori che in casa e questo è un altro dato che spiega il coefficiente di difficoltà di questi confronti. Uno sprint che dovrà dire molto sul presente e futuro immediato della Fiorentina anche perché a gennaio ci saranno pure un paio di settimane di mercato. Serve una fuga in avanti decisiva per irrobustire la classifica e far evaporare alcuni dubbi che si stanno addensando sulla testa della Fiorentina. In particolare quei giocatori, fino ad oggi assenti per il rendimento scarso, saranno chiamati ad offrire risposte convincenti per evitare che vengano tagliati. Tutti i periodi della stagione hanno la loro rilevanza, ma è innegabile che questo sia molto importante. 

Vale tanto Bologna così come valgono le altre tappe della volata di chiusura dell’anno. 

Abbiamo parlato spesso dell’attacco perché mancano i gol, Pioli infatti sta cercando gli opportuni correttivi, ma forse anche il centrocampo ha qualche responsabilità. La mediana viola ha un grande merito avendo segnato 9 reti complessive - il miglior reparto della serie A -, ma sul piano dello sviluppo della manovra mette in mostra qualche lacuna. Lo spostamento di Veretout davanti alla difesa è stata una grande intuizione di Pioli: il francese ha portato solidità alla difesa - tanto che la terza linea viola è la seconda del campionato insieme all’Inter (10 gol subiti in 12 giornate, Juve prima con 8 gol) e ha convinto anche gli scettici per la sua abilità nella nuova veste. Ma è anche vero che in mezzo al campo, soprattutto negli inserimenti offensivi, il centrocampo ha perso tanto con l’arretramento di Veretout. Questo potrebbe essere uno spunto di riflessione per il mercato viola. 

L’altro nasce da una valutazione di quanto abbiamo visto fino ad oggi in Serie A e in Nazionale. La Fiorentina ha deciso la scorsa estate di rinunciare al regista dopo aver perso Badelj: detto che nel calcio non c’è solo un modulo valido per giocare e vincere, è curioso registrare che la Nazionale torna a produrre un bel calcio addirittura col doppio play (Jorginho e Verratti). Anche la Juve gioca con Pjanic e Bentancur, persino il Sassuolo è imbottito di registi, così come la Croazia. Speriamo ci ripensino anche a Firenze…