CHIESA, MOMENTO DELICATO. ORA VA PROTETTO E FATTO CRESCERE. ARBITRI, BRUTTO SPETTACOLO. DA GASPERINI PAROLE VERGOGNOSE. MA LA FIORENTINA HA SBAGLIATO IN ECCESSO, ATTENTI ALL’EFFETTO BOOMERANG

02.10.2018 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 11159 volte
© foto di Federico De Luca
CHIESA, MOMENTO DELICATO. ORA VA PROTETTO E FATTO CRESCERE. ARBITRI, BRUTTO SPETTACOLO. DA GASPERINI PAROLE VERGOGNOSE. MA LA FIORENTINA HA SBAGLIATO IN ECCESSO, ATTENTI ALL’EFFETTO BOOMERANG

Fra martedì e domenica gli arbitri hanno offerto il peggio del loro repertorio. Lo dico con amarezza, li ho sempre difesi e sinceramente pensavo che certi atteggiamenti facessero parte del passato. Purtroppo sbagliavo. E’ inaccettabile che Mazzoleni vada a dirigere Inter-Fiorentina portandosi dietro il fardello di alcuni episodi che hanno penalizzato i nerazzurri in partite precedenti e finisca a sua volta per penalizzare i viola. Come è inaccettabile che Valeri domenica sia venuto a Firenze per risarcire la Fiorentina. Non è questo che serve al calcio, non è questo il calcio che vogliamo. E sono sicuro che non lo vuole nessuno, neppure la Fiorentina e soprattutto i suoi tifosi che sono passionali, ma anche dotati di una grande sportività e sanno riconoscere le cose giuste da quelle sbagliate. Nessuno vuole regali o, peggio ancora, compensazioni

Servono arbitri liberi da tutti i generi di condizionamenti, in grado di decidere e di sbagliare da soli, in buona fede. Serve soprattutto un utilizzo razionale del Var che l’anno scorso si era dimostrato un aiuto importante e rasserenante per tutta una categoria in difficoltà e quest’anno invece, riveduto e corretto, sta diventando soltanto un pesante condizionamento. Var per certi versi inutile, per altri ridicolo nella applicazione o, peggio, nella non applicazione.

E’ questo il tema che va posto e che la Fiorentina deve porre con forza in tutte le sedi. Perché se è vero che c’è un nuovo protocollo Internazionale che prevede l’intervento soltanto per , è altrettanto vero che Nicchi e Rizzoli potrebbero in via informale, autorizzare una applicazione diversa. In fondo più utile alla categoria, come l’anno scorso. Che senso ha non chiamare il Var per il fallo di mano di DiMarco in Inter-Parma, ma anche ieri per il rigore su Chiesa? Nessuno. E’ solo un modo per ritornare al passato, per far ripiombare il calcio nelle polemiche, nelle accuse, ai sospetti che, attenzione, oltre a creare ingiustizie sparse, rischiano soltanto di penalizzare squadre e giocatori indiscriminatamente. 

E la Fiorentina, guarda caso, è entrata suo malgrado in questo vortice. Il suo campionato stava filando liscio e sereno. A San Siro se l’è giocata alla pari (e forse meglio) con la più quotata Inter, che c’azzecca (direbbe qualcuno) un Mazzoleni qualsiasi che rovina la festa? E che c’azzeccano Valeri e Doveri? Perché se anche domenica la Fiorentina ha vinto, oggi attorno si ritrova un’aria avvelenata della quale avrebbe fatto volentieri a meno. E quell’aria la deve respirare. Alla fine perderanno tutti.  Se Manganiello in Inter-Parma e Valeri in Fiorentina-Parma si fossero fatti aiutare dal Var, tutti sarebbe finito lì. E non saremmo ripiombati nell’arsenico e vecchi difetti.

E qui, devo dire, è stata eccessiva anche la reazione della Fiorentina nel dopo Inter. Non si fanno le pubbliche piazzate. Non devono parlare in quel modo uno dopo l’altro presidente, club manager e allenatore. A qualcuno questo atteggiamento è piaciuto, ma è stato un autogol. Il risultato di quella partita non l’avrebbe comunque cambiato nessuno e nessuno ti avrebbe restituito i punti persi. Mediaticamente, fuori Firenze, è passato il messaggio che la Fiorentina si lamenta perché ha perso. E infatti oggi tutti dipingono il rigore regalato contro l’Atalanta come un risarcimento per le proteste. E’ un boomerang per l’immagine, ma anche per i rapporti. Fra l’altro la Fiorentina esce da stagioni complessivamente positive e in questo inizio stagione non c’erano stati altri episodi penalizzanti. Chi conosce il calcio nelle pieghe sa che la protesta clamorosa non paga. 

Se la Fiorentina vuole contare di più, se vuole avere maggiore peso specifico e politico deve incidere dentro il Palazzo con la presenza costante, con le alleanze, con le proposte, con un lavoro sotterraneo, l’unico che porta frutti. E le proteste sacrosante come quelle di San Siro vanno fatte nel posto e nel modo giusti. Buttare in aria un pallone per farlo scoppiare è solo apparenza. Ancora peggio sarebbe se Cognigni avesse intrapreso la linea dura per far vedere platealmente il suo forte interesse per la Fiorentina, solo per ingraziarsi i tifosi più accesi. Ripeto: è un boomerang. E spero di sbagliare.

La Fiorentina ha bisogno di positività, di energia, è una squadra giovane e deve andare in campo senza condizionamenti e retropensieri. Libera come ha fatto fino a domenica. Quando si finisce nel tritacarne per colpa degli arbitri non è questo il modo per uscirne. E, purtroppo, una vicenda nata per colpa degli errori arbitrali rischia di coinvolgere un ragazzo come Federico Chiesa che non merita quello che sta succedendo.

Per essere intellettualmente onesti dobbiamo dire che il rigore non c’era. Ma con grande forza diciamo anche che Chiesa non è un simulatore o un cascatore come ora in tanti stanno cercando di farlo apparire. Da Asamoah in giù è diventato un tiro al bersaglio. E Gasperini ha detto cose assolutamente inaccettabili. Chi lo autorizza a dargli del simulatore? Chi può dubitare della buona fede di un ragazzino? È caduto, punto. Tutto il resto non può appartenere a nessuno. Meno che meno a Gasperini.

Chiesa è semplicemente un ragazzo dallo straordinario talento che sta vivendo una sorta di trans agonistica, fa tutto al massimo delle sue energie, con il piede sull’acceleratore. A volte ha degli eccessi che spaccano le partite, fa delle cose tecnicamente impensabili, vive di strappi e di adrenalina. E questo suo calcio fisico lo porta a scontrarsi, a battersi, a volere sempre di più. Non vedo malizia, ma tanta voglia. Eccesso.

Ora questo ragazzo va protetto con intelligenza. Primo togliendolo dai riflettori. Secondo non va giustificato sempre, per farlo crescere serve anche fargli notare gli errori. Terzo, si aiuta dicendo le cose mediaticamente giuste e Pioli nelle interviste non gli ha dato grande mano. Oggi, nel 2018, nel mondo delle immagini e della comunicazione immediata, dove tutti vedono tutto e sanno tutto, non si può negare l’evidenza. Se il rigore non c’è, non c’è. Se il fallo non è evidente, non è evidente.Non è mica colpa di Chiesa se Valeri non si è consultato con il Var?

Ma tutto questo non basta. Sempre nell’interesse del ragazzo, della sua crescita e del suo futuro anche come simbolo del calcio italiano giovane, qualcuno deve fargli capire che l’immagine è fondamentale. Le proteste, le sbracciate, i falli di mestiere, le furbate, vanno ridotte al minimo. A zero. Oggi non gli serve avere o fare di più. Chiesa è già tanto così e sono sicuro che qualcuno glielo starà già dicendo.E proprio perché gli vogliamo tutti bene, l’abbiamo visto crescere, sappiamo i valori della sua famiglia, pretendiamo rispetto per lui e per la sua immagine, ma anche lui deve capire che in campo tutte le luci sono accese su di lui. E proprio perché è bravo, nessuno gli perdona più niente.

Attenzione, non si tratta di frenare la sua straordinaria energia, ma di convogliarla nella completa positività. Quando ti mettono addosso delle etichette, poi è difficile toglierle. Nessuno deve essere autorizzato a pensare che è un giocatore antipatico o, peggio, un simulatore. Chiesa è la faccia bella e pulita del nostro calcio e tale deve rimanere.