CHIESA, LA JUVE NON SPENDE PIÙ DI 70 MILIONI. PERCHÉ LA FIORENTINA NON DICE CHE È INCEDIBILE? VERETOUT INNAMORATO DI NAPOLI. PIOLI, TREGUA FINO ALLA COPPA. PROGETTO FALLITO ANCHE PER I CONTI

26.03.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
CHIESA, LA JUVE NON SPENDE PIÙ DI 70 MILIONI. PERCHÉ LA FIORENTINA NON DICE CHE È INCEDIBILE? VERETOUT INNAMORATO DI NAPOLI. PIOLI, TREGUA FINO ALLA COPPA. PROGETTO FALLITO ANCHE PER I CONTI

Come sta Federico Chiesa? Se i medici della Nazionale hanno deciso di rimandarlo a casa, come minimo ha bisogno di riposo per smaltire il fastidio muscolare che lo tormenta da un po’. In attesa di saperne di più, aspettando i controlli dello staff sanitario viola che dovrebbero essere noti oggi, diciamo che rischiarlo col Torino se non è al top, sarebbe comunque inutile e controproducente. Per cosa, poi? L’unico obiettivo stagionale resta la semifinale di Coppa Italia del 25 aprile e per quella data bisogna calibrare tutte le forze e le mosse.

Ma Chiesa è comunque il grande tema. La Juve è interessatissima ed è cosa stranota, vi abbiamo già detto che i bianconeri partono in vantaggio su tutti (Inter compresa) in virtù del gentleman agreement dell’estate scorsa per Pjaca. L’attaccante viola era e resta il primo obiettivo del prossimo mercato della Signora, subito dopo c’è Zaniolo, guarda caso un altro dolorosissimo ex.  

Chiesa non solo è ritenuto dagli osservatori bianconeri un talento unico per le caratteristiche tecniche (ovvio ed evidente), ma viene anche giudicato pronto per giocare da subito ad alto livello per la maturità, la personalità e la capacità di interpretare le partite. La Juventus lo ha fatto seguire da vicino per tutto l’anno, i report sono entusiastici. Detto questo, però, la valutazione che ne viene fatta è di settanta milioni di euro. Questa sarebbe la cifra oltre la quale la Juventus non sarebbe disposta ad andare in base ai parametri dei manager bianconeri. Poi sappiamo benissimo come vanno le trattative, ma pensare che da settanta si possa arrivare ai cento che la Fiorentina conterebbe di incassare, la strada sembra un po’ in salita. Dalla Juve filtra che non ci sarebbe l’intenzione di andare oltre, ma questo è un discorso futuribile. Nell’immediato si registra un interesse sempre più alto anche da parte di società straniere, ma come sappiamo, Chiesa preferirebbe restare a giocare in Italia. Si andrà a una sorta di asta?

E’ comunque ovvio, ma ci tengo a precisarlo perché forse non mi sono espresso bene o forse sono stato frainteso, che soltanto la Fiorentina può avviare una trattativa per la vendita del giocatore in quanto proprietaria del cartellino che scadrà soltanto nel 2022. Chiesa assiste e prende atto con soddisfazione del grande corteggiamento in atto e delle proposte che arrivano da più parti, ma continua a stare sereno in attesa delle decisioni della società, la prima che deve fare le mosse per una eventuale cessione. Del resto, anche rimanere un altro anno a Firenze non spaventerebbe certo Chiesa innamorato dei colori viola. Anzi.

A questo proposito molti tifosi si chiedono e io con loro: perché la Fiorentina non dichiara Chiesa "assolutamente incedibile" per spegnere sul nascere queste voci sempre più pressanti e per certi aspetti fastidiose e destabilizzanti per l’ambiente?

Sembrerà una domanda ingenua, ma non è così. Vista la tempestività con la quale nei giorni scorsi la Fiorentina ha smentito di essere alla ricerca di un nuovo allenatore in generale e nella fattispecie di Di Francesco in particolare, sarebbe logico attendersi un’altra presa di posizione altrettanto netta attorno al futuro di Chiesa visto che ne parlano anche i sassi.

Perché i dirigenti viola come hanno fatto altre volte non dicono chiaramente che i contratti si rispettano e che non c’è l’intenzione di cedere Chiesa? Già, perché non lo dicono?

Evidentemente perché la cessione è un’ipotesi più che concreta e le valutazioni sono in corso. Il fatto stesso che a Chiesa non sia ancora stato prolungato il contratto con l’adeguamento dell’ingaggio per blindarlo ancora di più, la dice lunga. Il 2022, calcisticamente parlando, è vicinissimo e più il tempo passa e più il contratto diventa debole.

Ma anche guardando i conti e i bilanci, in regime di autofinanziamento, è evidentissimo come senza altre cessioni (non solo quella di Chiesa) la Fiorentina faccia fatica ad andare avanti. E qui torniamo al fallimento del progetto varato tre anni fa. Fallimento tecnico come abbiamo già dimostrato e come (soprattutto) dimostrano i risultati. Non si possono comprare 51 giocatori in tre anni e soltanto 4-5 di essi si dimostrano da Fiorentina, solo una quindicina sono stati stabilmente utilizzati, gli altri trenta o rivenduti subito o rimandati via in prestito. Il tutto spendendo quasi duecento milioni compresi quasi trenta per commissioni agli intermediari.

Ma, attenzione, non sta in piedi neanche il progetto amministrativo. Corvino si è sempre vantato di avere rimesso a posto i conti, ma in realtà li ha rimessi a posto con le plusvalenze fatte vendendo i giocatori portati a Firenze da Rogg, Pradè e Macia. I quasi novanta milioni di plusvalenze a bilancio sono proprio dovuti alle cessioni di Bernardeschi, Vecino, Kalinic e compagnia. Oggi che i conti sono tornati in rosso per venti milioni (a detta dei dirigenti viola), e ci sono 40 milioni da spendere per i cartellini di giocatori già presi (Muriel 15, Traorè 13, Zurkowski 5, Rasmussen 7), come le fai un minimo di plusvalenze, vendendo i pochi giocatori validi in rosa portati da Corvino come Veretout, Pezzella o Milenkovic, o forse anche da Lafont e Biraghi? Vorrebbe dire smembrare quel poco che c’è, e allora ecco che la plusvalenza vera si chiama Chiesa. Spero soltanto che DDV riesca a trovare un attimo di tempo per valutare la gestione degli ultimi tre anni dell’azienda Fiorentina che in fondo è sua, e tragga solo lui in persona personalmente, le conclusioni del caso. Sempre leggendo i numeri del campionato pubblicati in questi giorni, è evidente come la Fiorentina non possa reggere il pareggio. Quando ci sono utili per 100 milioni e spese per quasi 130 come si fa? E pensare che 61 milioni arrivano dai diritti televisivi.  L’Atalanta ne prende 53, il Torino 52 e la Samp 42 eppure stanno davanti alla Fiorentina in classifica. E’ evidente che qualcosa non torni. Come non torna spendere 30 milioni per la Primavera e dintorni. Speriamo vada tutto benissimo, ma statistiche alla mano, se dovessero uscire tre giocatori pronti per la prima squadra sarebbe già un grande successo. Morale? Vorrebbe dire averli pagati 10 milioni l’uno. Non mi sembra un grande affare, dovrebbero uscire altri tre Chiesa... Speriamo…

Della Valle si è mai chiesto come mai la Lazio che ha all’incirca la dimensione della Fiorentina e incassi soltanto 15 milioni di diritti tv in più, sia stabilmente da anni in Europa, spesso a lottare per la Champions?

La sensazione è che anche vendendo Chiesa, la coperta possa restare corta. Se 20 è il disavanzo e 40 i soldi da dare, fanno sessanta milioni. E senza Chiesa che è l’asso di una squadra che comunque in campionato è decima, lo vorrai fare un minimo di mercato di una certa importanza o no?

Questo porta, come detto, ad avere il timore che probabilmente se ne andranno anche altri con grandi applausi dall’Erario italiano.

Veretout è stato pagato 8 milioni, se (esempio) il Napoli ne offre venti sono pochi? Forse a venticinque si può fare…anche se De Laurentiis è un osso duro. Dico questo perché, guarda caso, dopo le anticipazioni dei giorni scorsi sull’interessamento degli azzurri di Ancelotti, Veretout ha passato il week end a Napoli con i genitori e il suo procuratore, e proprio a Napoli, sul golfo, ha chiesto alla fidanzata di sposarlo. Complimenti, è un romanticone. Ma come diceva il filosofo, forse niente avviene per caso… E come dalla vita anche dal calcio, si impara sempre qualcosa.

Ancora, guarda caso, è stato proposto il primo contratto da professionisti ai gemelli Pierozzi della Primavera. Ha firmato Edoardo, lo farà presto anche Niccolò. Complimenti. Quello stesso contratto da professionista che invece fu negato a Zaniolo…

Chiusura con Pioli, l’allenatore solo al comando. Fino alla semifinale di Bergamo della panchina e del futuro del tecnico per altro ben delineato, pubblicamente non se ne parlerà più, la tregua è stata siglata almeno a parole e sta bene a tutti. Servono unità e concentrazione per provarci fino in fondo con tutte le forze per rispetto dei tifosi.