CHIESA, IL RINNOVO E IL FUTURO: TUTTO IN MANO A DELLA VALLE. E CORVINO DEVE RISOLVERE LE GRANE VERETOUT, MILENKOVIC, SIMEONE E BIRAGHI. STADIO, NARDELLA NON MOLLA E ASPETTA LA FIORENTINA

18.10.2018 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 9782 volte
© foto di Federico De Luca
CHIESA, IL RINNOVO E IL FUTURO: TUTTO IN MANO A DELLA VALLE. E CORVINO DEVE RISOLVERE LE GRANE VERETOUT, MILENKOVIC, SIMEONE E BIRAGHI. STADIO, NARDELLA NON MOLLA E ASPETTA LA FIORENTINA

Enrico Chiesa è un babbo saggio, conosce bene il calcio e aspetta con tutta serenità il grande futuro che si sta disegnando per Federico. Aspetta con altrettanta serenità una chiamata dei Della Valle per discutere il rinnovo del contratto e guardare alle strategie dei prossimi mesi.

Inutile girarci attorno: uno dei nodi da sciogliere in fretta, forse il più grosso per la Fiorentina da qui a Natale è proprio questo.

E’ chiaro a tutti che Federico Chiesa sta diventando un giocatore di assoluto livello internazionale, per chi avesse avuto ancora dei dubbi o fosse in cerca di conferme, le partite della Nazionale sono state un bel test dimostrativo.

E allora: cosa vuol fare la Fiorentina con Chiesa? Venderlo?  O tenerlo per costruire attorno a lui una squadra più forte, da Champions?

Tutti interrogativi che aspettano una risposta a breve, certamente non pubblica, ma le strategie vanno fatte con grande anticipo.

Il primo passo dovrà essere necessariamente il rinnovo del contratto. E’ vero che Federico ha prolungato fino al 2022 meno di un anno fa, con un adeguamento attorno ai due milioni di euro bonus compresi, ma la crescita impetuosa del ragazzo impone da subito un adeguamento e un prolungamento dell’accordo. La scadenza andrà portata almeno al 2023 con una nuova base economica da tre milioni a salire e stiamo bassi. Questo perché?

Blindando Chiesa con una scadenza molto lontana, la Fiorentina potrà avere maggiore forza contrattuale con le società che eventualmente lo vorranno e quindi potrà chiedere di più per il cartellino. Ma avrà anche più voce in capitolo con il giocatore se vorrà fare un percorso insieme a lui.

Un incontro per gettare le basi del discorso ci sarebbe già stato, ma Corvino ha onestamente girato il discorso alla proprietà.

A certe cifre e su certe basi, i manager viola non hanno mandato a decidere. Si tratta di investimenti e di programmi che devono coinvolgere direttamente la proprietà.

E’ probabile che dopo incontri preliminari fra i manager e Cognigni per chiarire tutti gli aspetti, i pro e i contro di un rinnovo di questo tipo, l’intera pratica, venga girata direttamente ai Della Valle, Diego in particolare, per la decisione finale.

Chiesa non è un giocatore qualsiasi, una eventuale cessione, se gestita bene e preparata per tempo, può fruttare una enorme plusvalenza. Non si devono fare errori di nessun tipo, con il rinnovo e un percorso condiviso si potrà centrare l’obiettivo più grosso sia per la società che per il giocatore. Come abbiamo detto più volte, con questo mercato impazzito, soprattutto in piazze estere, per Chiesa si possono portare a casa dagli ottanta ai cento milioni, una plusvalenza da record. E’ chiaro che non devi sbagliare una mossa per evitare di ripetere quanto successo con Bernardeschi un anno e mezzo fa. Palla a Della Valle quindi, con la sensazione che sarà difficile tenere ancora Chiesa a Firenze, ma la soddisfazione e l’orgoglio di avere scoperto e lanciato un giocatore destinato a diventare un simbolo del calcio italiano.

L’incontro Della Valle-Chiesa dovrebbe avvenire nelle prossime settimane per chiudere l’accordo (se ci sarà) entro l’anno.   

Ma se Chiesa è il viola più in vista, la crescita di molti altri giocatori arrivati a Firenze per rilanciarsi o in punta di piedi, costringerà a rivedere e rivalutare molti contratti. Parliamo di Veretout, Simeone, Milenkovic, Pezzella, dello stesso Biraghi, uomo del giorno in Nazionale.

Anche per tutti questi il discorso è simile a quello fatto per Chiesa con proporzioni diverse. E’ chiaro che il monte ingaggi da 37 milioni, l’ottavo della serie A, a questo punto non potrà più bastare. Un innalzamento è obbligatorio.

Veretout, Biraghi, Milenkovic hanno tutti il contratto in scadenza nel 2021, praticamente domani in dinamiche calcistiche. Il francese guadagna 900 mila euro, gli altri due appena 600. E’ chiaro che queste cifre vadano adeguate e non di poco, altrimenti questi giocatori da orgoglio potrebbero diventare un problema. Se non saranno accontentati si rischia che poi chiedano di andar via o comunque aspettino l’avvicinarsi della scadenza per mettere la Fiorentina con le spalle al muro. E tenerli a forza non ha senso alcuno, il cartellino finirebbe per deprezzarsi più si avvicina la data di scadenza.

Simeone, ma anche Pezzella, guadagnano di più, 1,1 milioni, sono in scadenza nel 2022, ma anche per loro il rinnovo e l’adeguamento sono inevitabili perché le sirene di mercato hanno già fatto balenare ai loro procuratori delle cifre diverse.

Non saranno mesi facili per Pantaleo Corvino che ha avuto l’input di contenere i costi e il monte ingaggi e in questi ultimi due anni c’è riuscito, ma ora la famosa coperta è cortissima. Soprattutto non vanno ripetuti gli errori storici del muro contro muro come quello con Montolivo o il più recente già citato, con Bernardeschi. Servirà diplomazia e una strategia chiara.

La Fiorentina è a un bivio: vuole davvero crescere? Lo capiremo da come verranno affrontate queste richieste e se ci saranno i rinnovi dei contratti.

Nel frattempo torna il campionato e arriva il Cagliari. Se tutti i giocatori stanno bene e hanno recuperato le fatiche delle nazionali, sono quasi certo che Pioli ripartirà dalla squadra di Roma con il tridente Chiesa-Simeone-Pjaca. Questa è la Fiorentina-tipo e Pjaca, anche se non segna neanche con la Croazia, va ancora aspettato. Mirallas può essere un’alternativa a lui, ma anche a Simeone.

Fuori dal campo, da registrare l’ennesima esternazione del sindaco Nardella sullo stadio. Sintesi: il comune ha fatto tutto quello che doveva fare in termini politici e tecnici, le varianti sono state approvate, ora lo stadio si può fare nell’area Mercafir, si aspetta solo il progetto tecnico definitivo entro la data fissata del 31 dicembre. Nessuna deroga e nessun rinvio.

Come mai la Fiorentina sull’argomento tace?

L’ultimo a parlare era stato Adv che da Moena chiese un rinvio di qualche mese oltre il 31 dicembre, per altro richiesto proprio dalla Fiorentina.

Cosa frena i Della Valle? Pare che le perplessità derivino dai tanti no governativi sbandierati, a livelli diversi, da ministri in giù, allo spostamento della pista dell’aeroporto di Peretola. Senza lo spostamento della pista, la Mercafir non può andare a Castello e lo stadio non si può fare a Novoli.

Un progetto esecutivo come questo costa circa 10 milioni, Della Valle che non ha le certezze granitiche del sindaco, forse si starà chiedendo: e se poi lo stadio non ce lo fanno fare, che ne facciamo di questo progetto. Il rischio di buttar via dieci milioni forse non lo vuole correre. Ma a giorni dovrebbe essere un incontro fra Nardella e i Della Valle per un check definitivo. Inutile ripetere per l’ennesima volta l’importanza dello stadio, annessi e connessi, per la crescita della Fiorentina.