CHIESA È IL FENOMENO CHE ESALTA UNA NOTTE STORICA. ROMA UMILIATA. ORA FEDERICO SAREBBE DA BLINDARE CON UN CONTRATTO VERO PER COSTRUIRE UNA GRANDE FIORENTINA. CON L’ATALANTA OBIETTIVO FINALE. DIFESA E CONTROPIEDE, LA NUOVA FORMULA PER L’EUROPA

31.01.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 16112 volte
© foto di Federico De Luca
CHIESA È IL FENOMENO CHE ESALTA UNA NOTTE STORICA. ROMA UMILIATA. ORA FEDERICO SAREBBE DA BLINDARE CON UN CONTRATTO VERO PER COSTRUIRE UNA GRANDE FIORENTINA. CON L’ATALANTA OBIETTIVO FINALE. DIFESA E CONTROPIEDE, LA NUOVA FORMULA PER L’EUROPA

Verrebbe da dire "adesso svegliatemi". Una notte così era difficile anche da sognare e invece è tutto straordinariamente vero: la Fiorentina gioca la partita perfetta e disintegra la Roma con un risultato che finisce dritto dritto nella storia. Sette gol e potevano essere di più, un dominio assoluto dall’inizio alla fine figlio di un calcio essenziale, pratico, esaltante. Difesa e contropiede, i puristi storceranno il naso, ma giocando così Ranieri a Leicester ha vinto la Premier. Un calcio efficace con giocatori ideali per interpretarlo come Chiesa, appunto, ma anche Muriel, lo straordinario compagno di viaggio che ha fatto cambiare la stagione della Fiorentina. Da quando gioca con il colombiano Chiesa ha segnato una tripletta (ieri sera) e due doppiette e non è un caso. Finalmente Federico ha trovato un compagno di reparto con la stessa rapidità di testa e di piede, uno con il quale dialogare, ma anche uno che con i suoi movimenti apre le difese, suggerisce negli spazi, apre la manovra. E’ una nuova era offensiva e, tutto sommato, ieri sera il sacrificio di Simeone è logico. Pioli è stato bravo a prendere questa decisione difficile, ma s’era visto che la Fiorentina non riesce ad essere equilibrata con tre attaccanti veri, non è un caso se in due gare di campionato ha preso sei gol, tre dalla Samp e tre dal modesto Chievo.  Era giusto cambiare. Con Muriel centroavanti che fa movimento e torna, Chiesa che va negli spazi e Mirallas che entra in mezzo al campo e aiuta, la Fiorentina ha forse trovato la strada più giusta. Dopo la Coppa servirà la verifica del campionato, una gara secca è un’altra roba, ma adesso questa gara secca trionfale va goduta. Immagino la gioia del popolo viola inzuppato dalla pioggia ghiacciata, ma esaltato e scaldato dall’emozione. Vedere asfaltare la Roma, umiliarla in questo modo, sarà una roba da ricordare e da tramandare per anni. E nella stessa sera è caduta fragorosamente anche la Juventus, sconfitta tre a zero dall’Atalanta. Una semifinale con l’Atalanta è un altro sogno. In una partita doppia, andata e ritorno, fra febbraio e aprile, conquistare la finale per i viola è possibile.

Tutto grazie a questo 7 a 1, a questa gara che mi fa venire in mente quella mitica rimonta con la Juve, dal 2-0 al 4-2 con tripletta di Pepito Rossi. Due gare che riempiono l’immaginario e il cuore.

Tripletta di Pepito allora, ieri sera tripletta di Chiesa. Vorrei vedere la faccia di tutti quelli che mettevano in discussione (ricordateveli…) le qualità di questo ragazzo e dubitavano sulle sue possibilità di diventare un campione. Due anni fa Ancelotti e non uno qualsiasi, lo voleva al Bayern per metterlo vicino a Robben e poi fargli prendere l’eredità. E’ ancora qui, a Firenze, e quando hai un giocatore così, ci sarebbero da fare delle riflessioni profonde.

So bene come funziona il calcio, so bene che vale 100 milioni e con 100 milioni puoi fare grandi cose. Temo inoltre che Chiesa, come ho già scritto, sia un quadro di Picasso difficile da tenere in una casa popolare come questa Fiorentina. Ma voglio illudermi, con uno dal gioco esaltante come Chiesa, uno nato in casa, fiorentino doc, con una storia di appartenenza familiare incredibile, in tempi senza bandiere, potresti riprovare a mettere la tua sul balcone. Si potrebbero ribaltare tutti i calcoli e i teoremi. Perchè no?

Se i Della Valle avessero la passione, se avessero voglia di reinnamorarsi del pallone, con Chiesa hanno trovato la loro Brigitte Bardot o la loro Claudia Schiffer. Se invece di rimandare il rinnovo del contratto di Chiesa capissero davvero la sua importanza. Se dicessero basta all’autofinanziamento, facendo bene calcio, si potrebbe costruire attorno a questo ragazzo qualcosa di esaltante. Come? Si potrebbe provare a fare un patto con Enrico, il padre-procuratore. Altri ti offrono 4 milioni netti? Bene, te li diamo anche noi, ma resta qui per altri tre anni e attorno a Federico costruiamo una Fiorentina più forte. Da amare. Lo so che in questo modo salterebbero i conti e questo monte ingaggi da cura dimagrante, ma se fai bene calcio, Chiesa può diventare una risorsa anche fuori dal campo, una miniera d’oro sulla quale investire e con la quale attrarre nuove risorse. Se ci fosse la voglia di rimettersi in gioco e di regalare emozioni, di rischiare un minimo, questa nuova strada che ti ha regalato il Destino, potrebbe aprire grandi orizzonti. E non servirebbe neppure la luna, questa squadra è imperfetta, da correggere soprattutto a centrocampo, d’accordo, ma per renderla competitiva nel campionato italiano non servirebbe duecento milioni, ma idee chiare e una programmazione diversa da quelle degli ultimi due anni troppo tristi. Ora che avete due giocatori veri (Chiesa e Muriel) non vi viene la voglia che c’era ai tempi di Pepito Rossi, di Cuadrado e compagnia. O di Mutu? O di Toni?

Interrogativi di una esaltante notte di gloria che giro alla riflessione dei Della Valle. Non mi illudo, altri treni ho visto passare senza che siano stati presi al volo, ma non ragionare a fondo, non fare piani economici di rilancio attorno a Chiesa sarebbe un delitto. Poi, magari converrà venderlo. Ma bollare Chiesa con una frase corviniana detta poco giorni fa "Il rinnovo del suo contratto non è una priorità", sinceramente mi sembra un delitto calcistico.

In attesa, ci sono da fare due cose. La prima rimettere subito i piedi a terra, ritrovare l’umiltà, perché l’Udinese di domenica prossima non sarà la Roma devastata di ieri sera. Trasferta complicata anche per il ritorno a Udine, con tutto il tremendo bagaglio di dolore che si porta dietro. Dovrà essere bravo Pioli, ma in queste cose bisogna lasciarlo fare.

Seconda cosa, il mercato. Arrivo a dire che se Pioli ha deciso di giocare difesa e contropiede (come già scritto martedì scorso), sul centrocampista di qualità si può perfino fare a meno in attesa di occasioni migliori. Corvino lavora per il futuro, dopo il polacco Zurkowski, classe 1997 e Traorè, classe 2000, dall’Empoli preso anche il difensore danese Rasmussen (1997). Tutti e tre arriveranno a giugno. Rasmussen avrebbe dovuto entrare nel discorso Vlahovic che invece resterà a Firenze. A Empoli andrà da subito il difensore Diks esubero viola.