CHIESA E BIRAGHI, I SEGNI PLUS PIOLI STUDIA LA CHIAVE PER L’ATTACCO. IL PROBLEMA NON E’ LA CLASSIFICA MA LA MANCANZA DI ENTUSIASMO, C’E’ APATIA INTORNO ALLA FIORENTINA

17.11.2018 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 4586 volte
© foto di Giacomo Falsini
CHIESA E BIRAGHI, I SEGNI PLUS PIOLI STUDIA LA CHIAVE PER L’ATTACCO. IL PROBLEMA NON E’ LA CLASSIFICA MA LA MANCANZA DI ENTUSIASMO, C’E’ APATIA INTORNO ALLA FIORENTINA

Godiamoci Chiesa e Biraghi, violazzurri a San Siro per una sfida vera, non un’amichevole stile balneare. Il primo studia per diventare un fenomeno, il secondo per spiegare agli scettici che quando si vuole si può. Talento e sacrificio, facce diverse di un Fiorentina che prova a crescere, tra non poche difficoltà. Ci poteva essere anche Benassi con loro, francamente non si capisce perché Mancini lo abbia ignorato. Marco ha fatto 5 gol in 11 gare disputate, non male per un centrocampista. Sarà per la prossima volta. Intanto accompagniamo con il nostro tifo Chiesa e Biraghi perché sono la dimostrazione che qualcosa di buono c’è nella Fiorentina. 

Ci sono, purtroppo, anche quelle che non vanno e sono note. L’attacco non segna, Simeone è in crisi, mentre Pjaca è scomparso dai radar: anche nella sua nazionale il rendimento è stato lo stesso. In mezzo al campo c’è pure Gerson che non convince, quantomeno in ragione del suo potenziale tecnico. Pioli studia nuove soluzioni per mettere Simeone nelle migliori condizioni, mentre a Pjaca occorre un supporto psicologico. Il croato sembra prigioniero del “vorrei, ma non posso”: sa di essere forte, cerca di dimostrarlo ad ogni costo e questo lo blocca. Eppure, basterebbe qualche gol di Pjaca e Simeone per trasformare i pareggi in vittorie. 

La classifica non è esaltante, ma nemmeno disastrosa: se il settimo posto - obiettivo non eccitante, sia chiaro - è la meta, la Fiorentina non è distante. C’è un gruppo di squadre che lottano in quella fascia e i viola sono nel mezzo, con le medesime chance degli avversari. La classifica non è il vero problema della Fiorentina, ma la mancanza di entusiasmo. Non nel branco viola, bensì nell’ambiente. Il Franchi, per carità, risponde perché tra abbonamenti e biglietti c’è una bella affluenza, ma la città non si accende. E’ inutile far finta di niente, intorno alla Fiorentina c’è una cappa di apatia. Sembra di vivacchiare, verbo detestato da Diego Della Valle, ma la sensazione purtroppo è questa. Si naviga a vista, senza guizzi, andamento lento e noioso. Non c’è adrenalina intorno alla Fiorentina. Tutto scorre inesorabile, in attesa di una svolta che francamente non si vede. Il campo non c’entra: Pioli e la squadra fanno molto, sicuramente possono fare di più, ma alla fine oltre ai pregi ci sono pure i limiti. Non puoi chiedere ad una Fiat di correre come una Ferrari. Tocca alla società manifestarsi, donando prospettive diverse, se mai ce ne siano. Tocca alla proprietà battere un colpo per dare una segnale della propria presenza. L’entusiasmo è l’unico carburante per raggiungere obiettivi anche un po’ meno grigi del settimo posto.