CHIESA, C’E’ LA JUVE IN VANTAGGIO. IL DISCORSO INIZIATO UN ANNO FA CON PJACA. ORA E’ PRONTO L’ASSALTO FINALE. VERETOUT NON RINNOVA, LO VOGLIONO NAPOLI E MILAN. ALLENATORE: SENZA EUROPA SI PENSA A NESTA. PIOLI VIA ANCHE SE VINCE LA COPPA

21.03.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 12634 volte
© foto di Federico De Luca
CHIESA, C’E’ LA JUVE IN VANTAGGIO. IL DISCORSO INIZIATO UN ANNO FA CON PJACA. ORA E’  PRONTO L’ASSALTO FINALE. VERETOUT NON RINNOVA, LO VOGLIONO NAPOLI E MILAN. ALLENATORE: SENZA EUROPA SI PENSA A NESTA. PIOLI VIA ANCHE SE VINCE LA COPPA

Il futuro di Federico Chiesa è lontano da Firenze e la situazione mi sembra ormai abbastanza definita, ogni giorno che passa più chiara. Ritorno volentieri sul discorso, ma quei tre o quattro coraggiosi che mi seguono su Firenzeviola e non solo, sanno benissimo che già mesi fa avevo delineato il quadro e le tappe che porteranno alla sua cessione. Ripetita Juventus, direbbe qualche collega erudito. E in questo caso la Juventus c’entra eccome, tanto che la società bianconera è in pole position e da tempo ha messo Chiesa al primo posto dei suoi obiettivi per l’attacco.

Come ricorderete, nell’estate scorsa, dopo il lungo corteggiamento di Corvino andato a vuoto per settimane e settimane, negli ultimi giorni di mercato, d’improvviso, la Juve disse sì al prestito di Pjaca alla Fiorentina. Non lo ha fatto per caso visto che allora sul giocatore croato c’erano società più importanti, che offrivano alla Juve e al giocatore situazioni migliori economiche e calcistiche, lo ha fatto semplicemente perché nel corso della trattativa ha strappato il diritto di prelazione proprio su Chiesa. E anche se la Fiorentina ha sempre negato, l’affare lo ha chiuso il presidente Cognigni, parlando direttamente con Agnelli e Marotta: per Chiesa la Juventus sarà la prima società ad essere interpellata. Non una scrittura vera e propria come avrebbe voluto la Juventus, ma una sorta di gentleman agreement, forse qualcosa di più. In questi mesi l’interesse per Chiesa è addirittura aumentato e in attesa di avviare una trattativa con la società, Paratici che ha ereditato da Marotta il volante bianconero, si è messo avanti prospettando per il giocatore anche un contratto che supera i cinque milioni netti l’anno. Per quanto riguarda il valore del cartellino la Juventus sa che dovrà partire come minimo da una base di ottanta milioni, ma non si spaventa. Chiesa prenderà il posto di Douglas Costa che sarà ceduto in Premier. Nella trattativa c’è anche l’intenzione di inserire un giocatore che non sarà più Pjaca (ovvio), ma molto probabilmente Mandragora per una recompra con l’Udinese, o qualche altro gradito e in carriera come Orsolini attualmente al Bologna.

La Juventus è davanti a tutti nella lista dei pretendenti anche perché il padre (giustamente) ha deciso di dire no alle offerte provenienti dall’estero (ce ne sono molte) preferendo farlo crescere ancora nel nostro campionato e l’altra corteggiatrice italiana, l’Inter fatica a tenere il passo. Mentre il Napoli economicamente non può competere.  I nerazzurri si erano inseriti già l’estate scorsa. Si era mosso Ausilio  che aveva chiesto ufficialmente Chiesa alla Fiorentina (pensavano di sostituire Perisic che voleva il Manchester) e pure Spalletti in persona era sceso in campo sfruttando amicizie e stima reciproca, ma l’anno scorso la Fiorentina disse no. Oggi le situazioni sono mutate. Oltre alla prelazione-Pjaca, la Juventus va spedita nei programmi perché conosce bene il suo futuro, ha piani economici e sportivi già ben delineati. Non dipende né dai risultati né da altro, non ha problemi a investire certe somme. L’Inter invece non può definire i programmi e i limiti fino a quando non saprà se arriverà in Champions. Quei cinquanta milioni spostano, i nerazzurri sono appena usciti dal fair play finanziario, il rapporto spese-fatturato deve essere sempre garantito e Chiesa costa molto. Ecco perché la Juve è in pole, pronta a sferrare l’attacco finale, decisivo.

La Fiorentina, ovvio, in questa fase tace e alza barricate. Ma, come già sottolineato proprio qui, il comportamento dei Della Valle è chiaro. Se non ci sono stati gli incontri promessi prima di Natale scorso, se non è stato rinnovato il contratto per portarlo al 2023 e non è stato ritoccato l’ingaggio (Chiesa puntava a tre milioni), se non si è cercato un percorso con il giocatore per cercare di trattenerlo almeno un altro anno, è evidente che il piano preveda la cessione per finanziare il mercato estivo.

Ma, al di là del mercato per il quale sono già stati spesi 40 milioni, è pure evidente che un giocatore del genere che ha ricevuto offerte da mezza Europa con promesse di ingaggio anche da sette milioni (dall’estero) non potrà essere trattenuto. Per di più se la Fiorentina dovesse rimanere fuori dall’Europa. E se qualche dirigente sta facendo passare il messaggio ha un contratto fino al 2022, pensare di far restare Chiesa solo in virtù di una firma sarebbe follia calcistica. Vorrebbe dire sminuirne il valore, deprezzarlo in futuro, rischiare di finire come con Bernardeschi trattenuto e venduto ad appena 40 milioni con il fine contratto vicino.

Ma l’impressione è che non partirà solo Chiesa. Il progetto tecnico di Corvino è ampiamente fallito come dimostrato nomi e numeri alla mano e da questa situazione i migliori vogliono scappare. Primo fra tutti Veretout che l’ha fatto capire anche in una recente intervista. Non a caso il giocatore non vuole rinnovare e il suo contratto scade nel 2021. Guadagna soltanto 900 mila euro, l’ingaggio andava alzato da tempo e il contratto prolungato. Ora sarà impossibile trattenerlo. Interessa fortemente il Napoli e non a caso da poco è passato con il procuratore Giuffredi, ma sulle sue piste c’è anche il Milan che lo vede come alternativa a Kessie’. La Fiorentina lo valuta una trentina di milioni, non sarà facile chiudere a quella cifra.

Ma senza Europa potrebbe essere anche altri a chiedere la cessione e la Fiorentina favorirebbe un’altra rivoluzione simile a quella del 2012.

La resa dei conti però ci sarà solo dopo la semifinale di coppa Italia, tutte le posizioni saranno esaminate, anche quella del Dg Corvino che ha ancora la stima soltanto di Diego Della Valle. Un progetto durato tre anni che ha portato a questi risultati fallimentari non può non essere cambiato e non può riguardare solo l’allenatore, ma anche l’intero comparto tecnico. La proprietà e Cognigni stanno valutando diverse soluzioni. Se si dovesse ripartire da zero è ovvio che non saranno riscattati Gerson, Edimilson e Mirallas. Probabile anche la cessione di Biraghi (alle sue spalle c’è Hancko), ma la situazione non è semplice visto che rientreranno anche molti dei bocciati da Pioli, compreso Saponara che a 10 milioni la Samp non riscatterà. Un grosso numero di giocatori senza futuro costati parecchio, da Eysseric a Cristoforo e compagnia.

In caso di ripartenza senza Europa sarà difficile anche offrire la panchina ad allenatori come Di Francesco che (fra l’altro) guadagna tre milioni e allora non  a caso da qualche settimana la Fiorentina fa seguire con grande attenzione il lavoro di Nesta che a Perugia sta facendo molto bene. La sua squadra gioca un calcio brillante, ha idee moderne. Pioli, come è ormai noto, andrà a scadenza. Le ultime parole di Cognigni sono state chiarissime, un rapporto del genere non si può ricucire. Ma la prima a non volerlo ricucire è la Fiorentina che da tempo aveva deciso di non esercitare il diritto sul terzo anno di Pioli. Ma se dovesse vincere la coppa Italia? Obietta qualcuno. Pioli se ne andrebbe in gloria, da vincitore e a quel punto sarebbe lui a dire no per un’altra panchina che forse ha già in tasca. Si parla dell’Udinese e del Parma se D’Aversa dovesse venire proprio a Firenze con Faggiano direttore sportivo. Ma come le famose pecore, si conterà tutto a maggio…