CHI LA AMA LA VUOLE AMBIZIOSA, CHI LA AMA LA VUOLE FORTE: IL VADEMECUM DI CHI HA LA FIORENTINA NEL CUORE

24.11.2021 11:00 di Leonardo Petri   vedi letture
CHI LA AMA LA VUOLE AMBIZIOSA, CHI LA AMA LA VUOLE FORTE: IL VADEMECUM DI CHI HA LA FIORENTINA NEL CUORE

La grande sfida della vita: puoi avere più di quello che hai perché vuoi diventare più di quello che sei. Questa dovrebbe essere la sfida, il desiderio, l'obiettivo. Il rovescio della medaglia: se non cambi chi sei avrai solo ciò che hai già. E il calcio è un po' come la vita. La maggior parte delle persone che segue questo magnifico giuoco ha scelto la propria squadra del cuore per sentimento, affezione, storia della propria famiglia. La squadra di calcio non si cambia ma siccome questo sentimento è destinato ad accompagnare ciascuno di noi nella vita ognuno dovrebbe volerne la crescita, il miglioramento, dovrebbe, per essa, sognare un futuro sempre più roseo.

E non parlo di soldi, parlo del desiderio che la propria squadra, proprio come fosse un caro, abbia il meglio e ambisca al meglio. La premessa è necessaria per provare a spiegare perché chi si accontenta, chi vive di poche partite in una stagione, chi non si pone mai il problema di cosa fare per vedere la squadra più in alto, di fatto non ne è tifoso. Si, certo, andrà allo stadio, spesso per abitudine, la sosterrà ma, nella sostanza, non la considererà di famiglia, una parte di se e, per questo, non potrà dire di volerle realmente bene. 

A Firenze sta accadendo più o meno questo. E la frase reiterata "solo per la maglia" o "tifiamo per la maglia" ne è l'esempio. Per come la vedo io non si tifa per la maglia, si tifa per la Fiorentina e si tifa affinché la maglia della Fiorentina venga indossata da calciatori forti, fortissimi, in linea con la sua storia. Io non voglio bene a mio figlio per i vestiti che indossa, gli voglio bene in quanto tale, ma lo esorto a crescere, ad essere ambizioso, a fare sempre il massimo delle proprie possibilità. La Fiorentina è la figlia di Firenze, non possiamo accettare che sprechi i suoi anni nella mediocrità.
Tutto questo per dire che godere della vittoria sul Milan è legittimo, entusiasmarsi per questo ottimo campionato è persino doveroso, a patto che non si perda di vista la realtà e il cammino.

Battere il Milan, la Juventus, l'Inter, il Napoli non deve diventare la normalità ma competere per batterli in ogni incontro e ad ogni stagione certamente sì. Per fare questo c'è un unico modo, non fare di una vittoria un punto di arrivo, fare del match successivo l'obiettivo. Il processo di crescita passa innanzitutto da questo. Sarà una settimana difficile e la sfida con l'Empoli più impegnativa da preparare di quella con il Milan. Al Castellani capiremo a che punto è la trasformazione della mentalità viola perché da qui a Natale la Fiorentina avrà partite alla sua portata ma non partite già vinte.

Un altro salto di qualità va fatto sui calciatori. Saponara, Duncan, Venuti, Igor e Callejon hanno storie e carriere diverse. Riguardo al primo il feeling con Italiano è totale e la Fiorentina ne trae grande vantaggio ma tutti stanno vivendo una stagione oltre possibilità e aspettative.
Ringraziarli e applaudirli non significa però non vedere che le cose sono migliorabili, appena possibile, quindi in alcuni casi già a gennaio. Chiederlo e farlo significa rispettare la Fiorentina, che dovrebbe venire prima di tutto. 

Se puoi arrivare a Berardi o a Ikone prenderli non è sminuire ciò che hanno fatto Saponara o Callejon, è migliorare la Fiorentina; se prendi un centrocampista di valore non significa bocciare Duncan, significa aiutarlo, lui e Bonaventura ad esempio; se riesci a portarti avanti col lavoro e individui un grande centrale non stai offendendo Igor, stai facendoti trovare pronto se Milenkovic non dovesse rinnovare.
Questo deve fare la società, capire che questo deve fare la società è il processo di crescita a cui è chiamata Firenze. 

Una volta ci veniva naturale, poi deve essere accaduto qualcosa ma, lo so, non è niente di irreversibile. Basta che all'odio per chi non la pensa come voi anteponiate l'amore per la Fiorentina, basta che al tifo per il singolo, che sia il Presidente, il Direttore Sportivo o il calciatore, sostituiate quello per la Fiorentina, basta che vogliate un po' più bene a voi stessi e che il tempo che sprecate a offendere, minacciare, denigrare, lo passiate occupandovi semplicemente della vostra presunta squadra del cuore.