CHAMPIONS IN TRE ANNI, ECCO I PIANI DI COMMISSO. A BAGNO A RIPOLI UN CENTRO SPORTIVO DA GRANDISSIMA SOCIETA’. SUPERSEDE IN CENTRO. STADIO, ECCO PERCHE’ ROCCO NON ASPETTA E VA A CAMPI. OGGI E’ IL GIORNO DI RIBERY E CASTROVILLI

10.10.2019 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
CHAMPIONS IN TRE ANNI, ECCO I PIANI DI COMMISSO. A BAGNO A RIPOLI UN CENTRO SPORTIVO DA GRANDISSIMA SOCIETA’. SUPERSEDE IN CENTRO. STADIO, ECCO PERCHE’ ROCCO NON ASPETTA E VA A CAMPI. OGGI E’ IL GIORNO DI RIBERY E CASTROVILLI

Entro due anni la Fiorentina avrà un centro sportivo straordinario, entro tre giocherà in uno stadio fantastico disegnato da un’archistar mondiale per festeggiare il ritorno della squadra in Champions League previsto per il 2022. Questa è la road map di Commisso, quello che Rocco, lo zio d’America, ha in testa e vuole assolutissimamente fare per portare la Fiorentina fra le squadre top d’Europa il prima possibile. 

E nessuno si meravigli o si stupisca. Questo è Rocco Commisso, uno che pensa in grande e va veloce.

Il centro sportivo è il primo obiettivo centrato: ora è ufficiale. La firma sul contratto per l’acquisizione dell’area di Bagno a Ripoli è arrivata ieri, l’architetto Casamonti è già al lavoro da tempo, sui 25 ettari a disposizione nascerà il futuro della Fiorentina fra la sede per tutti gli uffici viola, la casa per la prima squadra, la Woman e le giovanili, una decina di campi regolamentari (due con tribuna), palestre e strutture all’avanguardia, di una bellezza assoluta. Roba da non credere. Rocco Commisso è arrivato a Firenze quattro mesi fa e sta smuovendo le montagne. Sta trasformando i sogni e le promesse di una vita in una solida realtà dimostrando che un vecchio slogan di qualche tempo fa "volere è potere" può essere la regola. Anzi, volere è potere può essere lo slogan della vita di Rocco Commisso che da emigrante italiano è diventato una potenza assoluta negli Usa. E niente nasce per caso.

La sua Fiorentina sarà l’ultimo anello di questa storia straordinaria di un uomo che s’è fatto da solo fino ad essere uno dei 250 più ricchi al mondo.

Il suo piano d’azione è semplice, l’azione è straordinaria. Da più di trent’anni si sentiva parlare della necessità di un centro sportivo, dai tempi dei Pontello. I Della Valle ne avevano fatto uno degli obiettivi primari, arrivando perfino ad accantonare 15 milioni in bilancio. Tutte buone intenzioni rimaste carta straccia. Parole.

Ecco che arriva il Rocco del fast fast fast e fa fa fa. S’è guardato attorno, Campi non gli è piaciuto, ha scelto Bagno a Ripoli e ha detto ok, il prezzo è giusto. Un assegno da otto milioni per il terreno e via… L’obiettivo è quello di inaugurare la struttura entro il 2021, due anni tondi tondi di lavori che per un americano sono comunque un’eternità.

Le strutture, i beni immobili, del resto sono una delle chiavi per far crescere economicamente la Fiorentina. E così Rocco, dopo aver portato a casa il centro sportivo, entro ottobre vuol decidere dove fare lo stadio. Perché lo vuole fare subito, è deciso, non molla. E ha ragione lui. Tornerà a Firenze la prossima settimana e se il sindaco Nardella gli presenterà un piano realizzabile per costruire entro tre anni lo stadio alla Mercafir andrà avanti su quel terreno, altrimenti punterà dritto sull’area di Campi dove i tempi sono certi, in tre anni (anche meno) si può fare tutto quello che Rocco ha in testa.

Nardella ha fatto sapere di essere al lavoro trovare la soluzione. Aspettiamo fiduciosi. S’è esposto in prima persona, ha fatto promesse, ha fissato molte volte date non mantenute, ora siamo vicini al D day. Giù la maschera. Se davvero il sindaco ha il jolly nella manica lo dovrà calare sul tavolo di Commisso altrimenti lo stadio si farà a Campi. Non ci sono altre strade, i tempi dei se e dei ma sono finiti. 

E Nardella dovrà davvero stupirci perché anche ieri il presidente della Mercafir Lucibello ha detto che per il nuovo mercato servono almeno due anni. E la previsione è logica.

Il mercato deve continuare a funzionare mentre, parallelamente, nella stessa area, si dovrà costruire il nuovo. Non è pensabile che contemporaneamente, nella stessa zona, possano cominciare anche i lavori per lo stadio. Quindi, in soldoni, prima si dovrà fare la nuova Mercafir (due anni) poi via libera ai lavori per lo stadio, altri tre anni che sommati diventano cinque. 

Rocco Commisso cinque anni non li aspetta e questo deve essere chiaro, lo ha detto non più tardi di due giorni fa. Se la politica non riuscirà a trovare armi persuasive e se Nardella non tirerà fuori il famoso coniglio dal cilindro, Rocco andrà a Campi (come ha già fatto capire) perché il mondo è globale, figuriamoci se per lui possono essere un ostacolo confini distanti quattro chilometri. E tutti sono con Rocco, anche i fiorentini Doc hanno capito che la spinta propulsiva di questo magnate va accompagnata e se possibile spinta al massimo. Ma la partita è grossa, economica e politica. Dopo aver perso il Centro Sportivo finito a Bagno a Ripoli, se dovesse perdere anche lo stadio, per Nardella sarebbe uno smacco politico e personale enorme. 

Non sappiamo quali carte abbia in mano il sindaco, ma Rocco è più che mai deciso a fare le cose nei modi e nei tempi americani, non ha tempo da perdere e non ne vuole perdere. Concretezza e rapidità sono dogmi, da qui non si scappa. Perché? Molto semplice. Le strutture sono il volano per far diventare grande la Fiorentina. Anche volendo, fino a quando non si aumenterà il fatturato e non ci saranno beni immobili, Commisso non può investire milioni come vorrebbe per la campagna acquisti, ci sono i parametri del fair play finanziario da rispettare. Mettere a bilancio un mega Centro sportivo e uno stadio modernissimo cambia la prospettiva.

Perché Rocco ha in testa una road map anche sportiva, non solo per gli impianti. Vuole una Fiorentina grande in Italia, ma anche in Europa. E lo vuole subito.

Questo è un anno di transizione, come racconta spesso Pradè. Si dovrà valutare questa squadra, capire come e dove investire per poi fare la prima vera Fiorentina come vuole Commisso. Quest’anno è mancato il tempo, l’estate prossima nascerà una squadra forte in grado di puntare all’Europa League. E poi Rocco, a ruota, vuole subito anche la Champions. La data è fissata, al massimo nel 2022 vuole una Fiorentina in grado di lottare e centrare la Champions League. Sa benissimo che nel calcio non ci sono certezze, ma è convinto che con il lavoro, la programmazione giusta, la tenacia, gli uomini motivati, gli investimenti, la spinta di questa straordinaria piazza, grazie ai tifosi di Firenze, l’obiettivo è possibile. 

Il sogno che vuole trasformare in realtà è inaugurare lo stadio con la Fiorentina in Champions e l’ha già detto chiaro ai suoi collaboratori. In Fiorentina lo chiamano Vulcano. Non gli sta dietro nessuno, anche da New York tempesta tutti, vuol sapere qualsiasi cosa, spinge e pungola. Non lascia niente al caso. Il vero capitano d’industria made in Usa. Nessuno si meravigli, quindi, se Commisso è pronto a sfidare tutti e vuole battere le burocrazie e le lentezze tipiche italiane. Converrà assecondarlo per il bene della Fiorentina, se qualcuno per ragioni politiche proverà a frenarlo potrebbe trovarsi a dover spiegare molte cose ai tifosi che aspettano solo le mosse di Rocco per avere una squadra come non hanno mai avuto.

Ma Rocco ha anche altre idee. Una delle prossime mosse sarà pure quella di cercare una casa prestigiosa per la Fiorentina nel cuore della città. Una sede di rappresentanza per la presidenza e i top manager, per incontri, una sede che dovrà essere anche un biglietto da visita internazionale. Qui non c’è fretta, serve l’oggetto reperire l’oggetto unico. Rocco è innamorato di Firenze e come vi abbiamo già anticipato, gli sono già state prospettate anche due soluzioni per una sua residenza privata sulle colline più prestigiose. Vuol mettere radici lo zio Rocco, attraversare l’Atlantico gli fa un baffo. La passione per il calcio, per la Fiorentina, per Firenze l’ha travolto. E’ innamorato pazzo, ma senza perdere la ragione.

Pure altre cose stanno bollendo in pentola, il Vulcano è acceso e presto l’effetto Commisso arriverà anche nei palazzi borbonici del pallone italiano. Sarebbe ora.

Passando al calcio giocato, come vi avevamo anticipato nell’articolo di martedì scorso su questo giornale online, Castrovilli ha firmato ieri il rinnovo del contratto fino alla stagione 2023-2024, il massimo consentito dai regolamenti. Oggi sentiremo le cifre esatte (inutile sparare cifre) spiegate da Pradè e le motivazioni raccontate dal giocatore. E’ un grande colpo portato a casa da Daniele Pradè con la solita calma e maestria, oggi uno come Castrovilli vale già come minimo trenta milioni. Diventerà un punto fermo per anni.

Oggi è anche il giorno di Ribery. Nel pomeriggio il centro città si fermerà per l’omaggio al Campione che ha scelto Firenze. Nel Viola Point passeranno uno alla volta per un autografo i 500 fortunati che sono riusciti a trovare il braccialetto d’ingresso. Forse non se lo immaginava neppure lui, sembra incredibile per uno che ha vinto tutto in carriera, ma un omaggio, un affetto, un tributo come quello che gli sta riservando Firenze Ribery non l’aveva avuto da nessuno. Ha scelto Firenze per regalare emozioni e diventare un idolo assoluto, come non era mai stato altrove quando era insieme a tanti altri campioni forse più mediatici di lui. Obiettivo centrato in poche settimane.