C’È AMRABAT, È L’OCCASIONE PER LANCIARSI NEL FUTURO E DIMENTICARE QUESTO TRISTE PRESENTE. PRIMA LA SALVEZZA, POI ALLENATORE E MERCATO: ECCO PERCHÉ I PROSSIMI TRE GIORNI SARANNO FONDAMENTALI

12.07.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
C’È AMRABAT, È L’OCCASIONE PER LANCIARSI NEL FUTURO E DIMENTICARE QUESTO TRISTE PRESENTE. PRIMA LA SALVEZZA, POI ALLENATORE E MERCATO: ECCO PERCHÉ I PROSSIMI TRE GIORNI SARANNO FONDAMENTALI

Arriva Armabat e il pensiero va al futuro, a quando finalmente la Fiorentina potrà mettersi alle spalle questa stagione sbagliata e gettare le basi per il ritorno tra le grandi. Anticipare la concorrenza a gennaio, è stata la più grande trovata della coppia Barone-Pradè di quest’anno. Amrabat infatti è la sorpresa della serie A, è intelligente e dinamico, ha fisico da combattente e idee da grande giocatore. Di questo bel Verona è l’anima: lo trovi ovunque, è sempre vicino alla palla, non la perde quasi mai e manda in porta i compagni con brillante continuità. Per essere completo gli manca il gol, ma già oggi, a neppure 24 anni, è già un giocatore ambitissimo. Se sarà questo anche a Firenze, diventerà un perno imprescindibile su cui costruire la risalita. Non a caso, gli esperti di mercato dicono che vale più del doppio rispetto ai 18 milioni pagati da Commisso e che il presidente gialloblu Setti, si starebbe mordendo le mani al pensiero di averlo ceduto così in fretta. 

Oggi sarà un avversario, ma già vederlo giocare aiuterà a non pensare a questo triste presente viola, dove la squadra boccheggia nell’afa alla ricerca di un gioco che non c’è. Sempre oggi a proposito, sono 6 mesi esatti che la Fiorentina non vince in casa. I motivi sono arcinoti, ma ormai è impossibile pensare a chissà quale rilancio, a pensare che gli attaccanti diventino cecchini o che i viola possano divertirsi e muoversi in campo come fa il Sassuolo, lo stesso Verona e molte delle grandi. Il risultato però resta ancora importante, perché la classifica non fa paura ma è ancora da sistemare. Il più in fretta possibile. Fare risultato con il Verona e, mercoledì, nella trasferta di Lecce, per poi finalmente scegliere l’allenatore in tutta tranquillità e far partire il mercato. Eccolo il vero obiettivo viola. Finora il toto-nomi per il nuovo tecnico è stato ricco di suggestioni. Spalletti, De Rossi, Emery, Benitez, Di Francesco, De Zerbi, lo stesso Juric, che nel frattempo tratta il rinnovo col Verona. Su nessuno la Fiorentina ha finora davvero affondato, forse per i rischi dell’attuale classifica, ma anche perché nel club ci sono ancora correnti di pensiero diverse. L’augurio è che la scelta alla fine sia condivisa per davvero, perché i successi nascono dalle sinergie. Perché da fare c’è moltissimo e sbagliare la scelta più importante sarebbe deleterio per le ambizioni viola. Intanto non resta che puntare nelle solite magie di Ribery: palla a Franck e speriamo accada qualcosa. Una volta era Chiesa la calamita degli attacchi viola, ora però Fede si marca da solo. Non è lui, perso nei silenzi e nei pensieri di un futuro probabilmente lontano da qui. Anche questa però è una delle tante questioni da risolvere prima possibile: ecco perché servono punti subito. Ecco perché i prossimi tre giorni, con queste due partite da non fallire, diventano fondamentali per chiudere la pratica e voltare finalmente pagina. Di calcio triste ne abbiamo visto fin troppo, è arrivato il momento di cambiare passo.