CASTRO OK, MA SALTA INTER E JUVE. MERCATO: DUNCAN IN POLE, JUAN JESUS PIÙ VICINO, COPPA, LA FORZA DEI NERVI DISTESI. ADDIO NARCISO, GENTILUOMO DI FIRENZE

27.01.2020 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
CASTRO OK, MA SALTA INTER E JUVE. MERCATO: DUNCAN IN POLE, JUAN JESUS PIÙ VICINO, COPPA, LA FORZA DEI NERVI DISTESI. ADDIO NARCISO, GENTILUOMO DI FIRENZE

Gaetano ci ha spaventati, ma adesso per fortuna è tutto a posto. In giornata lascerà l’ospedale di Careggi, raggiunto sabato quando i suoi compagni giocavano ancora il secondo tempo. Gli accertamenti sono stati negativi e così si è acceso il semaforo verde per il ritorno a casa, ma per il campo servirà più tempo. Per i traumi alla testa anche se lievi, è necessario attenersi a scrupolosi protocolli, insomma vietato scherzare. Passerà qualche giorno prima che Castrovilli possa allenarsi e in partita probabilmente lo rivedremo l’8 febbraio contro l’Atalanta al Franchi. Salterà i quarti di finale di Coppa Italia di mercoledì sera con l’Inter a Milano e quasi sicuramente non sarà presente nemmeno nella trasferta di Torino domenica prossima contro la squadra di Sarri. Sarà un’assenza pesante per la Fiorentina, ce ne siamo subito accorti contro il Genoa quando Gaetano ha dovuto abbandonare il terreno. Non che la Fiorentina stesse esprimendo un calcio da tramandare ai posteri, ma dopo Castrovilli si è spenta anche l’ultima luce. 

La sua sostituzione non sarà semplice per Iachini. Beppe potrebbe riproporre il tandem Badelj-Pulgar con tutte le controindicazioni del caso, ci riferiamo alla parte tattica, che per altro ormai abbiamo ben presente. Senza dimenticare che tra i due soffrirebbe più Pulgar, sacrificato nel ruolo di interno. Allora, stante quello che è accaduto con il Genoa, non è affatto escluso che Iachini ricorra nuovamente ad Eysseric, con tutte le controindicazioni del caso… 

Questa stagione dovrà servire alla dirigenza a schiarirsi definitivamente le idee: la Fiorentina deve essere rinforzata con robuste iniezioni di qualità. E’ sufficiente osservare i cambi a cui ricorre Iachini, e prima di lui Montella, per aver contezza del reale valore di questa squadra. Ecco che questa ultima settimana di mercato deve servire ai manager viola per mettersi avanti col lavoro. 

I due uomini al comando, al momento e salvo sorprese, sono Duncan per la mediana e Juan Jesus per la difesa

Il primo è stato fortemente richiesto da Iachini che lo ha allenato con successo un paio di stagioni fa a Sassuolo. Gli emiliani hanno impostato la trattativa con le medesime modalità della scorsa estate quando in vetrina c’era Lirola. Per lo spagnolo in Emilia chiedevano 20 milioni, Pradè poi riuscì a chiudere a 13 circa. Per Duncan il Sassuolo è ripartito dalla stessa base e si potrebbe arrivare stavolta a 14 milioni più bonus. Nella manovra potrebbe essere inserito Sottil, ma solo in prestito perché la società viola non vuole assolutamente privarsene anche per evitare gli errori del passato. E’ Duncan il maggior indiziato a vestire il viola. Più di Mandragora, anche perché quest’ultima è un’operazione complicata per ragioni di vincoli contrattuali. 

In difesa Juan Jesus sembra molto vicino: la Roma ha chiuso per Ibanez, quindi c’è il via libera per l’ex interista a Firenze. La Fiorentina potrebbe chiudere per un prestito con diritto di riscatto per una cifra intorno ai 5 milioni. Considerando l’assoluta emergenza per Torino, Milenkovic e Caceres squalificati, l’arrivo di Juan Jesus potrebbe rivelarsi davvero molto utile. 

Il pareggio col Genoa, come era prevedibile, ha lasciato un retrogusto amarognolo in bocca. Almeno a coloro che dopo Napoli - a proposito, il calcio è materia scivolosa, dopo 8 giorni la squadra di Gattuso, maltrattata dai viola, ha battuto la Juventus… - aveva già preconizzato scenari europei. A mente fredda, invece, il pari con i rossoblu è tutt’altro da disprezzare. Intanto perché il Genoa, in base alle occasioni, avrebbe potuto tranquillamente vincere la sfida e quindi, alla fine, i viola hanno scampato il pericolo. Poi perché il punto fa più comodo ai viola che salgono a quota 25 piuttosto che al Genoa inchiodato in fondo alla classifica a 15 insieme a SPAL e Brescia. Alla fine del torneo mancano 17 partite con 51 punti in palio: ai viola ne bastano solo 15 per chiudere la pratica salvezza. E magari potrebbero esserne sufficienti anche meno. Mantenere, dopo la gara di sabato, la distanza di 10 punti da quel terzetto non è male per la Fiorentina. D’accordo, Firenze meriterebbe tanto di più, ma se non capiamo fino in fondo la delicatezza di questo frangente non riusciamo a valutare con lucidità la situazione generale. Il cammino è tracciato: l’urgenza è portare la Fiorentina in sicurezza e dopo comincerà una nuova stagione, speriamo. Quella della realizzazione di una squadra che possa tornare a frequentare l’Europa. 

Iachini ha saputo leggere da subito la criticità dello scenario sul quale si era ritrovato a lavorare e ha corretto alcuni difetti della Fiorentina, in attesa di eliminarli tutti. Non ha cercato di volare, ma di viaggiare. E la rotta per adesso è tranquilla. Si va avanti con la politica dei piccoli passi, ma intanto era dall’aprile 2018 che la Fiorentina non faceva tre partite consecutive senza prendere gol. Da quando Beppe è seduto - si fa per dire… - su quella panchina, la Fiorentina è imbattuta grazie a due pareggi e altrettante vittorie, senza dimenticare il trionfo sull’Atalanta  - quella che ha rifilato 7 gol al Toro - in Coppa Italia. E proprio in questa competizione i viola saranno impegnati tra poche ore a San Siro. Per andare in semifinale, come un anno fa, servirà davvero un’impresa a casa Inter. Ma la forza dei nervi distesi potrebbe diventare l’arma dei viola. Vale la pena di crederci senza nessun tipo di ansia. 

Oggi alle 15,30 ci saranno i funerali di Narciso Parigi, nella basilica della Santissima Annunziata. Firenze saluterà uno dei suoi figli più rappresentativi e dall’animo dolce. Narciso è stato uno splendido fiorentino del ‘900, un gentiluomo, umile e generoso nei confronti della sua gente. Ha amato Firenze e la Fiorentina senza condizioni, si commuoveva quando ne parlava. Il suo talento, artista apprezzato anche oltre Oceano, le sue canzoni e quell’inno intramontabile lo renderanno immortale nei cuori di tutti i fiorentini. Ciao Narciso.