CALCIO RIPARTITO, PARTITA MODESTA: NON C’ERA DA ASPETTARSI DI PIÙ. STADIO: ALTERNATIVE FANTASIOSE. ROCCO E CAMPI, TANTA SINTONIA

13.06.2020 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
CALCIO RIPARTITO, PARTITA MODESTA: NON C’ERA DA ASPETTARSI DI PIÙ. STADIO: ALTERNATIVE FANTASIOSE. ROCCO E CAMPI, TANTA SINTONIA

Il pallone è tornato a rotolare nel silenzio assordante di Torino, con la commozione iniziale per il ricordo di 34mila vittime del Covid-19. La Juventus in finale di Coppa Italia non è una notizia, così come lo sviluppo di una partita modesta. Ma francamente con c’era da aspettarsi di più. Nello specchietto retrovisore 94 giorni senza calcio, solo angoscia, dolore, bare e mille interrogativi. Riaccendere i motori non era facile e non lo sarà certamente neppure ora. Intanto il Comitato Tecnico Scientifico ha ripensato alle modalità della quarantena, da adesso in poi se sarà trovato un calciatore positivo al Coronavirus la squadra potrà continuare a giocare. Sarà isolato solo il calciatore contagiato. Un passo avanti sostanziale per evitare il rischio stop con annesso ricorso ai play off-out o addirittura al terribile algoritmo, incubo di chiunque ami il calcio. Stasera sarà il turno di Napoli-Inter, poi il 17 la finale. Dopo spazio al campionato. Senza sognare troppo perché rivedere bel gioco e qualcosa di emozionante sarà dura.

La Fiorentina si concentra sul 22 giugno quando in un Franchi deserto arriverà il Brescia. Compresa quella, di partite ne mancheranno in tutto 12, non uno scherzo. Cammino verso una salvezza ancora da conquistare. E il debutto col Brescia ha una importanza strategica.

Il dibattito in città sullo stadio vive ogni giorno un nuovo capitolo, la sfida tra Firenze e Campi procede a colpi di idee. Alcune anche fantasiose. L’ultima prevederebbe la costruzione di un nuovo stadio al posto dell’impianto Ridolfi con aree commerciali da realizzare nel Padovani, tempio del rugby fiorentino. Un’opera complessa, ma sognare non è peccato. Il Franchi dovrebbe essere dotato di una pista di atletica, come era precedentemente al ’90, così potrebbe ospitare le manifestazione di questa disciplina. Poi rugby e altro, in attesa di conoscere nuove idee. Pare che la Fiorentina abbia provato a capire i costi di questa fantastica infrastruttura e i tempi di realizzazione. Nella giostra delle alternative c’è spazio per tutti, del resto era stato lo stesso Commisso una settimana fa, collegato dal New Jersey, a rivolgere un appello alla città: “Se qualcuno ha idee da proporci siamo pronti ad ascoltarle”. È curioso scoprire improvvisamente che volendo in questa città si potrebbero fare tante cose… Un po’ come rilevare questo amore improvviso per il Franchi, quando invece per 8 anni si è rimasti impassibili di fronte alla possibilità di traslocare alla Mercafir. Come mai in quel lungo periodo nessuno si era preoccupato della fine del Franchi? Del glorioso stadio di Campo di Marte, invece, sarà doveroso occuparsi quando la Fiorentina avrà deciso di andarsene. Quello sarà il momento in cui non si potrà più rimandare nessuna decisione.  

Il club viola attende notizie da Roma sul decreto “Semplificazione”, ma nel frattempo rafforza il legame con Campi. C’è molta sintonia tra Rocco Commisso e il comune adiacente a Firenze, nonostante che sul terreno si spargano come coriandoli tutte le criticità legate all’operazione Campi. Certamente ci sono ostacoli da superare, non è facile nemmeno lì lavorare, ma che quella zona sia diventata la Fossa delle Marianne dei nodi da sciogliere induce a molte riflessioni. Tornano i cattivi pensieri… Tornano i rosiconi…