CABRAL, JOVIC E DODÒ DELUDENTI, NEL 2023 OBBLIGATI A CAMBIARE MARCIA ALTRIMENTI LA FIORENTINA NON RECUPERA. PIÙ CHE IL MODULO CONTANO I GOL

05.12.2022 10:05 di Mario Tenerani   vedi letture
CABRAL, JOVIC E DODÒ DELUDENTI, NEL 2023 OBBLIGATI A CAMBIARE MARCIA ALTRIMENTI LA FIORENTINA NON RECUPERA. PIÙ CHE IL MODULO CONTANO I GOL

Parlare di mercato è normale. Lo è sempre, figuriamoci in questo periodo, tra Mondiale e riapertura delle trattative attraverso la finestra invernale. Tutto legittimo. Ognuno ha il diritto di sognare e coltivare speranze. Suggestioni, illusioni, vietato bloccare desideri e fantasia. Ma c’è anche altro. Prima di preoccuparsi di un nuovo acquisto forse sarebbe meglio focalizzarsi su quegli elementi che avrebbero dovuto fare la differenza e invece spesso non hanno fornito neppure il minimo sindacale. Ci sono giocatori sui quali la Fiorentina ha investito molto sul piano economico, ma che non hanno reso. Col loro mancato rendimento hanno frenato la corsa dei viola, mentre adesso la Fiorentina avrebbe bisogno di aumentare notevolmente la corsa - intesa come media punti a partita - per alimentare la possibilità di riagganciare la zona Europa. Tra l’altro, alla luce della vicenda juventina, la classifica a giugno potrebbe regalare sorprese. Un’eventuale e tutt’altro che remota penalizzazione dei bianconeri, libererebbe un posto per l’Europa, naturalmente se la Juventus finisse nelle prime sette posizioni della classifica. Anche questo è un dettaglio da non sottovalutare nel contesto della ipotetica rincorsa dei viola. 

Cabral e Dodò in due sono costati oltre 30 milioni, se consideriamo anche i bonus. Investimento ingente del quale per ora non c’è riscontro in campo. Cabral è a Firenze da un anno. Doveva essere il dopo Vlahovic e purtroppo il saldo è negativo. Generoso sì, cecchino no. Nell’amichevole di Arezzo non ha tirato neppure in porta. Magari da domani comincerà a far gol. Magari… La pazienza è finita anche perché la Fiorentina ha bisogno di gol e il brasiliano di mestiere fa il centravanti. Ci sono voci circa una sua partenza a gennaio, ma ci paiono poco fondate. La Fiorentina lo aspetterà fino a giugno e se lo scenario resterà il medesimo, all’inizio dell’estate Cabral farà le valigie. 

Dodò è stata un’altra delusione. Aveva delle giustificazioni valide, la lunga sosta lo aveva penalizzato - prima la pausa invernale, poi la guerra, l’ultima partita l’aveva giocata a dicembre 2021-, ma adesso sono esaurite anche quelle. Viene da anni di Champions, un elemento così nella Fiorentina dovrebbe eccellere, punto e basta. La farà prima o poi? Più che una speranza è una richiesta. Dodò è un altro chiamato a dimostrarci qualcosa. Come minimo che non è un altro acquisto sbagliato. 

Quando Jovic è andato al Mondiale speravamo che questa competizione lo rendesse protagonista, invece così non è stato. Ha giocato quasi un tempo nell’ultima gara con la Svizzera, al posto di Vlahovic, ma il suo ingresso in campo è stato impalpabile. In perfetta continuità col campionato italiano, il suo atteggiamento è stato blando, poco interessato alle sorti della sfida. Jovic ha grandi piedi, ma zero sprint. Quando arrivano i cross non si lancia verso la porta con la ferocia dello squalo che attacca la preda. Così non ci siamo, un altro che deve cambiare decisamente marcia. In viola tra serie A e coppe ha fatto 7 gol, non sono pochissimi, ma da lui pretendiamo tanto di più. Perché se segna, la Fiorentina può sperare di tornare in Europa. Jovic non è costato nulla alla Fiorentina, ma ha uno stipendio pesante: sarebbe arrivato il momento di giustificarlo. 

Italiano ha cambiato modulo prima della sosta, scegliendo un 4-2-3-1 affascinante, ma non è quello il punto su cui discutere o dividersi. Il vero tema sono i gol. Un attacco che deve fare il lavoro per cui è stato scelto. Lo schema diventa un aspetto secondario. Tanto la Fiorentina fa bene qualsiasi modulo, la squadra sa giocare. Ma non segnare.