C’È LA JUVE, VALE TUTTO. FRANCHI CON 35MILA ANIME VIOLA. JOVIC PROVA A FAR MEGLIO DI VLAHOVIC: L’EX REAL DEVE TRASCINARE LA FIORENTINA. DIFESA TITOLARE, AMRABAT NEL MEZZO. I RETROSCENA DELLE SCELTE DI ITALIANO

03.09.2022 10:47 di Mario Tenerani   vedi letture
C’È LA JUVE, VALE TUTTO. FRANCHI CON 35MILA ANIME VIOLA. JOVIC PROVA A FAR MEGLIO DI VLAHOVIC: L’EX REAL DEVE TRASCINARE LA FIORENTINA. DIFESA TITOLARE, AMRABAT NEL MEZZO. I RETROSCENA DELLE SCELTE DI ITALIANO

Il 21 maggio sembra ieri, invece sono già trascorsi tre mesi e mezzo. Il trionfo sulla Juve consegnò ai viola il pass per andare a giocare il play off di Conference. Se la Fiorentina oggi pomeriggio si rimangiasse la Juve, si produrrebbero due dati interessanti. 1) È dal ’98 (c’era Lippi sulla panchina bianconera) che i viola non battono due volte consecutive in campionato la nemica di sempre. 2) Italiano eguaglierebbe Radice che nel ’92 sconfisse in due occasioni consecutive la Juventus. Le statistiche storiche sono cartoline dal passato, ma servono per trovare nuovi stimoli. Anche se quest’ultimi alla Fiorentina non mancano quando affrontano i bianconeri. Sia chiaro, nonostante il pensiero di qualche snob, la rivalità è molto sentita anche in casa bianconera. Come ha ricordato Allegri ieri alla vigilia, “per noi non sarà la gara più importante, ma la più difficile perché a Firenze…”. Tutto noto. Il resto lo vedremo in campo.

La Juventus non sta giocando bene, forse pure peggio. Ma questo per Allegri non è un problema e in generale non lo è mai stato per la filosofia societaria. Conta soltanto vincere, se poi i successi arrivano in modo sporco ancora meglio. Il contrario, ad esempio, del Milan di Berlusconi che mettevano sullo stesso piano estetica ed efficacia. La Juventus va avanti sui colpi dei singoli, Vlahovic in testa. Per l’ex viola (che troverà uno stadio contro) 4 gol segnati di cui 2 su punizione e uno su rigore. In Serie A su 19 gare disputate con i bianconeri sono 11 le reti del serbo. Meglio di lui a Torino, sulla distanza delle 20 partite, solo Ronaldo, Higuain e Dybala. Questo per spiegare che anche con lo Spezia la manovra bianconera ha latitato a lungo, ma alla fine è stato il colpo su punizione di un singolo (Vlahovic) a risolvere le difficoltà di Allegri. Il centro di Milik è giunto quasi a tempo scaduto quando i giochi erano fatti. Ma che Vlahovic abbia il gol nel sangue a Firenze lo sanno tutti. Adesso si tratta di capire se Jovic - che oggi vivrà una partita nella partita per la presenza di Vlahovic (sono rivali in nazionale) - saprà diventare un bomber prolifico come Dusan. Italiano, parlando di lui in sala stampa, ha detto che ci sono tutte le condizioni affinché l’ex Real possa ottenere i medesimi risultati di Vlahovic a Firenze. Jovic dovrà trascinare la Fiorentina, quanto prima.

Ci sarebbe anche Cabral, un altro che deve cominciare a segnare. “Sono molto preoccupato perché da 4 gare non facciamo gol…”. Queste le parole di Italiano nel post gara di Udine: bastava guardarlo in faccia per capire che non scherzava.

Con la Juve per l’onore, la rabbia e i punti. Potremmo riassumere così gli assi portanti dell’impegno viola contro i bianconeri. Troppe cose importanti in ballo, da non scartarne nessuna. Ma c’è da scommettere che la Fiorentina farà la gara e la Juve la aspetterà, pronta a ripartire con ribaltamenti di fronte al vetriolo. Servirà molta attenzione alla squadra di Italiano, ma al netto di una forza complessiva della formazione di Allegri, per la Fiorentina l’impresa non sarà impossibile. A patto che la concentrazione non scemi. E in avanti, alla prima chance, i viola dovranno avventarsi sul pallone con la ferocia di chi crede nel proprio destino. Meno tiri al giro, spesso irritanti, e più botte di collo piede, a tirar giù pali e traverse, portiere compreso. Questa dovrà essere l’anima della Fiorentina.

Torneranno i pezzi grossi, a cominciare dalla difesa. Ci proviamo. In porta più Gollini di Terracciano, nella logica dell’alternanza, poi Dodò, Milenkovic, Igor e Biraghi. In mediana Amrabat, con Barak e Maleh. Davanti Jovic, accompagnato da Ikonè (ma occhio a Kouame) e Sottil.

Italiano è stato criticato per i 9 cambi nella formazione titolare di Udine rispetto alla sfida col Napoli. Era già successo anche ad Empoli. In effetti 9 uomini nuovi non possono essere inseriti sotto la voce turnover, sarebbe più corretto parlare di stravolgimento di una squadra. Al di là, però, delle questioni di semantica calcistica, Italiano non è un matto posseduto dalla voglia di stupire. Non cerca effetti speciali, non è nel suo stile. Non crede che la partite le vincano gli allenatori, meno male: lui pensa ancora che i protagonisti siano i calciatori (non tutti i suoi colleghi la pensano così). Non è un talebano dello schema, è pronto a modificarlo se ci sono le condizioni. Commette degli errori, sicuro, come tutti gli altri tecnici. Sta facendo esperienza: pochi ricordano che ha due anni soltanto di Serie A alle spalle e zero nelle coppe. Siamo certi che tra poco tempo le rotazioni totali finiranno: intanto perché sarà concluso il periodo di rodaggio estivo e soprattutto perché è stata superata brillantemente la trappola del play off di Conference. Inutile negarlo: allenatore, squadra e società avevano pensato quasi esclusivamente al passaggio del turno. E non avevano torto: se la Fiorentina non fosse entrata in Conference la stagione ad agosto sarebbe stata fortemente compromessa.

Quindi le condizioni fisiche dei singoli: non saranno più disomogenee rispetto al gruppo. Tutti più o meno avranno lo stesso grado di preparazione e quel punto andrà in campo soltanto chi dimostrerà di essere più in palla. Alcuni giocatori sono stati preservati, prendiamo Jovic, perché in ritardo sulla condizione. Vale lo stesso per Dodò. Altri hanno avuto acciacchi (senza che ne venisse dato conto) e anche per questa ragione Italiano ha fatto dei cambi repentini nell’undici di partenza. Sottil durante la rifinitura prima di Udine ha preso un colpo alla schiena, Biraghi non era al meglio, Amrabat era uscito male dalla battaglia col Napoli. Giocatori che dovevano recuperare. Forse il vero turnover di Udine è stato in attacco con Jovic-Cabral e Terracciano-Gollini. Morale: Italiano non è esente da critiche, ha commesso errori e altri ne farà, è umano. Ma non tutte le scelte fatte sono state dettate dal desiderio di cambiare, quanto dalla contingenza. Anche se nessuno ce lo aveva detto.

Dobbiamo mettere in conto pure un’altra valutazione: nella speranza di vedere una Fiorentina impegnata a lungo in Europa, purtroppo gli allenamenti diminuiranno. Tutto il tempo di cui hanno beneficiato Italiano e lo staff nella scorsa stagione, si assottiglierà notevolmente. La Fiorentina dovrà crescere capendo di allenarsi giocando le partite, in Italia e all’estero. È la piacevole condanna di chi va avanti nelle coppe. È un pedaggio da pagare se si vuole uscire dalla pelle delle mediocrità per tornare finalmente grandi.

Per questo ci saranno un po’ di montagne russe nella stagione viola. Prepariamoci a non condannarle.

Ci sarebbero da fare anche alcune considerazioni sul mercato, ma adesso è il momento di Fiorentina-Juventus. Torneremo con calma sul tema. Intanto diamo un 6 alle trattative viola, la media tra acquisti e cessioni, considerando poi che la miglior operazione in assoluto è stata la conferma di Milenkovic. La peggiore, invece, non aver rinforzato la difesa dopo aver trattenuto il serbo.

E ora andiamo al Franchi. Ci saranno 35mila anime viola. Si alzi il sipario.