BRAVO BEPPE, SALVEZZA IN ANTICIPO: ORA 4 GARE PER ORGOGLIO E DIGNITÀ. PANCHINA: IN POLE JURIC E GIAMPAOLO. MARANGON E FIORENTINA SI DICONO ADDIO

20.07.2020 00:20 di Mario Tenerani   Vedi letture
BRAVO BEPPE, SALVEZZA IN ANTICIPO: ORA 4 GARE PER ORGOGLIO E DIGNITÀ. PANCHINA: IN POLE JURIC E GIAMPAOLO. MARANGON E FIORENTINA SI DICONO ADDIO

Non è una notte da caroselli rumorosi con clacson impazziti, ma è comunque un momento importante. La salvezza della Fiorentina, adesso matematica, è una cosa seria perché lo sport è la metafora della vita: se non ci ricordiamo da dove siamo venuti, non si può capire dove siamo, soprattutto dove andremo. 

E’ stata una stagione tribolata, non soltanto per colpe e sfortune, ma per quello che è successo fuori dal campo. Un campionato interrotto per oltre 3 mesi e poi riannodato non può essere considerato normale. Un’annata falsata, poco credibile, ma che alla fine ha stilato una classifica. Piaccia o no, questa è la verità. Con vincitori e sconfitti. Ecco, la Fiorentina ha rischiato seriamente di finire nelle fila dei secondi. Sarebbe stato un verdetto atroce nel primo anno di Rocco Commisso, presidente entusiasta, generoso, con le idee chiare, seppur alle prese con le difficoltà del calcio italiano. Invece la Fiorentina si è salvata con 4 giornate di anticipo. Merito di tutti. E di Iachini, sia chiaro. 

Beppe è stato chiamato ad aiutare la squadra viola durante le vacanze di Natale. Montella non era riuscito a scrollarsi di dosso quel finale precedente di stagione, con la serie A mantenuta, a rischio coronarie, nell’ultima giornata col Genoa. Iachini è arrivato con 18 mesi di contratto ed una sola richiesta imprescindibile: salvare la Fiorentina. L’aria era pesante, i viola scivolavano verso il baratro, la retrocessione in quel frangente era solo a due punti e in particolare beccavano gol a tutto spiano, senza la capacità di andare a farne. Il 6 gennaio a Bologna c’era molta paura, quasi panico e invece alla fine se non ci fosse stato l’euro gol di Orsolini, a tempo scaduto, Beppe avrebbe (ri)esordito in viola con un trionfo. 

Serviva uno come Iachini: pratico, schietto, temprato nelle situazioni difficili, con un bel cuore viola, senso di appartenenza caro ai tifosi. Iachini ha fatto un ottimo lavoro, il prodotto è sotto gli occhi di tutti. La difesa ha smesso di prendere reti a ripetizione, i giocatori si sono uniti nello spogliatoio e in trasferta sono arrivate 4 vittorie. Senza dimenticare l’exploit in Coppa Italia con l’Atalanta. Certo, la Fiorentina ha continuato a sbagliare caterve di gol anche se Cutrone ha segnato consecutivamente tre reti e in carriera non gli era ancora successo. Quindi qualcosa si è mosso. Anche Chiesa è cambiato, con Iachini ha creato un rapporto, capendo il senso del sacrifico. Federico ce l’ha messa sempre tutta. Beppe merita un grazie non formale. Non ha fatto un’impresa, ma un tecnico meno preparato e rodato di lui avrebbe potuto fare disastri irreversibili. Questo significa ricordarci da dove siamo partiti. 

E’ giusto pure sottolineare che Rocco all’inizio aveva indicato come obiettivo stagionale “fare un po’ meglio dell’anno prima”. Bene, oggi c’è già un punto in più del 26 maggio 2019. E mancano ancora 4 gare. Commisso può essere, almeno per questo, contento

La Fiorentina, però, ha voglia di cambiare guida tecnica. Legittimo, per carità, il calcio è questo. Il problema, semmai, è decidere in tempi brevi e non fallire il nome. Da oggi parte la caccia definitiva, ci sono due candidati più forti di altri: Juric che non firma per adesso il rinnovo con il Verona e Giampaolo. Ce ne sono anche altri, sicuramente, pensiamo a Di Francesco, ma Juric e Giampaolo hanno i riflettori viola puntati contro. Nuovo allenatore, significa mercato: altro punto decisivo. Barone e Pradè saranno chiamati a rinforzare il gruppo inserendo molta qualità. Commisso ha ambizioni europee, per soddisfarle servono calciatori di spessore. Denari e competenza, queste dovranno essere le linee guida del mercato viola. 

Intanto la Fiorentina di Iachini dovrà disputare le ultime 4 partite del campionato: con 42 punti sarà più facile giocare. Cuore sgombro, mente libera. Sarebbe bello se la Fiorentina facesse 4 prestazioni super, per orgoglio e dignità. Per rendere la classifica più godibile dal punto di vista estetico. Ci aspettiamo sorprese positive. 

Ci saranno cambiamenti dentro la società. Uno riguarda il team manager Alberto Marangon. Il dirigente e la Fiorentina si diranno addio. Le strade si divideranno. Maragon, nel calcio da 25 anni, è un professionista stimato che anche a Firenze ha svolto benissimo le proprie mansioni. Ancora non è chiaro con chi sarà sostituito, mentre i rumors lo danno di ritorno a Genova, sponda Samp, dove ha trascorso in passato un lungo periodo. Stesso discorso di Beppe, pure ad Alberto va un grazie non formale per il contributo offerto alla Fiorentina.