BONAVENTURA, UN JACK NELLA MANICA VIOLA. MA IL MERCATO NON PUÒ CHIUDERSI QUI: PRADE’ DEVE VENDERE, BEPPE ASPETTA BOMBER E REGISTA. OGGI L’ESORDIO DI RIBERY, MA SENZA MEZZA SQUADRA. IN CAMPIONATO SI RIPARTIRÀ DAL SOLITO 3-5-2

06.09.2020 00:01 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
BONAVENTURA, UN JACK NELLA MANICA VIOLA. MA IL MERCATO NON PUÒ CHIUDERSI QUI: PRADE’ DEVE VENDERE, BEPPE ASPETTA BOMBER E REGISTA. OGGI L’ESORDIO DI RIBERY,  MA SENZA MEZZA SQUADRA. IN CAMPIONATO SI RIPARTIRÀ DAL SOLITO 3-5-2

Bonaventura sarà il primo acquisto dell’estate viola. Con lui Iachini avrà un Jack nella manica dal gol facile. L’ex milanista infatti segna e fa segnare, copre molti ruoli e finisce le partite dopo aver macinato chilometri. In campo è un generoso, una preziosa arma tattica che fa felice ogni allenatore. Nella vita è un ragazzo mite, che ha scelto Firenze per prendersi la sua rivincita da chi lo ha lasciato andare e per raggiungere un obiettivo ambizioso: l’Europeo. Se sta bene, se i problemi al ginocchio saranno solo un brutto ricordo, per la Fiorentina è un ottimo affare, anche perché le cifre del suo ingaggio (1,8 milioni l’anno) sono alte ma restano nei parametri della società. 
Bonaventura però non può escludere l’arrivo di un regista. Commisso è stato chiaro, certe cifre al momento non si possono spendere, a meno che le risorse non arrivino dalle cessioni. Iachini però ha chiesto bomber e play da tempo. Per il centravanti si aspetta di capire se esiste davvero una pista più convincente di quella che porta a Piatek, mentre in mezzo Torreira resta il candidato più serio. Costa parecchio, è vero, ma resta fondamentale per fare il vero salto di qualità. Pulgar in quel ruolo fatica e l’idea di adattarci Amrabat non convince, soprattutto perché Sofyan è diventato la sorpresa del campionato giocando a tutto campo, senza risparmiarsi, portando palla e inseguendo ovunque gli avversari. Chiedergli di snaturarsi, rischierebbe di diventare un autogol. Serve un altro sforzo insomma, anche se è comprensibile che convivere con la grana Chiesa e con quel nugolo di esuberi che ha ancora la Fiorentina, non sia l’ideale. Il Milan intanto insiste per Milenkovic. Ramadani anche ieri ne ha parlato coi rossoneri, ma Rocco tiene duro: 40 milioni o non se ne fa nulla, anche a costo di tenersi il giocatore senza rinnovo contrattuale. Dal Diavolo però potrebbe comunque arrivare un piccolo tesoretto, visto che Rebic è vicino a diventare tutto rossonero. Sarebbe un’ottima notizia, il bilancio viola boccheggia ma il campionato è alle porte e la Fiorentina resta incompleta. 
Oggi intanto si torna in campo, anche se l’amichevole con la Lucchese servirà quasi esclusivamente a mettere un può di benzina nelle gambe e magari a mettere in mostra qualche giovane, Agudelo su tutti. Beppe ha troppe assenze (mancano i due centravanti, non ci saranno Chiesa e l’acciaccato Castro, ma neanche Pulgar, ancora alle prese col Covid, né Milenkovic e Drago) e dovrà rimandare ogni idea di rivoluzione tattica. Si ripartirà dal solito 3-5-2, con Kouame unica punta disponibile. Ci consoleremo con l’esordio di Ribery e magari con qualche buona giocata di Amrabat. Il pensiero però va al 19 settembre. Come detto, il campionato è alle porte e l’impressione è che questo possa diventare l’inizio di stagione più strampalato (e quindi rischioso) di sempre. I giocatori, tutti, sono indietro di condizione (pensate alla partita che ha fatto la Nazionale…), gli allenatori non hanno tempo per imporsi (il Toro ieri ha perfino perso con la Pro Vercelli) e il Covid minaccia di lasciare in quarantena qualche pezzo da novanta. A Firenze si fa un gran parlare di rivoluzione tattica, ma l’impressione (per non dire certezza) è che il buon Beppe riparta da quello che la sua squadra conosce meglio. Difesa solida e palla a Ribery. Il resto, magari, verrà più avanti. Proprio come i rinforzi che servono per costruire una Fiorentina davvero in grado di puntare in alto.