BIANCO, ROCCO E VERDONI

06.08.2021 11:48 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
BIANCO, ROCCO E VERDONI

Il vecchio Dg viola Corvino era uno che talvolta si arrabbiava, ma alla fine si rivelava uomo di spirito, un episodio in tal senso ci è venuto in mente pensando al titolo di questo articolo, mutuato da un film di culto del cinema comico italiano, quel ‘Bianco Rosso e Verdone’, secondo film della luminosa carriera di Carlo Verdone. L’episodio è l’arrivo di Daniel Osvaldo alla Fiorentina nell’agosto 2007, ai tempi sul sito internet che gestivamo, demmo la notizia di Osvaldo pubblicando un video tratto dal film di Bud Spencer ‘Bulldozer’, in cui il gigante barbuto va dal barbiere che gli chiede: ‘Barba o capelli?’ e Bud Spencer risponde: ‘Osvaldo’. Corvino lì per lì si arrabbiò, perché la nostra scelta editoriale inconsueta poteva sembrare una presa per i fondelli. E infatti lo era, ma la bufera durò poco e il dirigente viola infine ne rise con noi.

Ma torniamo al nostro Bianco Rocco e Verdoni, e partiamo con Bianco, inteso come Alessandro Bianco, giovane centrocampista viola distintosi nel ritiro di Moena che per alcuni potrebbe andare a riempire la casella mancante della squadra di Italiano, quella del regista, sull’eventuale scelta di affidarsi ad un giocatore così giovane per un ruolo tanto importante, chiediamo proprio a Corvino il quale non esita, ma risponde con entusiasmo: ‘Se non posso arrivare ad un grandissimo del ruolo, ad un Pirlo, è ovvio che rischio su un giovane, peraltro Bianco, come  Krastev (altro giovane tenuto in grande considerazione da Italiano) è un top di grandi prospettive..."

I recenti azzardi che hanno pagato molto, quali Chiesa e Vlahovic, il primo lanciato da Sousa, il secondo rivitalizzato da Prandelli, e oggi due tra i giocatori più forti e cercati d’Europa, spingerebbero a tentare un altro azzardo, già perché affidare le chiavi del centrocampo gigliato ad un calciatore tanto giovane ed inesperto, sarebbe comunque rischioso, anche se in rosa c’è Pulgar che ha ricoperto il ruolo, ma rimane un adattato. La sensazione comunque è che il club viola sia solleticato dall’idea di risparmiare sul ruolo, evitando di gettarsi su operazioni troppo care per assicurarsi un regista di grido. E s’arriva a Rocco, il nostro Rocco, deus ex machina della Fiorentina, misura delle ambizioni di una città, Rocco che non può svariare dal: ‘I soldi non sono un problema’, alle politiche più sparagnine come quella di far mancare un regista forte ed esperto ad una squadra che punta sul gioco, come quella di Italiano.

E’ Rocco che deve farci capire la vera dimensione della sua Fiorentina, perché se Vlahovic resta davvero è un conto, se va via è tutto un altro, e così per le vicende di Bianco e della casella regista e la questione Milenkovic, cartina di tornasole del valore che avrà la futura difesa della squadra. Tutti banchi di prova per misurare le reali ambizioni del club in questa che viene indicata come la ‘ stagione zero’ della gestione Commisso. Ma è tutta questione di soldi, dirà più di qualcuno. Già i verdoni, dal colore verde dei dollari, i dollari di Rocco.

Rocco ne ha messi parecchi di verdoni nella Fiorentina, in termini di ricapitalizzazione si tratta di 67.824.166 milioni di euro al 30 giugno 2020, più altri 25 milioni a campionato in termini di sponsorizzazione Mediacom alla squadra ( si tratta della seconda maggiore sponsorizzazione di tutta la serie A dietro alla sola Juve). Ne ha messi tanti e probabilmente ne continuerà a mettere e la smettano i commercialisti de noantri che dicono: ‘Ma tanto i conti della Fiorentina sono a posto’. No, i conti della Fiorentina dipendono dai finanziamenti di Commisso che in due anni tra ricapitalizzazione e sponsorizzazione fuori mercato ha immesso nelle casse viola 117,8 milioni di euro, ma la situazione non è ripetibile in eterno e se l’azienda viola non aumenterà il fatturato, non è prevedibile che il proprietario continui a finanziarla a questi ritmi.

Certo, si sa che i fatturati non aumentano senza grossi investimenti e vittorie sportive. A medio termine la quadra andrà trovata. In tal senso non ci pare casuale la scelta radicale di marketing che ha portato il club viola a modificare il marchio, tornando al famoso giglio anni ’80 ( inaugurato dai Pontello) che campeggerà sulle nuove maglie della prossima stagione.  E’ chiaro che si tratti di un tentativo di razzolare più verdoni possibile attraverso il marketing, così il club torna esclusivista del suo marchio tenta di fregare i pirati e vende più maglie ufficiali, il tutto richiamando, forse scaramanticamente, una Fiorentina anni ’80, ovvero l’ultima che fu derubata di uno scudetto nel 1982.

E’ la maglia? Bella? Brutta? La domanda l’abbiamo girata ad un tifoso adolescente, Giorgio, vero esperto calcistico di casa Prizio, la risposta è stata netta: ‘Babbo è bellissima….’. Che tradotto per un padre, significa tirare fuori un centone al più presto per regalargliela.