BELOTTI VALE UN ULTIMO ASSALTO. SERVE UN NUOVO DIRETTORE SPORTIVO CHE OPERI IN AUTONOMIA. A BARONE LA GESTIONE AMMINISTRATIVA. AQUILANI PUÒ ESSERE L’ALLENATORE DEL FUTURO

26.01.2023 11:05 di Luca Calamai Twitter:    vedi letture
BELOTTI VALE UN ULTIMO ASSALTO. SERVE UN NUOVO DIRETTORE SPORTIVO CHE OPERI IN AUTONOMIA. A BARONE LA GESTIONE AMMINISTRATIVA. AQUILANI PUÒ ESSERE L’ALLENATORE DEL FUTURO
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© foto di Federico De Luca

Partiamo dall’ultima emozione. La vittoria in Supercoppa della Fiorentina impone una riflessione su Alberto Aquilani. Era arrivato con l’etichetta di raccomandato e, invece, ha dimostrato di essere un vero mago del settore giovanile. Un allenatore così va blindato. Può, anzi deve essere lui l’erede di Italiano. Aquilani va preparato a questa sfida. Permettendogli di arricchire il suo bagaglio, di andare a rubare segreti a qualche grande allenatore. Un po’ come fece Berlusconi con il giovane Capello. Alberto può essere veramente un bella storia futura colorata di viola. Prossima o remota dipende da Italiano.

Passiamo al mercato. L’attaccante ancora non è arrivato ma non ci arrendiamo. Certo, penso che Petagna sia peggio di Cabral, non capisco a cosa servirebbe Bonazzoli e Zapata convive negli ultimi tempi con troppi problemi fisici. Però credo che Belotti, che pure non accende più di tanto, valga un ultimo assalto. La Fiorentina è in corsa su tutti i fronti. Può vincere la Coppa Italia e la Conference può anche conquistare l’Europa attraverso il campionato. Possibile che Commisso non abbia voglia di alzare l’asticella? Di fare un anticipo di cassa regalando un bomber che riaccenderebbe l’entusiasmo dei tifosi viola e anche del gruppo squadra nel momento decisivo della stagione? Capisco che il patron sia amareggiato per i tanti soldi spesi male nelle ultime campagna acquisti. E allora lo scelga lui il nuovo centravanti. Commisso ci capisce di calcio. Si tolga uno sfizio come ha fatto con Amrabat. Che è stata una delle stelle dell’ultimo mondiale.

Poi, a marzo la Fiorentina punti su un direttore sportivo che abbia totale autonomia nel rispetto di quelle che sono le indicazioni programmatiche della proprietà. Firenze piace a tutti. Un anno e mezzo fa Giuntoli e Sarri erano pronti ad accettare questa sfida. La città e i colori viola hanno un fascino speciale. Ma quelli bravi pretendono di avere una catena di comando chiara. Un Presidente che detta la linea, un uomo mercato che sceglie i calciatori e un allenatore che i valorizza. E’ la formula del Napoli che sta vincendo lo scudetto. Nel calcio italiano sanno tutti che il mercato lo fa Barone. E’ questo il nodo da sciogliere. Commisso potrebbe affidare al suo braccio destro la gestione amministrativa del club affidando la parte sportiva a un manager preparato. Oppure può andare avanti così. Duecento milioni investiti per non avere un centravanti. Al Presidente basterebbe pochissimo per ritrovare la Firenze dei suoi primi giorni. Lui ha ancora l’affetto e la fiducia dei tifosi. Lui.