BELOTTI, IL TORO NON LO MOLLA E RINNOVA. I VERI PIANI DEL MERCATO VIOLA. ROCCO NON È BABBO NATALE. NARDELLA PRIMA CON LA MERCAFIR ORA CON IL FRANCHI BLOCCA LA FIORENTINA. CALCIO-CAOS: C’È CHI VUOL CHIUDERE TUTTO

19.05.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
BELOTTI, IL TORO NON LO MOLLA E RINNOVA. I VERI PIANI DEL MERCATO VIOLA. ROCCO NON È BABBO NATALE. NARDELLA PRIMA CON LA MERCAFIR ORA CON IL FRANCHI BLOCCA LA FIORENTINA. CALCIO-CAOS: C’È CHI VUOL CHIUDERE TUTTO

Ragazzi, ancora una volta ha ragione Rocco: se vogliamo sognare tanto vale farlo in grande, pensiamo a Messi, a Ronaldo, a quella gente lì. Minchia, signor tenente…

Detto che qualcuno (i Soliti Noti) ora scriverà che la Fiorentina li sta trattando davvero (si accettano scommesse…), il ragionamento dello zio d’America nella sua striscia quotidiana da New York, è la sottile risposta a chi ogni giorno accosta dieci-dodici giocatori alla Fiorentina. Nella fattispecie il riferimento del giorno non è assolutamente casuale, l’ironia è chiaramente rivolta all’idea Belotti che qualcuno ha già visto al bar Marisa dimenticando che era chiuso. 

Nessuno in Fiorentina ci ha mai pensato, né ora, né a gennaio, ma tira via…Anche ragionando di calcio domando e mi domando: che fai, vendi Chiesa per 60 milioni e vai a comprare Belotti per cinquanta? 

Cui prodest? Cosa protesti, tradurrebbe Lui se fosse ancora qui ad allietarci… 

Insomma, dimenticate Belotti. Non perché non sia un goleador, lo prenderei anch’io molto volentieri, ma perché il Torino non lo vuol vendere e la Fiorentina non ci ha pensato.

Cairo sta programmando una rivoluzione, ha preso un nuovo Ds (Vagnati), sta scegliendo l’allenatore (Semplici? Speriamo per lui), deluso manderà via diversi giocatori, ma per Belotti vede un futuro da bandiera. Gli sarà proposto un rinnovo con importante aumento d’ingaggio. Se volesse andarsene? Alcune società (non la Fiorentina) sono in fila. In testa c’è il Napoli che ha proposto Petagna (già preso) e una trentina di milioni. Ma, ovviamente, è tutto bloccato.

E come potrebbe non essere altrimenti? 

Vi rendete conto che la Serie A non sa ancora cosa sarà del suo futuro, se si tornerà a giocare, se arriveranno i soldi delle Pay Tv, cosa sarà delle casse e dei bilanci…In questa drammatica incertezza come fai a valutare giocatori, a fare proposte economiche, a prendere impegni?

La Fiorentina ha le idee chiare, ma come vi ho già scritto più volte, il mercato è congelato. Poi ci sono dei nomi che girano (Kumbulla è uno) da cancellare, altri che non servono, ma il mercato è qualcosa di divertente e prendiamolo così, con leggerezza. La Fiorentina, fra l’altro, sta appena uscendo da due mesi drammatici a causa del Coronavirus che ha colpito duramente, ma questo lo dimenticano in tanti. Aggiungo: i Viola si sono messi parecchio avanti a gennaio portando a casa Amrabat, Duncan, Kouame e Cutrone e questo andrebbe ricordato. C’è poi da capire cosa faranno Chiesa e Milenkovic. Restano? Un sì o un  no spostano parecchia roba…

Se vogliamo allargare il discorso, anche la decisione finale su Iachini è ancora da prendere. 

Di sicuro però Rocco ha forza,  arriveranno tre giocatori di prima fascia, uno per reparto e altre operazioni di contorno si faranno, nascerà una bella Fiorentina, questi almeno erano i piani pre-Pandemia e tali dovrebbero rimanere. Ma poi, ovvio, c’è anche qualche idea che frulla. Paqueta piace, ed è vero. Già trattato a gennaio, ma confermo che lo vuole ancora Leonardo al Psg. Torreira vuol tornare in Italia e piace anche lui, ma guadagna troppo. Su Cistana si ragiona, ma in difesa serve un leader.

È chiaro che Pradè e il suo team di lavoro si sono già messi all’opera, chiamano, sondano, guardano filmati, ipotizzano, ma i piani veri e le decisioni  arriveranno soltanto quando si avranno le idee più chiare sul campionato, sulle risorse a disposizione e sul futuro. Fra giugno e luglio.

E qui torno a Rocco e alle sue parole di sempre, ma anche di ieri. Sintetizzo: sono lo Zio d’America, non Babbo Natale. Chi gli accosta giocatori da 60 milioni a botta, chi pensa a campagne acquisti da duecento milioni, non ha capito Rocco e non ha capito il calcio.

Rocco è un imprenditore con grande passione, vuole far tornare la Fiorentina fra le grandi, ma con intelligenza, raziocinio e programmazione di chi sa come si gestiscono le aziende. Chi pensa a un altro Cecchi Gori non ha capito nulla, ma lui ve lo dice chiaramente. Anche ieri ha parlato di fatturato. Dove vai se fatturi soltanto 100 milioni? 

Da poche parti nell’immediato, migliorerai un po’ con la spinta di Rocco, ma il salto potrà arrivare soltanto quando il fatturato salirà di cinquanta-cento milioni. Non è facile. Questo è il discorso più complesso da fare, molto più complesso che comprare un giocatore. 

Una bella spinta ai bilanci, anche questa è minestra riscaldata, nell’immediato può arrivare da un altro investimento immobiliare dopo il Centro Sportivo. Rocco ha 300 milioni da spendere per lo stadio, centro commerciale, albergo, musei e annessi, roba grossa. E qui siamo sempre ai discorsi. Si fa finta di non capire. 

A Nardella non è bastata la campagna della Mercafir con sconfitta finale, ora vuol fare del Franchi restaurato un altro suo cavallo di battaglia zoppo. Ma ammesso e non concesso che si possa intervenire su un bene vincolato e perfino alienare, c’è da dire ancora una volta che uno stadio bello e accogliente, restaurato, non risolverebbe il problema. Serve tutta l’altra cubatura che porta reddito e non credo che a Campo di Marte si possano mettere mattoni su mattoni come nel Lego. Prendiamone atto se vogliamo il bene della Fiorentina. Con la Mercafir s’è perso un anno, quanto ne vogliamo ancora perdere parlando del Franchi, della Sovraintendenza e robe amene? Vogliamo far disamorare Commisso?

Nardella ha tante cose da fare, lo capisco, ma provi a trovare una soluzione praticabile per Rocco e per la Fiorentina. Se non ci riesce, lasci perdere l’idea dei confini comunali che stanno diventando un freno insopportabile. L’ho già detto e mi ripeto: Nardella prenda comunque le redini della vicenda in quanto sindaco metropolitano, la cavalchi in accordo con i sindaci interessati, piloti lo stadio su un’area adatta e accessibile, impegni la regione e gli altri enti al fast fast fast per fare davvero lo stadio della Fiorentina. E se dovesse sorgere a due chilometri dai confini sarà sempre lo stadio di Firenze. Ma evidentemente c’è qualcosa che mi sfugge, che non riesco a capire con il mio quoziente. Forse non ci arrivo (possibile) o forse non sono un politico (probabile).

Non arrivo a capire neppure cosa stiano combinando quelli del calcio. O meglio, lo capisco benissimo. C’è una spaccatura verticale fra i poteri del pallone che unita al presappochismo e alla inettitudine di molti, ci fa assistere all’ultimo ridicolo balletto chiamato protocollo. Il balletto del Protocollo mandato in scena dal calcio con la complicità di un Governo che sotto sotto forse sarebbe molto contento se il calcio si arrendesse al Coronavirus. Già fanno fatica a far ripartire il Paese (e sono buono), figuriamoci accollarsi anche la grana di 124 partite di calcio da giocare a porte chiuse fra protocolli per gli allenamenti collettivi, tamponi e cog…

Così, intanto, in attesa di capire il presidente Figc, situazione Gravina (nomen omen), seconda citazione latina, sembro Lotito, ha bloccato tutto il calcio fino al 14 giugno. Udite.. Udite… Chi gioca al pallone peste lo colga… O giù di lì.

Che si fa? 

Riusciranno a ripartire garantendo un minimo di sicurezza sanitaria ed evitando al massimo il rischio di contagio? L’ombra dei play-off e dei play-out avanza minacciosa per accorciare i tempi e giocare meno partite. Questa sarà la settimana decisiva…ma sono già cinque settimane che lo diciamo.