BATTERE IL CAGLIARI PER VOLARE IN CLASSIFICA, MA OCCHIO ALLA SOSTA: ROMA E JUVE INSEGNANO.

21.10.2018 00:00 di Leonardo Bardazzi  articolo letto 6202 volte
BATTERE IL CAGLIARI PER VOLARE IN CLASSIFICA, MA OCCHIO ALLA SOSTA: ROMA E JUVE INSEGNANO.

Quattro vittorie su quattro, dodici gol fatti e appena uno subito: la Fiorentina in casa finora è stata una specie di sentenza, un rullo compressore capace di fare bottino pieno ed essere, allo stesso tempo, miglior difesa e miglior attacco casalinghi del campionato. Oggi con il Cagliari potrebbe arrivare la cinquina e un altro salto in alto in classifica, perché la Roma ha perso e perché il derby di San Siro frenerà almeno una delle due milanesi. Il buon vecchio Trap però diceva “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, e tutti i torti non li aveva. Prima di colorare di viola la domenica bisognerà fare i conti con il Cagliari di Barella, che in questo inizio di campionato ha battuto l’Atalanta (a Bergamo) e fermato il Milan (al Meazza).

Maran, come faceva nel Chievo, vuole un calcio fisico e aggressivo, con due punte (Pavoletti e Joao Pedro) pronte a far male e un trequartista (Ionita) come arma tattica per tagliare le fonti di gioco avversarie. Veretout insomma è avvertito, anche perché proprio Barella (bello il duello a distanza con l’altro gioiello azzurro Chiesa) è in forma smagliante e farà di tutto per confermare la fama di Golden Boy. Il duello a distanza tra lui e Chiesa ovviamente infiammerà la partita: in questo momento - per talento, personalità e voglia di emergere - loro due e Berna sono le facce più belle del nostro calcio. 

Tornando alla partite, in attacco la Fiorentina si troverà di fronte una specie di muro, lo stesso che negli ultimi anni è costato a Pioli e Sousa la qualificazione europea (come dimenticare le decine di punti persi contro le piccole?): al Cholito il compito di rompere il digiuno e vendicare l’amara sconfitta dello scorso anno. La sosta poi è spesso una saponetta scivolosa su cui ci si può far male: chiedere a Di Francesco (asfaltato dallo splendido Leo Semplici) e Allegri per conferma. La capolista impatta in casa con il Genoa, ma almeno l'implacabile bomber Piatek si ferma lasciando a Gabriel Omar Batistuta il record delle reti consecutive messe a segno nelle prime undici giornate di campionato. 

Per non fare come Roma e Juve allora serviranno pazienza e ritmo, adrenalina e talento, organizzazione e tanto cuore. Mancini in Nazionale ha strizzato Chiesa, che forse pagherà un po’ la fatica ma, c’è da crederlo, sguscerà ai terzini anche stavolta. Simeone e Pezzella invece arrivano dall’altra parte del mondo, mentre Pjaca è ancora un punto interrogativo: oggi, per Marko, potrebbe essere l’occasione giusta per battere un colpo. Per tornare decisivo e ricominciare a far sognare i tifosi.

Se lui e Gerson cominciassero davvero a ingranare, ci sarebbe da divertirsi: la classifica infatti è interessante e le concorrenti non sembrano superiori alla Fiorentina. Di sicuro da questo ciclo di quattro partite Pioli si aspetta conferme: alla Fiorentina manca continuità di risultati, ma lo spirito di squadra è quello giusto e il feeling con la città (anche oggi ci saranno 30.000 persone allo stadio) è un valore aggiunto che mancava da diverso tempo. Cagliari, Toro, Roma e Frosinone: quattro partite per confermarsi protagonisti. Pioli ci crede, la squadra anche. E il Franchi, già da stasera, è pronto a dare una grande mano. 

Stavolta poi ci sarà un motivo in più per vincere, e non solo perché il mister (a proposito, auguri) è pronto a stappare una delle bottiglie di Chianti che gli hanno regalato i suoi giocatori. In tribuna ci saranno gli Astori. E già questo basta per emozionarsi. Inutile negare infatti che Fiorentina-Cagliari sia la partita di Davide, 179 presenze in rossoblu e 109 in viola. Nessuno indosserà il numero 13, che in compenso apparirà sulla fascia di Pezzella e in Fiesole, dove i tifosi stanno preparando qualcosa di speciale. Prima della partita gli ultras doneranno una targa alla famiglia di Davide, poi esporranno striscioni e chissà cos’altro per onorare il capitano. In tribuna ci sarà anche Andrea Della Valle, mentre il Cagliari (che ha chiesto e ottenuto una deroga dalla Lega) indosserà una fascia da capitano speciale con un cuore con su scritto “Astori”. Il resto saranno brividi. Perché Davide, come ha detto il dolce Biraghi dopo il suo gol in azzurro, “è parte di noi”.