BARONE PUNTA SU CAMPI E VEDE IL SINDACO. SI OFFRE ANCHE SIGNA. STADIO FUORI FIRENZE? TUTTI D’ACCORDO. NARDELLA INVECE PENSA ALLE OLIMPIADI E AL TOUR E NON AL FUTURO DEI VIOLA. ROCCO SEMPRE PIÙ INFASTIDITO. OGGI SI DECIDE SULLA RIPARTENZA DELLA A

28.05.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
BARONE PUNTA SU CAMPI E VEDE IL SINDACO. SI OFFRE ANCHE SIGNA. STADIO FUORI FIRENZE? TUTTI D’ACCORDO. NARDELLA INVECE PENSA ALLE OLIMPIADI E AL TOUR E NON AL FUTURO DEI VIOLA. ROCCO SEMPRE PIÙ INFASTIDITO. OGGI SI DECIDE SULLA RIPARTENZA DELLA A

Mentre il sindaco Nardella ieri in Palazzo Vecchio mandava in scena l’ennesimo show dell’utopia e degli slogan, il tutto condito con l’ormai noto ottimismo della casa, il pragmatico Joe Barone ha invece pensato bene di dedicarsi a cose più concrete. Lui in Palazzo Vecchio non c’era, ha delegato il fido Alessandro Ferrari, capo della comunicazione. Dove era? Dove è andato a finire il mitico Joe?

La leggenda racconta che il direttore generale della Fiorentina, finito il lockdown, abbia pensato bene di riavviare i contatti con il sindaco di Campi Emiliano Fossi per riprendere in mano tutta la pratica e cercare di stringere sulle possibilità di costruire uno stadio metropolitano, fuori dai confini del comune di Firenze, in tempi rapidi e costi equilibrati. In attesa di conferme, c’è anche chi giura su un incontro proficuo e sull’inizio di una nuova fase di collaborazione, ma non trapelano indiscrezioni di sorta.

Che succede?

Credo che sia ormai abbastanza chiaro a tutti, al di là delle sceneggiate e della figure fantozziane della politica fiorentina, che inseguire la chimera del Franchi restaurato o riesumare il cadavere dell’idea Mercafir sia soltanto una inutile perdita di tempo. Per certi versi siamo alla presa in giro o alla vendita di fumo e Rocco non vuol farsi prendere in giro da nessuno.

Ma anche la gente ormai ha capito. Pensate che una volta sulla vicenda stadio i politici si facevano scudo della volontà popolare, ora sono nudi anche su questo fronte, un sondaggio ha dato una risposta inequivocabile: il 93 per cento dei fiorentini vuole lo stadio fuori comune, purché si faccia, va bene ovunque. Una risposta schiacciante e sorprendente, ma Nardella non tiene più conto neppure degli elettori per inseguire un suo sogno personale, un’ambizione o più semplicemente dei pesanti oneri di urbanizzazione. Non s’è ancora capito.

Ma la Fiorentina che non deve rendere conto a nessuno e non ha lacci con la politica, va avanti tutta su Campi. Anzi, avanti tutta su qualsiasi soluzione percorribile che risponda a quanto chiesto da Rocco: area di proprietà, costi giusti e velocità di realizzazione.

A questo proposito ha dato la sua disponibilità anche un altro sindaco Fossi, Giampiero di Signa: “Mettiamo il nostro territorio completamente a disposizione”, ha detto papale papale. Da un Fossi all’altro.

Fossi che Fossi la volta buona, direbbe qualcuno.

In attesa di sapere, Rocco ha deciso di non commentare le ultime dichiarazioni di Nardella che prima ha parlato di coerenza sostenendo che se la Fiorentina è dei fiorentini, deve rimanere nel comune di Firenze. E poi ieri ha annunciato la Cittadella dello Sport a Campo di Marte.

Ma siccome nessuno sa cosa ci sarà dentro questa Cittadella visto che Nardella non l’ha detto, prima di parlare Rocco vuole capire.

Ma cosa volete che ci sia?

Il Franchi di sicuro non potrà essere abbattuto come vuole Rocco e la Sovraintendenza non si piegherà mai. Ma neppure il ministro. E al massimo l’emendamento della Di Giorgi (se approvato) potrà forse aiutare a snellire, ma il ministro è stato chiaro.

A Campo di Marte si potrà abbattere del 90 per cento il Franchi, si potranno fare quelle gallerie commerciali, alberghi, museo e tutto quello che serve a Commisso per investire e di conseguenza far lievitare il fatturato della Fiorentina? Non credo.

Non sono interventi previsti dal piano urbanistico e anche se Nardella avesse in testa una variante sapete quanto tempo sarebbe necessario per l’iter di una roba di questo tipo? Una vita. Quindi ben venga la Cittadella, ma per la città, per i dilettanti, i settori giovanili, i praticanti, il verde pubblico, altri sport, la riqualificazione del Quartiere, ma non raccontiamo storie sulla Fiorentina e sul suo sviluppo. E se poi Nardella ci tiene così tanto, il Franchi lo faccia restaurare dal comune. A questo proposito mi chiedo, viste le preoccupazioni di oggi, come mai in tutti questi anni il Franchi sia stato lasciato all’incuria e al degrado? Misteri.

Ma è tutto un mistero. Il sindaco ha parlato ancora ieri di Olimpiadi nel 2032, cosa impossibile e non a caso il presidente del Coni Malagò non ha mai detto pio. Ma non basta, ora pensa alla costosa partenza del Tour de France da Firenze. Non sarebbe meglio dedicare tutte queste energie e risorse a risolvere in maniera logica il problema dello stadio per la Fiorentina senza inseguire chimere mediatiche? Sottolineo logica.

La Mercafir ripudiata da Della Valle prima e da Rocco poi (oggi scade il bando) è un’idea morta. Il mito del Franchi restaurato diventerà un’altra illusione e una perdita di tempo.

Non capisco Nardella che nel 2016 parlava della Grande Firenze riferendosi ad ambiziosi programmi della Città Metropolitana e oggi si incaglia in un campanilismo d’antan. Una volta, dei bravi politici si diceva che avessero larghe visioni, andassero oltre l’immediato, pensando a 30, 50 anni avanti. Per il bene delle nuove generazioni. Ma davvero Nardella pensa che lo stadio appena fuori dai confini del comune vada osteggiato e combattuto? Vorrebbe dire non riuscire a guardare oltre, non capire che il rilancio economico di Firenze che vive di straordinaria luce propria, passa soltanto attraverso il coinvolgimento delle popolazioni circostanti. Firenze capitale di un’area  metropolitana sempre più integrata e osmotica, nelle attività, negli interessi, nei trasporti, nelle infrastrutture. Solo così può funzionare e crescere. Sentir parlare del giusto rilancio di Firenze nel mondo e vedere invece poi che a conti fatti per certe cose si opera con lo spirito dei campanili, ingenera non poca confusione. Per far ripartire Firenze servirebbero meno slogan ben conditi mediaticamente e più concretezza. I trecento milioni di Commisso non mi sembrano poca roba in questo contesto, con la drammatica eredità del Coronavirus da combattere.

Nelle mie riflessioni che non possono andare troppo in avanti per i limiti congeniti dell’uomo, ho sempre pensato che uno come Nardella non potesse finire dentro questo cul de sac. Ho sempre pensato che avesse un asso nella manica da giocare al momento opportuno. Lo spero ancora, ma adesso è il momento di tirarlo fuori.

Passando alla Fiorentina-Fiorentina che continua ad allenarsi con serenità e sta imbarcando anche Caceres, oggi sapremo se, come e quando ripartirà la serie A. L’obiettivo è il venti giugno (Fiorentina-Brescia), dopo i quattro recuperi da giocare il 13. Lo scoglio è ancora la quarantena in caso di contagio. Ieri è stato trovato positivo un componente dello staff tecnico del Bologna, per due settimane i rossoblù saranno tenuti isolati dal mondo. Se dovesse accadere dopo la ripresa, il campionato dovrebbe essere sospeso definitivamente. Su questo protocollo non c’è accordo, vediamo se oggi sarà trovato e il calcio potrà davvero ripartire.