BARONE, L’ORSO, LA FOCA E LA CHAMPIONS. E I CAPOLAVORI ANCHE BASTA

24.11.2022 10:25 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
BARONE, L’ORSO, LA FOCA E LA CHAMPIONS. E I CAPOLAVORI ANCHE BASTA

Col calcio che si gioca solo in Qatar, a Firenze impera solo il pallone parlato.
L’ultima inopinata dichiarazione forte, reca la firma in calce di Joe Barone che dismessa ogni prudenza ha deciso di dichiarare apertamente l’obiettivo stagionale della Fiorentina, attualmente decima in classifica, ovvero la qualificazione alla Champion’s.
Obiettivo Champion’s dice Barone, si Champion’s: l’orso polare delle Svalbard, creatura imponente che a -40° sente quasi caldo, è capace di stare giorni  e giorni in attesa davanti ad uno dei buchi scavati dalle foche, suo piatto preferito, le quali nuotano sotto la spessa crosta di ghiaccio e debbono respirare ogni tre quarti d’ora circa.
Prima o poi quindi, la foca emerge e l’orso polare l’acchiappa, per vivere gliene basta una a settimana, l’orso polare delle Svalbard è uno a basso mantenimento, paziente e sa contentarsi.
Perdere la pazienza significa perdere la battaglia, diceva il Mahatma Ghandi.
La Champion’s quindi….
Anche nel pallone si può fare come l’orso polare e  aspettare con fiducia che magari arriva anche la Champions, per caso, per una botta di fortuna, per demeriti altrui.
Poi viceversa, ci si può adoperare perché la foca emerga, quindi investire, creare una grande squadra impegnando mezzi e capacità di scegliere bene- dote non sempre presente in casa viola, dove si è speso  indubbiamente molto, ma molto male.
Taluni dogmatici diranno che tuttavia c’è il ViolaPark, risposta evergreen che vorrebbe zittire tutte le obiezioni e le critiche, ma anche in questo caso è la storia delle Svalbard a soccorrerci, il ViolaPark è cosa buona, ma non basta: alle Svalbard i  norvegesi prima e i russi poi, scoprirono i giacimenti di carbone, in fretta tirarono su Pyramiden, una città con tutti i crismi in stile sovietico, il busto di Lenin, gli appartamenti, la scuola, le piscine, le sale ricreative.
Poi si capì che l’estrazione del carbone costava più di quanto rendesse e la cittadina venne abbandonata.
E’ ancora lì  e tra gli edifici passeggiano le volpi artiche.
Fare calcio impone di perseguire obiettivi sportivi e non solo belle performance di bilancio.
In casa viola persino la gestione dei calciatori, che dovrebbe far parte delle strettissime ed essenziali capacità di un gruppo dirigenziale, lascia più di un dubbio, si pensi anche solo alle polemiche generate dall’attacco pubblico di Barone a Nico Gonzalez, che la cronaca ha dimostrato soffrire di un infortunio vero e non diplomatico, tanto da dover abbandonare il Mondiale, o al caso Sottil, giocatore in bella forma ad inizio stagione, ormai sparito dai radar, senza che venga chiarita la sua situazione., se non con un piuttosto vago ‘ problemi alla schiena’.
Per entrambi peraltro sono già partite le rituali voci di mercato, ma cessioni simili si potrebbero definire  come campagna di rafforzamento si, ma solo altrui, senza contare che  ‘capolavori’ simili( definizione data da Commisso dell’operazione Vlahovic ceduto a gennaio da capocannoniere)  avrebbero già stancato.
Ma gioite!
Sursum corda! 
L’obiettivo è la Champion’s.
Intanto la foca nuota tranquilla sotto il ghiaccio e l’orso paziente aspetta.