ARRIVA ROCCO, AGENDA RICCA: TANTI TEMI SUL TAVOLO, DA VLAHOVIC AL NUOVO ALLENATORE. PRADÈ VICINO ALLA CONFERMA. IACHINI È IL SOLITO, QUINDI BENE COSÌ

05.04.2021 00:00 di Mario Tenerani   vedi letture
ARRIVA ROCCO, AGENDA RICCA: TANTI TEMI SUL TAVOLO, DA VLAHOVIC AL NUOVO ALLENATORE. PRADÈ VICINO ALLA CONFERMA. IACHINI È IL SOLITO, QUINDI BENE COSÌ
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© foto di Giacomo Falsini

Rocco Commisso sta tornando a Firenze e questa è una buona notizia. Non cambiamo idea, siamo ancorati al concetto di calcio che ci hanno insegnato molti anni fa e che non risulta cambiato: più il presidente sta vicino alla sua squadra è meglio è. E’ uno di quei casi in cui sul bugiardino non si leggono controindicazioni. Commisso, da quando è diventato il numero uno della Fiorentina, il 6 giugno 2019, ha preso spesso l’aereo, volando dall’altra parte del mondo a Firenze. E’ innegabile che il presidente abbia fatto il massimo per guardare con i propri occhi, e non con quelli altri, le vicende della Fiorentina. Il massimo, sia chiaro, rispetto ad un dato logistico incontrovertibile: abita nel New Jersey, non in piazza Signoria, vista Palazzo Vecchio. Perché se decidesse un giorno di trasferirsi a Firenze le cose, d’incanto, migliorerebbero subito nella Fiorentina. 

Le difficoltà sono aumentate per colpa della pandemia, altrimenti Rocco avrebbe frequentato ancora di più Firenze. Adesso si ripresenta e la speranza è che ci resti il più possibile: primo perché lo sguardo del presidente non ha paragoni, secondo perché sul suo tavolo troverà questioni cogenti da affrontare. Il rinnovo di Vlahovic, la conferma di Pradè, il nuovo allenatore che dovrà aprire un ciclo, finalmente vincente, nella Fiorentina. Senza dimenticare il tema delle infrastrutture: centro sportivo e stadio. Non mancherà il lavoro a Rocco Commisso, ma lui è abituato a ritmi forsennati, non si farà certo spaventare. 

Partiamo da Vlahovic: si discute del suo rinnovo, determinante anche alla luce dell’esplosione del serbo. Mancano due anni alla scadenza, non ci sono vie d’uscita. O firma o la Fiorentina deve cederlo per capitalizzare ed evitare di perderlo a zero euro. I segnali per adesso non sono negativi: il giocatore ha fatto capire alla dirigenza che resterebbe volentieri, sicuramente di fronte ad un programma più ambizioso di quello attuale. I procuratori sono l’osso duro, ma potrebbe convenire a tutte le parti in causa un prolungamento ed adeguamento del rapporto: Vlahovic guadagnerebbe di più, come merita, e avrebbe contestualmente la possibilità di crescere a Firenze. Anche perché forse ci dimentichiamo troppo spesso che Dusan ha solo 21 anni e per un centravanti sono davvero pochi. La presenza del presidente può aiutare a sbloccare la trattativa, in considerazione pure della buona sintonia che esiste tra il patron italo-americano e il giovane gioiello viola. Non è un dettaglio da sottovalutare. 

Altra pagina da scrivere: quella dell’allenatore. La Fiorentina deve ripartire da un tecnico, condiviso da tutta la dirigenza, che possa farsi protagonista di un ciclo vincente. In due stagioni tre allenatori diversi con Iachini coinvolto in due frangenti. La testimonianza che con la panchina la società non è riuscita ad avere un buon feeling. Ci sta, le battute a vuoto bel calcio capitano a tutti. D’ora in poi però la Fiorentina su quel fronte non potrà più fallire. Dando continuità alla guida tecnica, i viola troveranno una loro serenità. Nomi? Ne girano tanti, ma al momento un candidato forte per il futuro è Rino Gattuso, in uscita da Napoli dopo le turbolenze con il presidente. Può darsi che Gattuso se ne vada lasciando gli azzurri in Champions. Per lui sarebbe un gran colpo anche se, va ricordato, il Napoli ha una rosa di grande spessore. Per “Ringhio” Firenze sarebbe comunque una bella opportunità e avrebbe un profilo perfetto per Commisso, oltre a condividere con Rocco le radici calabresi. Juric, De Zerbi, Italiano restano però nel monitor viola. Meno Sarri che forse sta aspettando proposte con orizzonti diversi. 

A Firenze il dibattito su Pradè è sempre molto caldo perché il mercato non ha sortito gli effetti sperati, in ragione di investimenti consistenti. La classifica parla da sola. Pradè ha precise responsabilità, ma una discussione più onesta sul piano intellettuale imporrebbe una riflessione elementare: il mercato è stato condiviso dai manager viola e non è stato appannaggio solo di un singolo. Detto ciò, nonostante che nei mesi scorsi siano stati accostati alla Fiorentina vari nomi di direttori sportivi come possibili sostituti del dirigente romano, Pradè sembra assolutamente in sella. Sta lavorando alla Fiorentina del futuro e questo fa pensare che la sua conferma, come risulta, sia vicina (il contratto scade il 30 giugno). 

Passiamo alle infrastrutture: Rocco Commisso dovrà occuparsi del centro sportivo, sul quale si sono addensate le nubi dei ricorsi. Per adesso i lavori vanno avanti con grande impegno, il cronoprogramma prevede la consegna chiavi in mano a metà 2022. Ricorsi permettendo, appunto. Poi c’è l’annosa vicenda stadio: crediamo che Commisso voglia capire in profondità il progetto di ristrutturazione del Franchi lanciato dal sindaco Nardella, soprattuto per la parte dei ricavi che dovrebbero interessare la società viola. Anche su questo terreno la discussione è assai viva. 

Intanto la Fiorentina ha fatto un altro passo avanti in classifica: il pari di Genova, ottenuto giocando un tempo in inferiorità numerica, ha consentito ai viola di allungare a più 8 sul terzultimo posto, grazie allo scivolone del Cagliari contro il Verona. Se la Fiorentina non corre, dietro sono quasi fermi. In zona retrocessione si gioca un campionato alla meno, così tanto che la salvezza per i viola potrebbe arrivare tra 5-6 punti e in palio ce ne sono 27 alla fine. 

Iachini è lo stesso di sempre e questa è un’altra buona notizia. E’ il principe del pragmatismo, in un frangente così è l’allenatore ideale. Ha toccato poco o nulla la formazione di Prandelli, dimostrando non solo di avere buon senso, ma spiegando inoltre quanto fosse efficace il lavoro svolto da Cesare, soprattutto nella valorizzazione di alcuni elementi. Prandelli ha lasciato la Fiorentina, per motivi di salute, con un vantaggio di 7 punti sulla zona calda e questo ha consentito a Iachini di riprendere il filo interrotto con un po’ più di tranquillità. Piano piano verso la salvezza, verso la conclusione di una stagione da dimenticare. La prossima è già qui, ora il pallino è nella mani di Rocco Commisso.