ALLA RICERCA DELLA VITTORIA PERDUTA: CUORE E ORGOGLIO PER REAGIRE ALLE INGIUSTIZIE. MA I NUMERI CASALINGHI DIMOSTRANO CHE IL PROBLEMA NON SONO SOLO GLI ARBITRI. CUTRONE BOCCIATO, BEPPE PUNTA SUL MODULO MONTELLA

01.07.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
ALLA RICERCA DELLA VITTORIA PERDUTA: CUORE E ORGOGLIO PER REAGIRE ALLE INGIUSTIZIE. MA I NUMERI CASALINGHI DIMOSTRANO CHE IL PROBLEMA NON SONO SOLO GLI ARBITRI. CUTRONE BOCCIATO, BEPPE PUNTA SUL MODULO MONTELLA

Reagire. Di pancia, di rabbia, con la testa se possibile, ma soprattutto con il cuore e l’orgoglio. L’ingiustizia di Roma fa ancora male, ma la vittoria alla Fiorentina manca da quasi cinque mesi, da quell’1-5 inflitto alla Samp a Genova: era il 16 febbraio scorso, una vita fa. E’ arrivato il momento di invertire la rotta e ricominciare a sorridere. Nel mezzo, è vero, c’è stata la pandemia, ma anche quattro partite (contro Milan, Udinese, Brescia e Lazio) in cui i viola hanno messo insieme appena tre punti. Una miseria, che non ha fatto precipitare la situazione soprattutto per gli stenti delle genovesi, del Lecce e delle ormai condannate Spal e Brescia.

La ricerca della vittoria perduta, stando alle indiscrezioni, passerà dalla rinuncia al centravanti. Un controsenso, soprattutto se pensiamo a quanto bisogno di gol avrebbe la Fiorentina, ma che Iachini considera una scelta ponderata vista la squalifica di Vlahovic e la scarsa condizione di Cutrone. Certo, i dolori del giovane Patrick aumenteranno, ma visto che in carriera l’ex rossonero ha fatto le cose migliori proprio alzandosi dalla panchina, magari questa esclusione diventerà la molla per cambiare il corso di questa (finora mesta) avventura in viola. Chiesa-Ribery dunque torneranno spalla spalla, come con Montella. La coppia aveva iniziato alla grande, mettendo sotto il Milan e facendo venire i sudori freddi a Juve e Atalanta. Senza punti di riferimento là davanti, saranno determinanti gli inserimenti da dietro, di Castrovilli, ma anche del buon Ghezzal visto sabato. Basterà per rompere il tabù Franchi? Di sicuro, in casa serve un gioco diverso rispetto a quello che sbatte sistematicamente contro le difese avversarie. La Fiorentina ha vinto solo tre delle 14 partite interne di questo campionato: non accadeva dal 1970/71, prima ancora che Antognoni esordisse in serie A. Non basta però, perché, sempre in casa, 5 degli appena 7 gol segnati sono arrivati su azione d’angolo: una carestia che racconta di quanto l’analisi debba andare oltre gli errori arbitrali (che comunque ci sono stati) e quanto ci sia da fare per trasformare questa squadra impacciata in una in grado di lottare per l’Europa. Manca il gioco e la capacità di costruire contro difese schierate, mancano crossatori (la Fiorentina è quartultima in A per cross effettuati) e mancano giocatori capaci di duettare con Ribery.

C’è un sacco da fare, Amrabat e Kouame sono ottimi rinforzi, ma non potranno bastare per annullare il gap, enorme, che in questi anni si è formato con le più forti. Commisso ha una voglia matta di incidere, vorrebbe tornare per dare coraggio alla squadra, per risolvere i guai legati ai rinnovi complicatissimi di Chiesa e Milenkovic (Ramadani lo ha già proposto al Milan, sul piatto potrebbe esserci anche Paquetà), scegliere l’allenatore del futuro, continuare la sua giusta battaglia contro le regole del Var e naturalmente per definire il discorso stadio. Dovrà mordere il freno però, perché anche ieri l’Unione Europea ha ribadito che per il momento le frontiere con gli Usa dovranno rimanere chiuse.  

Commisso o no, c’è da vincere per evitare guai. Il Sassuolo divertente ma anche un po’ scellerato di De Zerbi, ha grandi solisti come Berardi e soprattutto Boga, ma anche gravi lacune difensive. Gioca per divertirsi e far gol, senza troppe pressioni. Iachini invece è uomo pratico: marcature strette e ripartire sfruttando le idee di Ribery. Sarà una partita molto diversa rispetto all’ultima giocata al Franchi contro il Brescia. Speriamo lo sia anche il risultato. Dopo il fiele di sabato, c’è proprio bisogno di un po' di serenità.