A UDINE VERSO IL RINVIO. MERCAFIR: LA FIORENTINA DICE NO, NON PARTECIPERÀ AL BANDO. VIOLA, CHE CARATTERE: CERTI PAREGGI SERVONO. IL SALUTO A PIOLI, LA BELLEZZA DI FIRENZE

24.02.2020 00:05 di Mario Tenerani   Vedi letture
A UDINE VERSO IL RINVIO. MERCAFIR: LA FIORENTINA DICE NO, NON PARTECIPERÀ AL BANDO. VIOLA, CHE CARATTERE: CERTI PAREGGI SERVONO. IL SALUTO A PIOLI, LA BELLEZZA DI FIRENZE

Sabato prossimo quasi sicuramente la Fiorentina non scenderà in campo a Udine. La Regione Friuli-Venezia Giulia ha emanato una delibera speciale per affrontare l'emergenza Coronavirus. Si parla di “Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni”, con attuazione immediata con durata fino al 1 marzo 2020. Quindi, aggiungiamo noi, anche Udinese-Fiorentina che si dovrebbe disputare il 29 febbraio 2020. Oggi ne sapremo di più. 

Il calcio italiano è scosso come il resto del Paese, tanto che la Lega pur di non rinviare più gare - calendario congestionato e siamo nell’anno degli Europei - sarebbe disposta a far disputare le partite a porte chiuse. Ma anche su questo terreno regna l’incertezza. 

Passiamo al capitolo stadio. Stante le indiscrezioni che filtrano dal club viola, il vertice della Fiorentina ha deciso: no al bando Mercafir. La società non parteciperà all’operazione. I costi sono giudicati elevati, circa 60/70 milioni destinati, se è possibile, ad aumentare perché le variabili sono tante e le incertezze di più. Persino un rischio bellico in caso di ritrovamento di residuati… Giusto per fare un esempio. Tra poche ore la Fiorentina uscirà allo scoperto e sarà chiara al riguardo, ma è imminente l’ufficializzazione della pietra tombale sull’operazione Mercafir.

Rocco virerà verso Campi? Al di là della buona volontà del sindaco Fossi, anche in quella zona le criticità non mancano e la Fiorentina coltiva tanti dubbi, troppi. La verità che ad oggi sembra proprio un rompicapo trovare un’area da destinare alla realizzazione del nuovo stadio. Franchi? Tutto è in mano alla Soprintendenza che non pare intenzionata a concedere deroghe particolari. Vige l’addizione e non la sottrazione nel capitolo ristrutturazione del vecchio Franchi.   

Passiamo al pallone. 

Il giorno dopo si comprende meglio come il punto col Milan sia stato pesante. Ci sono gare che pensi in un modo e si mettono peggio. Ribaltarle diventa difficile e la Fiorentina, invece, con un uomo in meno è stata capace di pareggiare e nel finale, con una rabbia positiva, è andata vicinissima a vincere la sfida col Milan. Il calcio ormai propone una varietà di soluzioni, nella stessa gara ci sono più partite, quella dei viola è cominciata dopo l’espulsione di Dalbert, quasi alla metà della ripresa. Ed è stata davvero diversa rispetto alla prima.

Ci sarebbe da chiedersi perché nella parte precedente la squadra di Iachini sia stata così bassa, in attesa di un Milan molto più portato a manovrare che a costruire occasioni decisive. Intanto la formazione di Pioli ha certamente qualcosa in più di quella di Iachini, a cominciare da Ibrahimovic. Poi la classifica: rossoneri verso l’Europa, viola indirizzati alla salvezza. Queste potrebbero essere delle spiegazioni. Siamo d’accordo che non sia il massimo vedere una Fiorentina così rintanata e vicina alla propria area, ma dobbiamo anche ricordarci che per salvarsi servono prestazioni attente, umili e velenose. I rischi vanno contenuti, le poche possibilità di segnare sfruttate al massimo. Sono concetti banali, ma sempre attuali se lo scopo, e di questo siamo certi, sia la messa in sicurezza più celere possibile della squadra viola. Non è questo il tempo di pretendere bellezza, occorre solo praticità. La Fiorentina non è esteticamente attraente perché è figlia di errori e di stagioni, ormai molteplici, sbagliate. Il dato positivo è che adesso c’è una base di gioventù su cui investire e alcuni nuovi elementi da scoprire. Su questa piattaforma nella prossima estate il club potrà investire massicciamente e allora, a quel punto, sarà lecito avere risposte anche sul terreno dell’estetica. 

E’ corretto sottolineare come la Fiorentina mentre subiva il Milan riuscisse però a fabbricare delle chance: pensiamo a Milenkovic, che ha creduto poco nel suo tiro da posizione favorevole, e a Castrovilli che ha fallito una palla ottima, servita da Chiesa. Prima del gol annullato a Ibrahimovic, il Milan era stato pericoloso solo con Rebic, bravissimo Dragowski. Eppure in campo pareva ci fosse solo la squadra rossonera, sostenuta da un palleggio autorevole. Ma la proprietà della palla senza la finalizzazione diventa un difetto non un pregio. 

Nella ripresa stessa storia: prima la possibilità sprecata da Chiesa, ottimo Begovic appena entrato in campo, poi la rete di Rebic. Al minuto 17 il Var ha trasformato il giallo in un rosso, Dalbert a fare la doccia, Fiorentina in 10. Il match dei viola è cominciato allora e contestualmente, senza spiegazioni plausibili, il Milan con tutti gli indicatori a favore ha però rallentato e ha perso concentrazione lasciando ripartenze facili ai viola. Non sembrava proprio che la Fiorentina fosse in campo con un uomo in meno. Rabbiosa, tonica sul piano fisico, convinta come prima non lo era stata, quasi liberata da un fardello psicologico. Si può discutere sugli episodi arbitrali, sul rigore dato ai viola e sul vantaggio di Rebic viziato da un fallo di Conti su Castrovilli, ma non si può obiettare sul risultato finale: la Fiorentina per questo atteggiamento, per la risolutezza del suo carattere ha meritato in pieno il pareggio, anzi, alla fine è parso pure stretto alla luce delle clamorose occasioni capitate a Caceres e Vlahovic, quest’ultimo ne aveva avuta pure un’altra. Iachini che è stato criticato per aver abbassato molto la Fiorentina nel primo tempo, forse dovrà essere anche elogiato, con la stessa onestà, per i cambi fatti, fuori Lirola e Castrovilli per Igor e Cutrone, giocandosi un 3-4-2 arrembante con Chiesa largo, detonatore di furore e intensità.  

E’ piaciuta tanto anche la determinazione con la quale Cutrone ha spaccato la partita. Per lui era facile avere motivazioni, un ex scatenato, però non era semplice in quel frangente. Patrick è stato un fulmine nel capire cosa servisse alla Fiorentina. Si è procurato il penalty e ha offerto una prestazione di gran qualità. Speriamo che anche per lui stia per iniziare un nuovo cammino in viola. 

Certi pareggi servono, ma vengono apprezzati di più a fine campionato, a missione compiuta. Il Genoa ha perso e la Fiorentina adesso è a più 7 sulla zona retrocessione. E’ caduto anche il Lecce (la distanza sui giallorossi è più 4 punti). Samp, Torino e Sassuolo, non hanno giocato per la tragica vicenda del Coronavirus quindi non si possono fare, in questo caso, ragionamenti di classifica.

Il confronto col Milan non entrava nel novero delle scontri diretti, ma da sabato prossimo la Fiorentina tornerà in pista. A Udine i punti varrebbero doppio, i friulani ne hanno solo 2 in meno rispetto ai viola. Una partita che non sarà mai più come prima dopo quel maledetto 4 marzo 2018, il ricordo di Davide accompagnerà tutta la giornata e non solo. Quando sabato sera è partito il lungo applauso del Franchi e Pioli ha battuto le mani dalla sua panchina, la pelle si è increspata. Così come quando la Fiesole ha dispiegato quel bellissimo striscione dedicato a Pioli, ricordando al tecnico di essere per sempre uno dei tifosi viola. La grande bellezza di Firenze è questa, la gestione della memoria condivisa. Chi lo merita entra a far parte di questo patrimonio infinito. Chi lo merita è di Firenze per sempre. Un privilegio che non tutti possono avere.