A MOENA ANCHE L'ANNO PROSSIMO. MERCATO CON CALMA, FRA UN MESE L'ESORDIO VIOLA IN COPPA ITALIA. ECCO COME SI PUÒ COPRIRE IL FRANCHI SENZA INTACCARE LA STRUTTURA

13.07.2019 00:01 di Iacopo Barlotti Twitter:    Vedi letture
A MOENA ANCHE L'ANNO PROSSIMO. MERCATO CON CALMA, FRA UN MESE L'ESORDIO VIOLA IN COPPA ITALIA. ECCO COME SI PUÒ COPRIRE IL FRANCHI SENZA INTACCARE LA STRUTTURA

Tutti in America. La Fiorentina è partita per gli Stati Uniti dove proseguirà la preparazione estiva, lasciando a Moena diversi esuberi (dagli ex Primavera Zanon, Bangu e Illanes alla meteora Schetino) e tanti ragazzi, fra classe 2001 e classe 2002 (questi ultimi saranno guidati da Aquilani nel nuovo torneo riservato agli Under 18). Una mezza delusione – inutile nasconderlo – per la Fata delle Dolomiti, che però dovrebbe ospitare il ritiro viola anche l'anno prossimo: l'incontro fra Joe Barone, braccio destro di Commisso, e Andrea Weiss, direttore dell'ATP Val di Fassa, ha gettato le basi per il rispetto dell'accordo fino all'estate 2020. D'altra parte Moena ha investito molto, in questi anni, per migliorare il Viola Village e le strutture di allenamento, come richiesto anche da Montella fin dal lontano 2012.

E mentre a Moena gli occhi dei tifositalent scout saranno puntati sui gemelli Pierozzi (Niccolò e Edoardo, classe 2001), sul centrocampista Fiorini e sul difensore Christian Dalle Mura (2002, ex capitano degli Allievi, protagonista a maggio con gli azzurrini all'Europeo U17), negli Stati Uniti mister Montella – con una squadra assai provvisoria – se la vedrà con Chivas, Arsenal e Benfica. Il mercato viola, in attesa della cessione di Veretout e dell'atteso confronto con Chiesa, potrebbe davvero decollare non prima di un paio di settimane. D'altra parte anche nel 2012 il ds Pradè piazzò i colpi più rilevanti a inizio agosto: Gonzalo Rodriguez, Borja Valero e Aquilani furono ufficializzati il 3 agosto, David Pizarro addirittura il 9 agosto.
Intanto, però, la stagione viola comincerà una settimana prima rispetto alle big: arrivata quint'ultima nello scorso campionato, la Fiorentina esordirà in coppa Italia al terzo turno (in programma al Franchi intorno al 17 agosto, fra poco più di un mese) contro una squadra di serie B, C o D. Se arriverà agli ottavi, superando quindi anche il quarto turno, se la vedrà contro una delle prime otto della scorsa serie A (e il campo, da lì in poi, sarà sempre da sorteggiare).

Le parole di Commisso e Barone, infine, hanno riportato alla ribalta la questione delle infrastrutture. Ma se il paragone con gli Stati Uniti è impietoso, Joe Barone ha confermato, ieri alla Gazzetta, di voler "provare a coprire il Franchi" per "consentire ai tifosi di andare allo stadio senza stare sotto la pioggia". Un'eventualità a cui, una dozzina di anni fa, avevano pensato anche i Della Valle (ricordate il coro "Della Valle coprici lo stadio"?): il Comune fece uno studio di fattibilità e partorì un progetto da 50 milioni di euro per la copertura del Franchi. A quel punto, però, i Della Valle s'interrogarono: "Se dobbiamo spendere una cifra simile, perché non fare direttamente uno stadio nuovo?". E da lì, era il 2007, l'idea della cittadella a Castello e tutta la telenovela – dal sequestro dell'area di proprietà di Fondiaria-Sai all'ipotesi Mercafir – che sappiamo come (non) è andata a finire. 
Ora, invece, si riparla della copertura del Franchi. Un vero e proprio monumento nazionale degli anni Trenta protetto da vincoli architettonici e strutturali su cui non si può certo intervenire direttamente: la soluzione, quindi, potrebbe essere una copertura tenuta in piedi da piloni e tiranti esterni, in modo da integrarsi con l'opera di Nervi che non sarebbe dunque intaccata. Un'ipotesi già studiata nel 2006, quando l'Italia sognava di ospitare gli Europei 2012 (poi assegnati, secondo alcuni in modo non del tutto limpido, a Polonia e Ucraina), e che potrebbe riproporsi oggi. Magari con strutture, tecnologie e materiali ancor più moderni.