A FIRENZE SERVONO EMOZIONI, SOGNI, RICORDI MAGICI E QUALCHE TROFEO: COPPA ITALIA GRANDE OBIETTIVO

15.12.2021 11:04 di Leonardo Petri   vedi letture
A FIRENZE SERVONO EMOZIONI, SOGNI, RICORDI MAGICI E QUALCHE TROFEO: COPPA ITALIA GRANDE OBIETTIVO

La coppa Italia deve essere un obiettivo prioritario. Per questo il match di stasera contro il Benevento va affrontato con lo spirito di chi sa che questa competizione è qualcosa di fondamentale, non solo per la stagione, ma per la storia stessa della Fiorentina, a partire dalla prima vittoria ottenuta nell'edizione 1939/40 quando, il 15 giugno 1940, i viola superarono in sfida secca allo stadio Berta il Genova 1893 con un gol al ventiseiesimo di Celoria.

Da allora la Fiorentina ha alzato questo trofeo altre cinque volte, vivendo per esso momenti fantastici ma a volte anche drammatici, come l'ultima volta, nella stagione 2000/01, a pochi mesi dal fallimento, che sarebbe sopraggiunto al termine dell'incredibile stagione successiva. Quello fu anche, ad oggi, l'ultimo trofeo viola. Era la prima stagione senza Batistuta, per sostituirlo arrivarono Nuno Gomes e Leandro e l'allenatore che aveva appena vinto la Coppa UEFA col Galatasaray, Fatih Terim. Terim fece un'ottima campagna di coppa ma non finì la stagione, dimettendosi con tutto il suo staff in una drammatica conferenza stampa che segnò, di fatto, l'inizio della fine. Ma intanto arrivò Mancini all'esordio da tecnico che sedette in panchina nella doppia finale con il Parma di Ulivieri. Dopo la vittoria al Tardini con gol di Vanoli, il 13 giugno 2001 il gol di Nuno Gomes, che al Franchi pareggiò la rete iniziale di Milosevic, regalò ai fiorentini l'ultima gioia prima del dramma della retrocessione, del fallimento e della ripartenza dalla C2 con i Della Valle.

Tutt'altra storia la finale con l'Atalanta della stagione 1995/96. Ascoli, Lecce, Palermo e Inter le vittime viola prima della finale con i nerazzurri bergamaschi. Era la Fiorentina di Ranieri e la sensazione prevalente era quella che si stesse costruendo qualcosa di bello e vincente. 1-0 all'andata con gol di Batistuta che già ne aveva fatti quattro fra andata e ritorno all'Inter nel turno precedente. Il 18 maggio 1996 Bergamo si tinse di viola. Amoruso al 48' e Batistuta al 61' sancirono il trionfo e aprirono la festa che si protrarrà a Firenze, al Franchi, aperto per l'occasione e gremito alle tre di notte per accogliere la squadra.

Questa vittoria arrivava a ventuno anni di distanza dalla precedente, nel 1974/75. Questa sarà anche l'unico trofeo vinto da Giancarlo Antognoni con la maglia della Fiorentina. All'Olimpico di Roma i viola battono il Milan in una finale emozionante. 3-2 con gol di Rosi a venti dal termine. Apre Casarsa su rigore, pareggio rossonero con Bigon, viola di nuovo avanti con Guerini, pari dell'ex Chiarugi ma, dopo solo due minuti, gol partita di Rosi. Era, quella, la Fiorentina di Nereo Rocco che però a maggio si dimise lasciando il posto a Mario Mazzoni che di fatto alzò la coppa.

Ci sono poi le due edizioni vinte negli anni sessanta, i magnifici sessanta, il decennio più vincente della storia viola con il secondo scudetto, due coppe Italia e l'edizione inaugurale della Coppa delle Coppe. Accade proprio nel 1960/61 che la Fiorentina vinse entrambe le coppe a cui partecipò ma, la solita beffa, la UEFA riconobbe la manifestazione solo a partire dall'anno successivo. È una grande edizione questa perché la Fiorentina elimina la Roma nei quarti, la Juventus in semifinale e batte la Lazio in finale, al Comunale di Firenze, l'11 giugno 1961 con gol di Petris e Milan. Poche settimane prima i viola erano diventati gli eroi di Ibrox per avere espugnato per 2-0 il campo dei Rangers Glasgow nella finale di Coppa delle Coppe. È una Fiorentina all'ungherese, con il tecnico Czeiler sostituito in corsa da Nandor Hidegkuti che avrà come assistente il grandissimo Beppe Chiappella appena ritiratosi. 

Infine il 1965/66, anno in cui Chiappella è a tutti gli effetti l'allenatore e sta forgiando la Fiorentina ye-ye che conquisterà di lì a poco il secondo scudetto. Arriva De Sisti e dalle giovanili sono promossi Chiarugi e Merlo. Quarto posto in campionato e coppa in bacheca.
Dopo il Milan nei quarti e l'Inter in semifinale, la finale a sorpresa è contro il Catanzaro all'Olimpico. Serviranno incredibilmente i tempi supplementari. Apre Hamrin, pareggia Marchioro per i calabresi, Bertini fa esplodere la gioia di Firenze al 109'. 
Momenti storici indelebili che hanno eletto i vincitori in maglia viola eroi immortali. Ecco. Firenze ha fame di questo, di gioie, di momenti storici, di ricordi magici, di trofei.