I TRE DUBBI DI COMMISSO E IL CONFORTO DEI NUMERI: MA QUANTO VALE LA FIORENTINA?

01.03.2021 19:00 di  Andrea Giannattasio  Twitter:    vedi letture
I TRE DUBBI DI COMMISSO E IL CONFORTO DEI NUMERI: MA QUANTO VALE LA FIORENTINA?
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© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport

Quelle poche persone che in queste ore hanno avuto modo di palare con Rocco Commisso raccontano di un patron letteralmente infuriato. Mai come prima d’ora. A far traboccare il vaso (di bile) del presidente è stata la goccia di ieri pomeriggio a Udine, da cui è poi scaturita la dura presa di posizione della società nei confronti dei calciatori. Una scelta comunicativa nuova rispetto al passato ma che non ha certo cancellato come una cimosa su una lavagna i tanti dubbi che la dirigenza sta avendo sia su come la squadra è stata allestita, sia su quello che è il reale valore della rosa sia su come il gruppo è attualmente allenato. 

Sono questi tre adesso i quesiti ai quali Rocco Commisso cercherà al più presto di trovare una riposta, pur consapevole che se da un lato ieri la Fiorentina ha dato l’impressione di non essere scesa in campo con la voglia di vincere, il 15° posto a fronte dei tanti investimenti fatti - dall’altro - è un risultato figlio del lavoro di tutte le componenti: proprietà, dirigenza e gruppo squadra. Colpa di tutti dunque, stavolta individuare un solo capro espiatorio quando si intravede l’epilogo della seconda stagione in Italia di mister Mediacom (e i risultati sono stati fino ad oggi pressoché identici alla prima) non pare essere una strada da percorrere.

A farla da padrone nelle prossime settimane, dunque, sarà il tema legato agli investimenti fatti: gli oltre 200 milioni sborsati da Commisso in quattro finestre di mercato (cifra davvero da record) sono stati spesi in modo adeguato? Oppure i profili scelti sono stati giusti ma è sempre stato il “manico” (leggi sotto la voce “allenatore”) l’errore alla base di tutto e dunque la colpa del fatto che i giocatori non abbiano reso per il loro reale valore è da ricercare in chi, nel corso di queste stagioni, si è alternato in panchina? Dubbi legittimi e (vivaddio) fondamentali nell’ottica di una programmazione che è già partita in vista del prossimo anno. Anche perché alcune scelte tecniche varate in questi ultimi mesi (dalla bocciatura di Montiel alla promozione di Eysseric passando per la schizofrenia tattica di Kouame e la panchina punitiva ieri per Amrabat) sembrano non aver pagato.

Un aiuto concreto affinché la Fiorentina trovi al più presto la soluzione ai suoi enigmi può intanto arrivare dai numeri, in particolare quelli relativi all’operato dei tre allenatori che, dal 2019 ad oggi, si sono alternati sulla panchina viola: nelle 19 partite dell’era Commisso, Montella ha collezionato una media punti di 1,21 (la proiezione in un campionato intero è di 45,98), Iachini in 31 gare viaggiava ad una media di 1,48 (con dunque una proiezione finale di 56,24 punti su 38 giornate) mentre oggi Prandelli si attesta sugli 1,05 punti di media a partita (in 38 turni sarebbero appena 39,90), il dato peggiore di quelli legati alla gestione italoamericana del club viola. 

Tre operati dunque, tra alti e bassi, tutto sommato simili che fanno supporre che, per quanto siano stati cambiati staff tecnici e giocatori nella speranza di andare a migliorare, le squadre allestite in questo biennio abbiano totalizzato (o stiano totalizzando) numeri in linea per la conquista della salvezza (se più o meno tranquilla lo diranno le prossime 14 giornate) ma non certo adeguati per ottenere traguardi europei. Il tutto, è bene ribadirlo, al netto dell’ottavo monte ingaggi di tutta la Serie A nella stagione 2019/20 e del settimo in quella attuale. Dove starà la soluzione?