ADAMI, Quindici giorni di fuoco per riscattarci

04.12.2020 16:15 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: Radio Toscana
ADAMI, Quindici giorni di fuoco per riscattarci
© foto di Federico De Luca

Greta Adami, una delle calciatrici più rappresentative dell’ACF Fiorentina (d’origini viareggine), ha rilasciato un’intervista, alla vigilia della sfida di campionato contro il Milan e del doppio appuntamento dei sedicesimi di Champions (tra 10 e 16 dicembre) contro lo Slavia Praga. 

“Sono a Firenze da tanti anni, conosco bene l’ambiente ed ero qui prima ancora che diventasse Fiorentina, quando giocavo nel Firenze. Non so se sono un leader ma mi piace molto avere un rapporto con le compagne e conoscendo bene l’ambiente cerco sempre di dare loro consigli sia dentro che fuori dal campo”.

Come è stato il tuo inizio di carriera?
“Quando avevo 8 anni già avevo provato tutti gli sport ma nessuno mi rendeva felice e mi faceva stare bene. Mi sono avvicinata con mia mamma a un campo da calcio e c’erano tutti i miei compagni di classe. Il primo giorno non volevo neanche entrare e mi convinse mia madre. Da quel momento, da quanto mi ero divertita, non ho più smesso e non sono più uscita da un campo di calcio: sia con acqua, vento, pioggia, neve. Sempre”. 

Cosa ti ha spinto a venire a Firenze?
“Avevo fatto un anno a Pisa con l’allenatrice che poi avevo ritrovato anche a Viareggio. L’ambiente del femminile non è molto semplice e in quel momento c’erano tante difficoltà anche a livello economico. La squadra della Vigor Misericordia è durata tre anni, sono rimasta senza squadra e la mia allenatrice credeva molto in me. Mi videro a Firenze e tramite l’allenatrice e il presidente del Firenze di allora, ci siamo messi d’accordo. Avevo finito superiori, sono venuta qui anche a studiare”. 

Cosa ti manca ancora da raggiungere con questa maglia?
“Gioie e dolori li ho vissuti tutti in questi anni ma penso a fare il meglio in quel che facciamo. Cercare di vincere il più possibile e, oltre al campo, far crescer sempre più questo movimento. Stiamo ottenendo obiettivi importanti e tramite il lavoro possiamo fare ancora di più”. 

Sara Gama, capitano della Nazionale. è diventata vice presidente Asso Calciatori per la prima volta nella storia…
“E’ un passo davvero importante verso il professionismo e il fatto che sia una donna alla vicepresidenza, vuol dire che ci vengono riconosciuti sempre più diritti e anche doveri”. 

Avverti ancora discriminazioni in questo mondo?
“Ti avrei detto di no fino a poco tempo fa, poi ho letto di quella lettera della ragazzina di Roma che non è stata ammessa in una squadra di calcio e quindi penso che ancora ci sia del lavoro da fare. (Adami si riferisce a Olivia, bambina di 7 anni, che ha scritto una lettera a Repubblica chiedendo perché non poteva giocare a calcio insieme ai suoi compagni maschi, ndr). E’ brutto questo. Il calcio è sport e passione come tutti gli altri sport e come tutte le altre passioni. Non riesco a capire queste discriminazioni. Una bambina che vuole giocare ed essere felice e le viene negato tutto ciò”. 

Cosa ti porti di Greta Adami bambina sempre con te?
“Il divertimento, sorridere, essere iper attiva anche in campo. Mi prendono anche in giro per questo, non sto mai ferma quando entro in campo”. 

Tra Milan in campionato e Champions: come affrontare questi obiettivi?
“In questi quindici giorni ci sono partite davvero importanti tra Milan, Champions e nel mezzo anche l’Empoli che è una squadra di grande valore. Non abbiamo iniziato nel migliore dei modi e questo ci dispiace tanto ma siamo orgogliose e vogliamo far veder che non siamo quelle che avete visto in alcune gare”. 

Ci pensi ancora alla Nazionale?  
“Ogni giocatore ha il sogno della Nazionale. L’obiettivo è di arrivare ai massimi livelli. E’ normale che dopo due anni in cui ne ho fatto parte, e dopo un anno che non ne faccio più parte, è un po’ più difficile e ne sono convinta ma gioco per fare del mio meglio e spero ancora di essere presa in considerazione”.