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IO STO CON VINCENZO...

05.05.2012 09:30 di Stefano Borgi  articolo letto 1856 volte
foto di Stefano Borgi
foto di Stefano Borgi

Partiamo da due concetti: la violenza, sia fisica (la forma peggiore) che verbale, non è mai ammessa. E' ammesso invece il confronto, il contraddittorio, anche aspro se volete, ma la violenza... mai e poi mai. Secondo: la mia stima e considerazione per Delio Rossi resta immutata, insieme al rimpianto per non vederlo sulla panchina viola il prossimo anno, ma dopo due giorni di parole in libertà, di legge della giungla, di giustizia sommaria, non posso stare zitto. E ringrazio chi mi da modo di esternare.

Come spesso gli capita, ha avuto ragione Mondonico: "Quando ho visto Delio Rossi girarsi verso Ljajic ed apostrofarlo per il suo comportamento ho pensato... finalmente qualcuno che si ribella a certi atteggiamenti e gliene dice quattro - spiega il "mondo". Quando poi ho visto la scena dei cazzotti, quando ho visto quella violenza allora ho detto... no, qui siamo andati oltre e non ci sto più". E dire che Emiliano, come lui ama ripetere, non era uno che (diciamo così) porgesse l'altra guancia. La verità è che a tutto c'è un limite, e questa beatificazione del Delio Rossi "picchiatore" (che è diverso da "picconatore") mi lascia perplesso, anzi mi disgusta. Per questo dico... "Io sto con Vincenzo (Guerini)". Non per celebrarne la persona, il professionista (non lo conosco abbastanza per farlo), quanto per appoggiare e per avallare ciò che ha espresso nella conferenza stampa di ieri. "Capisco lo stress che ha portato Rossi a perdere il controllo - ha detto Guerini - però capisco meno il comportamento di certi miei colleghi (Vincenzo si riferiva a quegli allenatori che hanno giustificato i cazzotti di Delio Rossi ndr.) Sta passando un messaggio: che in questo mondo è scusabile tutto. Allora che facciamo? Chiunque può alzarsi la mattina, tirare un cazzotto a uno, e va tutto bene? Può anche succedere, ma finisce lì e stop. Di questo passo dove andremo a finire?"  Io aggiungo... dove stiamo già finendo, visto che il 90% della gente (semplici tifosi, ma anche addetti ai lavori), da ragione a Delio? L'ex-tecnico viola, da colpevole acclarato sta diventando un eroe, un paladino dell'ingiustizia, un educatore di giovani mocciosi ed arroganti. Che addirittura si è fermato troppo presto, che doveva dargliene ancora di più, che doveva fargli male per davvero. Lo stesso Renzo Ulivieri, presidente dell'associazione allenatori, non ha preso una posizione ferma, decisa a riguardo. La giustificazione poi... "è quello che avremmo voluto fare tutti", recita la vox populi. Mi dispiace ma lo trovo aberrante, quasi primitivo, fatta salva la libertà di pensiero. Quello degli altri, non il mio. E badate bene, non c'entrano i 32 anni di differenza, e nemmeno il fatto che tutto sia accaduto sotto le telecamere. Sarebbe stato uguale fosse successo negli spogliatoi, tranquillizziamo Delio... nessuna distinzione.

Sostiene Delio Rossi: "ferisce più la lingua della spada". Vero, verissimo, e allora ci chiediamo: perchè Rossi non ha fatto lo stesso? Perchè lui ha usato la spada? Perchè non si è limitato a rispondere verbalmente, ricorrendo ad armi lecite? Non è in grado di usare la lingua? No, non è questo il problema. Solo che in quel momento Delio ha perso il controllo, il lume della ragione. Prova ne è che subito dopo è tornato a bordo campo ad arringare i suoi giocatori. Come se niente fosse. Un corto circuito di 10 secondi, il cervello che smette di ragionare come un cuore che smette di battere, per poi ripartire. Comprensibile ma non giustificabile. Ancora peggio la beatificazione postuma di chi, a freddo, ha potuto valutare, considerare, confrontarsi, e comunque ha scelto di non tornare indietro. Ha scelto, invece, di applaudire chi ha sopraffatto un suo simile con la violenza. Come nella giungla...appunto. Ripeto: non ce l'ho con Delio Rossi, del resto lui si è scusato, ha riconosciuto l'errore, ha fatto capire che l'offesa era rivolta alla sua famiglia (senza dubbio un'attenuante)... Ce l'ho con chi si vuole fare giustizia da solo, senza il rispetto delle regole. Con chi ritiene un uomo vero colui che ragiona di pancia, che da sfogo ai propri istinti, che alza le mani mostrando così gli attributi... e quel che è peggio le alza sul viso di chicchessia. E allora, qual'è il senso di tutto questo? Sfogare le proprie frustrazioni sulle dabbenaggini di un ragazzino viziato, pieno di soldi e di donne, che viaggia su un SUV, con la patente scaduta, simbolo negativo della crisi di questo paese? O forse perchè qualcuno vorrebbe essere al suo posto? Altra domanda... E se Delio avesse alzato le mani su Jovetic? Stevan il bene, Adem il male... Sarebbe successo lo stesso?

Ultime due cosiderazioni. Il padre di Ljajic... ammesso e non concesso che sia vera la storia della querela (tutta da verificare), voi genitori non vi comportereste allo stesso modo? Permettereste che vostro figlio venisse picchiato da uno sconosciuto, solo perchè (presuntamente) lo ha deriso e offeso gratuitamente? Perchè anche questo è il punto: quello che ha detto Ljajic non è sicuro, quello che ha fatto Rossi...purtroppo si. Qualcuno, poi, si è preoccupato dell'immagine di Firenze, dei fiorentini, della Fiorentina intesa come squadra e società. Certo, bella figura non ci abbiamo fatto, ma è un aspetto secondario. Quello che mi preme sottolineare (e ringrazio per l'attenzione, scusandomi per il linguaggio censorio) è il concetto: niente può giustificare la violenza. In nessun modo, in nessuna forma. Anche se viene da una persona per bene come Delio Rossi.


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