NON SARÀ SCUDETTO MA INTANTO...

08.10.2015 00:00 di  Sonia Anichini   vedi letture
NON SARÀ SCUDETTO MA INTANTO...

In questi splendidi giorni di gioia calcistica in casa viola, rimbalza un ritornello usato più volte per gli avvenimenti eccezionali e che recita così: “non succederà, ma se succede…” e i riti scaramantici partono di seguito. Quella parola che ormai Firenze ha dimenticato e che proviamo i brividi a pronunciare, scudetto, vorrei per il momento tenerla da parte (ma non cancellarla) e provare, prendendo in prestito sempre la lettera “s”, a trovare le motivazioni che possono portarci a questo traguardo.
SOUSA - Inevitabile partire da lui, vero artefice della trasformazione di questa squadra che, per Montella, era alla fine di un ciclo…il suo nella fattispecie. Con l’ex allenatore si sono fatte grandi cose, ma il portoghese è riuscito a far rinascere tanti calciatori che lo scorso anno sembravano arrivati al capolinea viola.
SIMBOLI – La conferma di quanto sopra, sono uomini come Borja Valero, Alonso e Ilicic. Per il numero 20 ormai non ci sono più parole per esprimere la soddisfazione nel vederlo giocare a così grandi livelli, per il difensore spagnolo si tratta di una vera e propria consacrazione, così come per Ilicic che aveva però già fatto bene nelle ultime gare dello scorso campionato.
SQUADRA – E’ stato sottolineato da tanti come questo gruppo sia solido ed intercambiabile, con meno “nomi”, come ha detto anche Borja Valero, ma con molta sostanza. 
SICUREZZA – Quella che ci fa sentire il nostro reparto difensivo, a corto di uomini ma non di valore. Tra questi è stato recuperato Roncaglia, fortemente voluto dal Mister e Astori, scarto della Roma, ben inserito nel contesto gigliato. Momentaneamente teniamo con orgoglio il posto di miglior difesa del campionato. 
SORPRESA – Nell’antipatico gioco di queste ore su chi sale o scende sul carro dei vincitori, c’è da far presente che nemmeno il più folle dei tifosi viola avrebbe scommesso sulla Fiorentina prima in classifica in solitario dopo sette giornate. 
SIMPATIA – Adesso provano tutti questo sentimento verso la nostra squadra, è il nuovo che avanza, è quello che si può sentire per l’impresa di un bambino. Ecco io mi auguro che la Viola cresca, diventi grande alla faccia dei gufi che sperano in una caduta pesante e diventi “antipatica” al resto del mondo a suon di vittorie.
SEI – vittorie su sette gare giocate sono una piacevole consuetudine nel curriculum del nostro allenatore. Quando questa combinazione è avvenuta nelle sue precedenti esperienze, Maccabi e Basilea, lui ha vinto lo scudetto. Non c’è due senza tre!
SOGNO – E’ quello che stiamo vivendo e dal quale non ci vogliamo svegliare. Siamo comunque consapevoli che la strada è ancora lunga e che adesso ci aspettano due partite molto pesanti, ma la consapevolezza acquisita da questo gruppo ci fa ben sperare. 

La Signora in viola