I SEI MOTIVI PER SCEGLIERE...

 di Andrea Giannattasio Twitter:   articolo letto 5937 volte
I SEI MOTIVI PER SCEGLIERE...

La bufera che si è abbattuta senza esclusione di colpi in questi giorni sulla Rai (e nella fattispecie all’indirizzo di Paola Perego e della sua nuova trasmissione “Parliamone sabato”) a proposito dei motivi per i quali i maschi italiani dovrebbero essere maggiormente attratti dalle donne dell’est, ha stuzzicato la mente un po’ di tutti gli argonauti del web (tifosi viola e non), che non hanno perso tempo nell’elaborare attraverso i propri social un proprio personale elenco a proposito dei temi più disparati: dal perché è meglio scegliere un allenatore del Valdarno piuttosto che maremmano, passando dai motivi per i quali è preferibile una moglie nata nel medioevo che una compagna nata nella Roma di Augusto per finire con i vantaggi di avere un marito tifoso viola al confronto di uno juventino. Fantasia al potere, dunque. Un esercizio mentale al quale nemmeno Firenzeviola.it ha voluto sottrarsi.

Visto che, peraltro, il tema dell’est è un qualcosa di decisamente attinente con la realtà della Fiorentina, se si considera che l’uomo del momento (e uno dei casi più spinosi dei prossimi mesi) è un croato che risponde al nome di Nikola Kalinic e che la prima pedina che potrebbe sancire il nuovo corso viola nella prossima stagione è un serbo chiamato Nikola Milenkovic. Nel segno della “k” e dell’“-ic” dunque, ma anche e soprattutto nel solco delle vie del mercato tracciate da Pantaleo Corvino, uno al quale è sempre piaciuto bazzicare i terreni dell’est per scoprire talenti pronti ad esplodere. Così anche FV, sfruttando questa sosta di campionato, vi propone tra il serio ed il faceto un suo personalissimo focus - sul modello di quello proposto dalla tv nazionale - dove sono elencati i sei motivi principali per i quali la Fiorentina sceglie spesso i giocatori dell’est Europa, riuscendo in tanti casi ad assicurarsi profili di sicuro affidamento. Buona lettura e… per favore, non prendetela troppo sul serio.

1 - PER CORVINO È UN TERRENO FERTILE
Mutu, Jovetic, Ljajic e Nastasic: basterebbero questi nomi per capire che il dg viola con il mercato dell’est Europa ha un rapporto assai privilegiato ed un fiuto pari a pochi. Adesso potrebbe essere la volta di Milenkovic e Vlahovic, che in patria assicurano essere i nuovi Vidic ed Ibrahimovic. Paragoni esagerati o c’è del vero?

2 - GARANTISCONO I BUONI UFFICI DI RAMADANI
Comunque la si veda, il potentissimo procuratore serbo di origini turche che vive a Berlino (no, non è una barzelletta) ha un rapporto da sempre stretto con Corvino ed il presidente Cognigni: ha spesso contribuito a portare in viola giocatori di ottimo valore (eccezion fatte per Gulan e Bakic) e a garantire succose plusvalenze. Non è escluso che in estate possa collaborare alla possibile cessione di Kalinic.

3 - SONO PLUSVALENZE GIÀ DOPO UN ANNO
È un argomento che risulta estremamente antipatico a tutti i tifosi viola (come contraddirli…) eppure è una amara verità che contraddistingue quasi tutti i giocatori dell’est approdati in viola nel corso di questi ultimi anni: da Jovetic a Nastasic, passando per Savic, la cifra incassata rispetto alla spesa è stata molto superiore. Kalinic, nel giro di poco, potrebbe essere il prossimo a riempire le casse gigliate.

4 - HANNO SUBITO UN OTTIMO RENDIMENTO
Dove li metti in campo stanno e già al loro primo anno riescono ad inserirsi ottimamente all’interno del gruppo riuscendo in tante occasioni a fare la differenza (Mutu, su tutti, è l'esempio migliore). Sanno essere decisivi quando chiamati in causa anche a gara in corso e non soffrono troppo le pressioni delle quali vengono caricati da stampa e tifosi (con le dovute eccezioni, anche in casa nostra…)

5 - SONO PIÙ DISCIPLINATI DI ALTRI
Chi respira quotidianamente l’aria degli spogliatoi viola può confermare che anche l’attuale gruppo degli slavi (così come quello che già c’era ai tempi di Prandelli) sia decisamente più “addomesticabile” rispetto al nucleo ispanico. I calciatori dell’est, in generale, sono molto più dediti al lavoro e rispettosi delle regole e questo perché fin da bambini sono abituati a maturare in modo precoce e a vivere lo sport anche nei suoi aspetti più “fanatici”. 

6 - NON SI SENTONO MAI TRADITI
Nessun tipo di gelosia, zero invidia: se nella grande famiglia viola fa capolino un nuovo calciatore che niente ha a che fare con la lingua e la cultura dell’est, viene accolto come un parigrado, senza prima dover subire ripercussioni “da caserma” o guadagnarsi la fiducia in campo e fuori. Quando si lotta e si suda nel rettangolo verde, per i ragazzi dell’est gli altri sono tutti fratelli. Non ci sono distinzioni di sorta.