C'ERANO UNA VOLTA I "TRE TENORI"...

28.06.2015 19:00 di  Giacomo Iacobellis  Twitter:    vedi letture
C'ERANO UNA VOLTA I "TRE TENORI"...
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

C'era una volta la Fiorentina di Vincenzo Montella. La Fiorentina del tiqui-taka e dei “tre tenori”. La Fiorentina di Aquilani, Pizarro e Borja Valero. Tempi lontani, ricordi ormai sbiaditi, perché la nuova realtà gigliata sembra assumere giorno dopo giorno sfumature ben differenti. Il cambio in panchina ha chiuso un'era cominciata tre anni fa e adesso un nuovo ciclo è pronto ad aprirsi all'insegna del rinnovamento.

Ecco perché, dopo aver dato l'addio all'Aeroplanino, la Fiorentina potrebbe congedarsi anche da due “fedelissimi” del tecnico partenopeo, entrambi fortemente in bilico a causa di un contratto in scadenza fra pochi giorni: parliamo di David Pizarro e Alberto Aquilani. Il primo è attualmente impegnato in Copa América col suo Cile e non disdegnerebbe affatto chiudere la carriera nella sua terra natia, dove i Santiago Wanderers lo aspettano a braccia aperte. Discorso diverso invece per il “Principino”, che insieme al suo agente Andrea D'Amico sta valutando una serie di proposte che potrebbero condurlo lontano dal “Franchi” e, forse, anche dall'Italia stessa. 

Dei “tre tenori montelliani” solamente uno, al momento, sembra dunque certo della riconferma: Borja Valero. A centrocampo, insieme a lui resteranno anche Milan BadeljMatías Fernández, presumibilmente gli ultimi superstiti di un reparto che quest'estate subirà parecchie variazioni. Se da una parte Kurtic e Lazzari hanno infatti già salutato (su Vargas, anch'egli in scadenza, resta un grande punto interrogativo), dall'altra sono appena iniziate le manovre di mercato per portare in riva all'Arno uno/due centrocampisti con un preciso identikit. Non è un caso che, dopo i tanti rumors legati a Gokhan Inler, la Fiorentina - come raccontatovi ieri in anteprima da Firenzeviola.it (LEGGI QUI)- stia pensando al ritorno di Valon Behrami, un instancabile combattente che potrebbe esonerare i colleghi più tecnici da dispendiosi compiti difensivi. Più muscoli e solidità, meno geometrie e meno palleggio. Meno "tenori" e più "operai": Paulo Sousa pare aver già lasciato una prima sensibile impronta sulla squadra gigliata.