"AMARCORD", Quando l'imperatore conquistò Firenze (per l'ultima volta)

31.05.2009 00:24 di  Stefano Borgi   vedi letture
Fonte: Stefano Borgi per FV
"AMARCORD", Quando l'imperatore conquistò Firenze (per l'ultima volta)
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© foto di Federico de Luca

“Mamma li turchi!” Fu più o meno questa l’esclamazione del popolo viola il giorno dell’investitura di Fatih Terim come allenatore per la stagione 2000-2001. Il momento era delicato, se ne erano appena andati Trapattoni (senza grandi rimpianti) e Batistuta (con molti, moltissimi rimpianti). Come unica garanzia il regista dell’operazione, Giancarlo Antognoni allora dirigente viola, che scommise sul talento e sul carisma dell’imperatore. L’inizio di stagione fu molto difficile, eliminazione dalla Coppa Uefa al 1° turno, un progetto di squadra che stentava a decollare e i primi dissapori con Cecchi Gori. Poi, piano piano la larva diventò farfalla e a cavallo fra Natale e la Befana sbocciò una viola fiorente il cui ricordo fa brillare gli occhi ancora oggi. La sublimazione fu raggiunta il 13 gennaio 2001 quando al Franchi arrivò il Milan che venne letteralmente ridicolizzato. 4-0 il risultato finale con i gol di Nuno Gomes nel 1° tempo, e quelli di Cois, Chiesa e Rui Costa nel secondo. Ammirammo una squadra assoluta padrona del campo, determinata all’inverosimile, orchestrata dal fuoriclasse portoghese autore di due assist ed un gol, fantastico, al termine di una lunga cavalcata solitaria.

Ma ahimè... quella fu l’ultima volta che l’imperatore conquistò i cuori dei tifosi viola poiché da quel momento la Fiorentina iniziò una lenta ma inesorabile parabola discendente, con l’unica eccezione della conquista della finale di Coppa Italia un mese dopo, sempre a spese del Milan. Il tecnico si dimise e fu decisivo in tal senso il mancato rinnovo del suo contratto (richiesto a gran voce dalla piazza) e nel conclave svoltosi nell’attico fiorentino di Cecchi Gori, poche ore dopo il trionfo sui rossoneri, ci fu la fumata nera. Resta, comunque, memorabile la rappresentazione scenica dell’incontro: tutta la Firenze viola attese invano il fatidico “nuntio vobis” seduta sulle spallette dell’Arno illuminato dalle luci della TV turca accorsa a raccontare l’evento. La delusione fu cocente e con l’imperatore se ne andò anche Antognoni. Le nostre pillole di statistica ci dicono comunque di un bilancio favorevole al Franchi contro il blasonato Milan; 29 vittorie, 19 pareggi, e 20 sconfitte per 105 gol fatti e 89 subiti. L’anno scorso fu uno 0-1 firmato Pato che mise a rischio la qualificazione alla Champions League. La vendetta è un piatto che si consuma freddo, e visto il diavolo di questi tempi, tentare l’impresa è d’obbligo.