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IAKOVENKO A FV, MI HANNO AMMAZZATO COME GIOCATORE

Esclusiva di Firenzeviola.it
10.02.2016 17:15 di Luciana Magistrato  articolo letto 20477 volte
IAKOVENKO A FV, MI HANNO AMMAZZATO COME GIOCATORE

Dalla Champions con l'Anderlecht alla Champions con la Dinamo Kiev, dopo un corto circuito di tre anni alla Fiorentina. Eppure Oleksandre Iakovenko aveva scelto Firenze per coronare il sogno della Serie A italiana, un sogno diventato un incubo negli ultimi mesi quando si è ritrovato fuori lista e chiuso praticamente in una prigione (dorata, ben inteso). "Spero di salvare la mia carriera perché alla Fiorentina sono stato davvero ucciso come giocatore di calcio" dice in esclusiva a Firenzeviola.it. "Ora sono in buona squadra, dove posso allenarmi, sono trattato come un calciatore e dove di sicuro farò del mio meglio. Inoltre auguro alla Fiorentina tanto successo e dico ai tifosi di godersi il gioco della squadra. Perché so che un paio di persone non sono tutta la Fiorentina".

Ma cosa è successo in questi tre anni con i viola?
"Sono venuto alla Fiorentina dall'Anderlecht dove giocavamo la Champions League. Naturalmente come svincolato avevo diverse offerte, anche quella per il rinnovo con lo stesso Anderlecht, ma quando il mio agente mi ha detto che c'era la Fiorentina ho detto subito di sì. Ero sempre stato attratto dalla Serie A e la squadra viola era la mia preferita. Durante il pre campionato sono stato uno dei migliori e tutto mi faceva pensare positivamente, ma dopo non ho avuto la possibilità di giocare. Posso capire se avessi avuto un paio di occasioni e non ce l'avessi fatta. Ma nella mia situazione non ho avuto alcuna possibilità. Solo per decisioni altrui. Questo è il fatto. Perché? Non lo so..."

E' dipeso dai due allenatori, che rapporto aveva con loro?
"Montella era una persona molto cordiale e un ottimo allenatore. Non ho mai avuto alcun problema con lui . Anche Sousa a mio parere è un buon allenatore. Ho parlato con lui solo una volta, appena è arrivato. Mi disse che aveva ricevuto la lista dei giocatori con i quali avrebbe dovuto lavorare. Ed io ero fuori da quell'elenco. Gli ho chiesto soltanto la possibilità di allenarmi con tutti i giocatori e di partecipare alle amichevoli prima dell'inizio della stagione solo per farmi vedere da lui in modo che potesse decidere ma la squadra è partita per Moena senza di me. Se ho invece litigato con un dirigente in particolare? Ripeto che non ho una risposta ma non ho discusso con nessuno".

Lei in estate ha rifiutato delle offerte, come mai?
"In estate è successa una cosa strana. Ero ancora in vacanza quando alcuni dirigenti hanno chiamato il mio agente per un incontro e il motivo era per vendermi a qualche club. Ma io avevo giocato bene in prestito in Olanda e il mio obiettivo era di tornare e giocare nella Fiorentina. Ecco perché ho ​​detto di no. Ho creduto in me stesso ed ho sognato di giocare per la Fiorentina".

In seguito, cosa è successo?
"Dopo loro mi hanno detto che non avrei avuto possibilità di giocare ma la decisione è stata presa nel momento in cui squadra era ancora senza allenatore visto che Sousa è arrivato molto dopo. A due giorni dalla chiusura del mercato è arrivata una nuova offerta dalla Fiorentina ma non potevo partire con la famiglia e due bambini verso un posto dove non erao mai stato. Anche per la mia carriera sarebbe stata la fine totale. Adesso sono convinto di aver fatto la scelta giusta".

Ma dopo le due stagioni in prestito, cosa sperava dalla Fiorentina?
"Ho avuto una buona partenza a Malaga e ho sesgnato nella prima partita. Dopo ho avuto un infortunio ed ho saltato alcune partite. Ma ci siamo salvati ed io ho giocato. Lo stesso in Olanda. Ho fatto bene, ma il club non aveva possibilità di riscattarmi. In entrambi i casi ero solo un giocatore in prestito ed entrambi le società avaevano già capito che me ne sarei andato".

Come mai non ha chiesto prima la cessione?
"Per prima cosa era la mia intenzione principale ma nessuno può dirmi quello che devo fare. Lo facciano con i loro figli. In secondo luogo speravo che il calcio fosse più pulito. In terzo luogo, se avessi avuto la possibilità di fare la preparazione prima della stagione, probabilmente avrei rischiato. Ma in quella condizione, andare in un altro club sarebbe stato non professionale e stupido"

Ma di Firenze che impressioni aveva?
"Ho sempre avuto la sensazione che qualcuno stesse cercando di rendere la mia immagine negativa a Firenze. Ma io amo quella città, la mia famiglia ha vissuto momenti fantastici lì e mio figlio ha iniziato a parlare italiano (era all'asilo con bambini italiani). Mia moglie è una pittrice e potete immaginare che cosa fosse Firenze per lei. Abbiamo lasciato molti amici e posti che amavamo".


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