UNA TRAVERSA DI MEZZO

24.11.2014 00:00 di  Tommaso Loreto  Twitter:    vedi letture
UNA TRAVERSA DI MEZZO
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

E' come se si fermasse il tempo. Ormai, non appena il pallone finisce nelle vicinanze di Mario Gomez, è come se sul tifoso viola (e, suo malgrado, sul ciuffo del centravanti tedesco) si materializzasse una sorba di "nuvola del ragioniere". E se nelle vicende del ragioniere più famoso d'Italia la nuvola rovesciava litri di pioggia, quando tocca a Mario c'è sempre qualcosa di mezzo. Gli infortuni prima, i legni poi. Nello specifico, la traversa. Perchè adesso, contando quella di ieri, siamo al secondo legno consecutivo dopo quello centrato con il Napoli.

Anche in quella circostanza un lampo, un gesto, la facilità da campione. Eppure la caccia al gol deve ancora continuare. Con Gomez che anche ieri si è visto negare la gioia del gol da una traversa velenosa, dopo una buona sgroppata sul pallone rubato da Cuadrado. Segno però che, piano piano, l'obiettivo del centravanti si sta avvicinando. Tutto sommato, a Verona, Gomez non ha impressionato, e non si è certo guadagnato i voti alti degli addetti alle valutazioni. Tanto che, paradossalmente, ancora oggi la sua media rischia di essere motivo di depressione fantacalcistica.

Ma Gomez è in crescita. E se non lo testimoniano le votazioni per le prestazioni, ci sono le sue presenze in area di rigore nel momento che conta. Quando c'è da girare un pallone in rete. E Gomez c'era nelle tante occasioni sprecate contro il Paok Salonicco (al rientro). C'era nel finale di gara con il Napoli quando la bella girata di testa è rimbalzata sulla traversa sotto la Curva Fiesole. E c'era ieri a Verona. Prima sul pallone strappato da Cuadrado a Moras (con tanto di diagonale imprendibile, guarda caso, respinto dalla traversa), poi nelle mischie in area di rigore nel secondo tempo (e quasi sulla linea, nella ripresa, sembrava che il gol, finalmente, potesse arrivare). Per questo si può e si deve essere ottimisti. Perchè Gomez, piano piano, sta tornando. Di questo passo, per forza, non potrà esserci sempre una traversa di mezzo.