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"AUGURI A..." Vai Provvidenza Massaro!

23.05.2012 00:02 di Stefano Borgi articolo letto 1440 volte
foto di Andrea Pasquinucci
foto di Andrea Pasquinucci

Ci perdoneranno i tifosi viola se apriamo con due definizioni di matrice rossonera. Eh già, perchè quando nell'estate del 1985 Daniele Massaro lasciò la Fiorentina per il Milan, il ragazzo diventò ben presto un idolo della "fossa dei leoni". E non solo... Fu adottato da Peo Pericoli, uno degli esilaranti personaggi di Teo Teocoli in un "Mai dire Gol!" dell'epoca, che lo incitava al grido di "Vaaaiii Massaro". In poco tempo la frase si trasformò in un tormentone, tanto che la curva milanista prima di ogni partita, intonava quello che diventò un vero e proprio grido di battaglia. Non di meno negli anni a seguire, in particolare durante la gestione Capello (inizio anni '90), Massaro fu spostato centravanti (lui nasce ala, con esperienze di centromediano metodista) a causa dei frequenti infortuni di Van Basten. Daniele risulterà spesso decisivo, grazie alla sua intraprendenza, velocità e strapotere fisico, tanto da meritarsi il nomignolo di "Provvidenza". Colui cioè che sblocca le partite quando lo 0-0 sembra ormai inevitabile. A questo proposito memorabile fu la doppietta nella finale di Coppa Campioni (Atene '94) disputata contro il Barcellona di John Crujff. Oggi Daniele Massaro compie 51 anni (nasce a Monza il 23 maggio 1961), ed a lui vanno i nostri più sentiti auguri.

Daniele Massaro si affaccia al grande calcio nel 1981 quando approda alla Fiorentina dei Pontello, in compagnia del più celebre compagno Paolo Monelli. Prima di allora 3 anni nel Monza (con il quale sfiora la serie A) fino al grande salto, seppur come generosa ruota di scorta. Quella di Massaro è una storia già vista nel mondo del calcio: la prassi vuole che venga acquistato un potenziale fuoriclasse, con la squadra di appartenenza che cerca di monetizzare aggiungendo al pacchetto un altro giocatore (solitamente inferiore) e far lievitare il prezzo complessivo. E così accadde: Monelli era la stella, Massaro l'aggiunta. Qualche anno dopo si replica: la stella sarebbe dovuta essere Diego La Torre, ed invece esplose un certo Gabriel Batistuta. Così va il mondo...

Certo ci vuole anche fortuna: estate '81, nel ritiro pre-campionato del "Ciocco" Paolo Monelli si infortuna lasciando strada al carneade Massaro che non si fa sfuggire l'occasione. Daniele brucia le tappe, mangia l'erba di quella fascia sinistra, risulta devastante per gli schemi di "Picchio" De Sisti. Massaro gioca col numero 11, e dimostra la rara capacità di ribaltare l'azione in un tempo brevissimo, recuperando palla sulla propria trequarti e trasformando l'azione da difensiva in offensiva. La morale fu che Daniele diventò titolare inamovibile, con Monelli relegato in panchina, e (dulcis in fundo!) il 14 aprile 1982 arriva addirittura l'esordio in nazionale contro la Germania Est. E tutto in soli 8 mesi. L'Italia verrà sconfitta per 1-0, ma per la Firenzeviola è un trionfo: esordio del giovane virgulto e ritorno in maglia azzurra di Giancarlo Antognoni dopo il terribile incidente con Martina. Un difetto di Massaro? La poca lucidità sotto porta (che poi eliminerà negli anni). Massaro faceva il campo in lungo ed in largo almeno una ventina di volte a partita, per di più ad una velocità sbalorditiva, e gioco forza pagava quando si presentava di fronte al portiere (eh sì che succedeva spesso...) Nell'anno del "meglio secondi che ladri" Daniele segnò un solo gol, ma distribuì assist in quantità (splendido quello per Antognoni nella vittoria di Napoli del 25 aprile), e fu il migliore di una squadra che perse lo scudetto solo all'ultima giornata. Massaro fu convocato anche per i mondiali spagnoli, ma (ahimè) un suo comportamento sbagliato nell'ultima amichevole di preparazione lo mise in cattiva luce col commissario tecnico Bearzot. Il "vecio" era molto rigido, inflessibile, attentissimo alla disciplina e non fece sconti. Daniele, da possibile sorpresa del mondiale, passò ad una comoda posizione in tribuna. Poco male, l'esterno viola (grande appassionato di fotografia) sfrutterà la trasferta spagnola per immortalare tutto e tutti, e si rifarà con la nazionale di Arrigo Sacchi nel mondiale americano del 1994, piazzandosi secondo e disputando il torneo da titolare. Anche lì purtroppo un neo: il rigore sbagliato nella lotteria decisiva in finale contro il Brasile. Ma non si può avere tutto.

Daniele Massaro restò alla Fiorentina 5 stagioni nelle quali disputò 140 partite realizzando 11 reti. Il suo rendimento fu sempre altissimo, tecnicamente e tatticamente, con la gustosa novità della stagione '83-'84 quando giostrò da centrocampista aggiunto nell'innovativo 3-5-2 di una Fiorentina semplicemente spettacolare. Nel 1985 (insieme a Giovanni Galli) fu venduto al Milan che di lì a poco avrebbe conquistato il mondo sotto la gestione Berlusconi. Del resto il palmares di "Provvidenza" parla chiaro: 4 scudetti, 3 supercoppe italiane, 2 coppe dei campioni, 3 supercoppe UEFA, 2 coppe Intercontinentali. Tutte giocate da protagonista, tutte vinte con la maglia rossonera del Milan. Alla Fiorentina la consolazione di aver plasmato uno dei calciatori che hanno fatto la storia del calcio italiano, anche se all'inizio (chiedere a Monelli) non era lui che doveva esplodere...


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Catania 55
 
Inter 54
 
Parma 46
 
Cagliari 44
 
Chievo Verona 44
 
Bologna 43
 
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Atalanta 39*
 
Torino 38*
 
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Palermo 32
 
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Penalizzazioni
 
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Siena -6
 
Torino -1

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