E PENSARE CHE LA SQUADRA E' MEGLIO DELLA SOCIETA'

E PENSARE CHE LA SQUADRA E' MEGLIO DELLA SOCIETA'
© foto di Firenze Viola
mercoledì 22 febbraio 2012, 00:00L'editoriale
di Leonardo Petri

Qualcuno sottolineerà che nel primo tempo la Fiorentina non ha giocato male, anzi avrebbe meritato il vantaggio; altri sosterranno che è tutta colpa di Olivera (prototipo del giocatore da Fiorentina), che effettivamente ha commesso una sciocchezza colossale che meriterebbe una multa esemplare; infine ho già sentito molti scagliarsi contro un modulo che sarebbe inadatto ad affrontare una squadra con i trequartisti. Premesso che Delio Rossi, non avendo praticamente mai utilizzato il 3-5-2 prima d'ora non può considerarsi un maestro del suddetto modulo e che, essendo il calcio materia opinabile (mi sembra di averlo ricordato qualche settimana fa) tutti possono a buon diritto pretendere che gli sia riconosciuta ragione, credo, come ho provato a spiegare solo pochi giorni fa, immediatamente dopo lo 0-3 col Napoli, che il problema stia a monte, ovvero nel manico, inteso come proprietà e, se volete, società. A questo proposito, e per spiegare bene ciò che intendo, racconto un episodio che trovo emblematico. Ho rinunciato a vedere gli ultimi minuti di gara in tv e mi sono concesso un po' di radio mentre facevo altro. Al fischio finale il radiocronista ha dato immediatamente la linea ad un suo collaboratore chiedendogli di far fare una battuta a Mencucci, o a Teotino (al quale però non sembra essere giunta alcuna richiesta) o a Giani. Ecco, in questa frenetica ricerca al ribasso di un dirigente a cui domandare qualcosa, un parere, una spiegazione, ci sarebbe andato bene anche Eugenio Giani, in qualità di consigliere d'amministrazione viola (ed evito di prestarmi alla surreale definizione di invitato permanente al cda che, semplicemente, non è prevista in nessuno statuto e in nessun codice) e di secondo dirigente più importante, dopo Mencucci al Dall'Ara. Ho spento la radio sperando che per una volta il dottor Teotino rinunciasse, oltre che a parlare, a twittare o utilizzare facebook. Poi ho pensato che i fratelli Diego e Andrea in dieci anni hanno partecipato a cinque trasferte in due, Cognigni è infortunato ad una caviglia, convalescente nelle Marche, in ferie Corvino restano quellli che, giustamente il radiocronista ha provato a far parlare. E questo è il primo problema. La sensazione è che della Fiorentina non interessi a nessuno di coloro a cui dovrebbe interessare ed è inutile chiedere qualcosa perché Andrea riapparirà alla prima vittoria per dirci che c'è un progetto e che se ne riparlerà a fine stagione; Diego riapparirà quando il sindaco Renzi, che ormai ad ogni intervista parla anche lui di rosiconi (in perfetta simbiosi ideologica con il patron) gli garantirà la certezza che alla Mercafir si può fare tutto quello che i Della Valle vogliono; poi si rivedrà Cognigni che tornerà più sobriamente possibile dalla convalescenza e finiranno anche le ferie di Corvino, passeranno le settimane e si arriverà, mediocremente, a fine stagione, quando se andranno Montolivo, Natali, Boruc, Vargas, De Silvestri, Behrami, Amauri e speriamo non Jovetic. Si cercherà di porre rimedio con acquisti low cost che guadagnino meno dei protagonisti attuali e via alla conquista del prossimo campionato. Arriveranno i soldi dalle tv, che renderanno economicamente poco interessante l'ennesimo calo degli abbonati e i tifosi crederanno che, con giocatori più motivati degli attuali, arriveranno grandi risultati, salvo ricredersi dopo pochi mesi. Corvino, se resta, si arrabbierà e ricorderà i grandi risultati del passato, se arriverà un nuovo ds inizierà la luna di miele con i media che gli daranno almeno una stagione per ambientarsi. Luna di miele che sta vivendo Delio Rossi che al momento ha la stessa identica media punti di Mihajlovic (1,2 punti a partita con 16 punti in 13 gare contro i 12 punti in 10 gare del serbo), con 15 gol subiti rispetto ai 9 del predecessore. Stando così le cose tutto continuerà piatto, noioso, mediocre, nella speranza che parli Giani o che si svegli Amauri, al momento molto lontano dall'essere un attaccante accettabile.

Ps: Apprendo questa mattina che il presidente Cognigni era presente a Bologna, cosa in un primo momento sfuggita ai più per la sua capacità indiscussa di passare inosservato. Mi fa piacere apprendere che la sua convalescenza procede quindi nel modo migliore ma questo non cambia la sostanza di quanto detto sopra.

Leonardo Petri

giornalista di Canale10